Gen 18, 2021
Due indizi fanno una prova, soprattutto quando sono precisi e concordanti. È il caso di don Maurizio Patriciello, che segue quello relativo al Manuale di bioetica del compianto card. Elio Sgreccia, messo all’indice del libri proibiti da più testate giornalistiche nazionali, in attesa di mandare il suo Autore al rogo post mortem.
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Gen 16, 2021
È molto più di uno “stato di emergenza”
Articolo di Alfredo Mantovano, pubblicato da Tempi mensile, gennaio 2021.
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Gen 15, 2021
1. L’11 gennaio le agenzie di stampa hanno dato notizia della redazione da parte del ministero della Salute della bozza di un nuovo piano anti-pandemico: l’ultimo era aggiornato alla data “preistorica” del febbraio 2006. Il documento ha 140 pagine, in “burocratese” più che nel linguaggio del diritto o della scienza e oltre a indicare le modalità operative da adottare in caso di nuova pandemia, si pronuncia sui criteri etici da seguire: nulla di strano, poiché – come giustamente si legge nel documento – “i principi di etica sono alla base della visione e della pianificazione” (pag. 25).
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Gen 14, 2021
Ora, quantomeno, sappiamo a grandi linee qual è il Piano. Parliamo del Recovery Plan, quello che è stato ribattezzato Piano nazionale di ripresa e resilienza. 209 miliardi di euro cui si aggiungeranno altri fondi europei presi da una serie di voci, che porteranno la somma totale sopra i 300 miliardi di euro. Una montagna di soldi, insomma. Soldi che l’Europa concede all’Italia – in gran parte in prestito – ma che saranno messi sulle teste dei nostri figli e nipoti. Obiettivo: favorire e accelerare il cambio di passo e di paradigma del nostro Paese, verso un futuro più roseo e prospero per i suoi abitanti. Proprio su questi, credo, è il caso di porre l’attenzione, analizzando le voci del Piano e le cifre che il Governo ha scelto d’investire su di esse.
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Gen 12, 2021
Nonostante il trascorrere dei giorni, il dibattito su accaduto a Washington il giorno dell’Epifania pare restare inchiodato alla contingenza, condizionato dalle appartenenze politico-culturali, se non proprio da un giudizio di tipo psicologico-morale sugli attori che occupano la scena, quando invece necessita di una valutazione d’insieme. La tragedia in corso è quella delle moderne democrazie liberali occidentali. Come tutte le tragedie, ha un prologo, un parodo (che fa entrare in scena il coro), tanti episodi attraverso i quali si dispiegano le scene, un esodo conclusivo.
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