CENTRO STUDI ROSARIO LIVATINO
ULTIMI ARTICOLI
“Paesi sicuri”: la Corte di giustizia europea non legittima i giudici a disapplicare la legge
Paesi sicuri e controllo del giudice: l’analisi sulla sentenza CGUE 1° agosto 2025 n. 725 e sui limiti del sindacato giurisdizionale nel nuovo Patto UE su migrazione e asilo.
Convegno di giuristi italiani e polacchi sui profili giuridici della maternità surrogata
Giovedì 9 aprile 2026 presso l’aula magna dell’Università Europea di Roma si è tenuto un “Convegno di giuristi italiani e polacchi sui profili giuridici della maternità surrogata”, organizzato dal predetto Ateneo in collaborazione con il Centro Studi Rosario Livatino.
Intervento del Sottosegretario Mantovano al Convegno “La tutela della persona nella regolazione dell’intelligenza artificiale”
Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, è intervenuto al Convegno “La tutela della persona nella regolazione dell’intelligenza artificiale”, presso l’Università Sapienza di Roma.
Quando il vizio fonda l’ordine: diritto, morale e potere ne La favola delle api
La favola delle api di Bernard de Mandeville viene collocata nel contesto storico, religioso e politico dell’Inghilterra tra XVII e XVIII secolo, segnato dalla crisi della morale cristiana tradizionale e dall’ascesa della società commerciale. L’opera viene interpretata come una critica radicale alla virtù e alla rinuncia cristiana, nonché come una riflessione proto-giuridica sul diritto inteso quale tecnica di regolazione degli interessi piuttosto che come espressione di giustizia morale. Attraverso l’allegoria dell’alveare, Mandeville mostra come l’ordine sociale e giuridico possa fondarsi sull’organizzazione dei vizi. L’articolo sviluppa il valore letterario dell’opera, ne esamina il paradosso morale, le implicazioni per il diritto e ne critica le premesse, con particolare attenzione alla prospettiva cristiana.
La giustizia interpretata sull’esempio del Beato Livatino
Nota sul convegno di Schio (Vicenza), del 29 marzo 2026.
L’idiota nel nostro tempo: cristianesimo, verità e impotenza nel mondo contemporaneo
Rileggere L’idiota oggi significa interrogarsi sulla possibilità stessa dell’etica cristiana nel mondo contemporaneo. La figura del principe Myškin, immersa nella sua trama tragica tra Nastas’ja Filippovna e Rogozin non appare più soltanto come un’anomalia narrativa, ma come una figura profetica: colui che, vivendo secondo un amore assoluto, viene neutralizzato da un sistema che non tollera l’eccesso di verità. L’idiota diventa così paradigma dell’uomo etico nel presente: non sconfitto perché debole, ma perché troppo radicale.
Colpa, redenzione e verità: itinerario morale in resurrezione di Lev Tolstoj alla luce del discorso della montagna
Attraverso il percorso del principe Nekhljudov, il romanzo articola una critica radicale alle istituzioni e propone un modello di conversione fondato sull’interiorità, sulla non violenza e sull’amore per il prossimo.
20. Sergio Cotta, contro il riduzionismo del diritto
Chi ha frequentato le sue lezioni di filosofia del diritto, tenute da ultimo nelle aule romane de La Sapienza, ricorda la chiarezza e la conseguenzialità...
3. Etica e disciplina nella magistratura
L’appuntamento periodico con questa rubrica presenta oggi uno sguardo d’insieme sulla questione etica in magistratura, sui rapporti tra codice disciplinare e...
The Journey of the Magi di T. S. Eliot: un cammino tra fede, crisi e rinascita
The Journey of the Magi è una delle poesie più profonde di T. S. Eliot, pubblicata nel 1927 e inserita nella raccolta Ariel Poems. In apparenza narra il...
La grande abbuffata: il nichilismo come colpa d’autore
La grande abbuffata di Marco Ferreri, presentato a Cannes nel 1973 tra scandali e applausi compiaciuti, è stato a lungo difeso come capolavoro provocatorio,...
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L-jus, la nuova rivista on line del Centro Studi Livatino
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Ipse dixit
Il terzo testimone che vi affido è il beato Rosario Livatino, primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire. Col suo impegno incrollabile per la giustizia, egli ha testimoniato che la legalità non è anzitutto un insieme di norme, ma uno stile di vita, e quindi un possibile cammino di santità. “Sub tutela Dei”, scriveva in cima ai suoi appunti: sotto la protezione divina ci poniamo fiduciosi anche noi, lavorando ogni giorno come servitori della verità e tessitori di unità. Lo Stato, infatti, si trasforma in meglio se ciascuno se ne sente responsabile, nutrendo con i più alti valori spirituali il proprio senso civico e il dovere istituzionale.”
Leone, XIV, 25.10.2025
Video integrale del convegno Droga, le ragioni del no. Scienza, prevenzione, contrasto, recupero:
Legge omofobia, perché non va




















