Ammortizzatori sociali: uscire dal labirinto – 2

Ammortizzatori sociali: uscire dal labirinto – 2

1.Il filo conduttore che lega gran parte degli interventi pubblicati su questo sito è fare attenzione a che provvedimenti varati in situazione d’emergenza non sopravvivano – nel merito e nel metodo – alla sua conclusione; che cioè il provvisorio non diventi stabile, e l’eccezionale non si stabilizzi in ordinario. Ma in tema di ammortizzatori sociali è necessario che la consapevolezza riemersa in fase emergenziale non venga abbandonata, bensì stimoli interventi che proseguano nella direzione intrapresa, nella prospettiva di una profonda riforma di un sistema del quale ieri si sono sintetizzate la complessità e la disomogeneità.

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Ammortizzatori sociali: uscire dal labirinto – 1

Ammortizzatori sociali: uscire dal labirinto – 1

1.CIGO-Cassa integrazione guadagni ordinaria, CIGS-Cig straordinaria per riorganizzazione oppure per solidarietà o per crisi, purché la crisi non comporti la cessazione dell’attività o un ramo di essa, FIS-Fondo integrazione salariale con assegno ordinario e FIS per solidarietà, CIGD-Cig in deroga, Fondi di solidarietà bilaterali, bilaterali alternativi e Fondi e Casse speciali di settore, dal Credito agli Operai agricoli, dalle Assicurazioni all’Artigianato… Ecco il complesso universo degli “ammortizzatori sociali”: strumenti a disposizione di imprese e lavoratori non dirigenti per superare le situazioni critiche, alleggerendo il costo del lavoro per l’azienda e garantendo ai dipendenti in costanza di rapporto di lavoro un’integrazione salariale per i periodi di mancata prestazione.

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L’Italia riparte, i Tribunali no: la Giustizia rischia il pantano

L’Italia riparte, i Tribunali no: la Giustizia rischia il pantano

Intervista di Marco Guerra ad Alfredo Mantovano, pubblicata il 3 giugno 2020 su Interris.it.


Riparte il campionato di calcio, riaprono palestre e ristoranti ma i tribunali restano con i portoni chiusi. L’Italia della fase 2 resta con la giustizia sospesa, in questo momento il nostro Paese non è in grado di garantire uno dei diritti più importanti e fondamentali delle moderne democrazie. Il Governo non è stato in grado di garantire la ripresa dei processi in sicurezza e questo ha ripercussioni pesantissime per imputati di ogni tipo, lavoratori, imprese e semplici cittadini che vendono le loro vite e le loro attività stand by in attesa di una sentenza che è stata rinviata a data da destinarsi.

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Le riforme che la giustizia non può aspettare

Le riforme che la giustizia non può aspettare

(articolo pubblicato il 2 giugno 2020 sul Quotidiano di Puglia)

Fare il giudice è un mestiere complicato e difficile. Nessun magistrato, pur se con decenni di lavoro alle spalle e diversità di funzioni svolte, può ritenersi onestamente e fino in fondo capace. Ha bisogno di conoscere, e bene, norme sempre più intricate e orientamenti giurisprudenziali che oggi arrivano fino alle Corti europee; di padroneggiare i minimi risvolti del caso concreto che ha di fronte; di essere consapevole che non gli viene chiesto un giudizio su una persona, ma su un fatto specifico che quella persona ha commesso; di affrontare ogni vicenda processuale senza mai utilizzare una soluzione preconfenzionata. Gli servono preparazione, competenza, esperienza, umiltà, senso della realtà; non da ultimo, voglia di lavorare.

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