Triptorelina: le audizioni in Commissione Sanità di Alfredo Mantovano e Alberto Gambino (video)

Triptorelina: le audizioni in Commissione Sanità di Alfredo Mantovano e Alberto Gambino (video)

Triptorelina: Affare assegnato relativo all’uso del medicinale triptorelina (atto n.207), audizioni informali di Alfredo Mantovano, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione e Vicepresidente Centro studi Rosario Livatino e di Alberto Gambino, Prorettore e Professore ordinario di diritto privato presso l’Università europea di Roma, nonché Presidente nazionale dell’Associazione Scienza e Vita. (altro…)

“Pilatesca” la sentenza delle Sezioni Unite sulla maternità surrogata

“Pilatesca” la sentenza delle Sezioni Unite sulla maternità surrogata

Quel che non può il Comune con la trascrizione può il giudice con l’adozione

La sentenza della Cassazione depositata oggi ha certamente il pregio di ribadire il divieto della maternità surrogata contenuto all’art. 12 della legge 40/2004, di ancorare tale divieto all’ordine pubblico interno, di richiamare il principio della dignità della gestante e di precludere – proprio perché si tratta di una pronuncia delle Sezioni unite civili – ogni improprio aggiramento di tali norme e principi. “Il giudice non può sostituire la propria valutazione”, dice la Suprema Corte, al bilanciamento effettuato dal Parlamento.

Lascia invece a desiderare l’apertura che nella sentenza si trova alla estensione della c.d. stepchild adoption ai casi di maternità surrogata: quel che non è consentito all’ufficiale dello stato civile, cioè il riconoscimento come figlio dei “committenti” del nato da maternità surrogata, parrebbe consentito col ricorso all’adozione da parte degli stessi “committenti”.

Il messaggio che viene dato, ridotto alla sostanza, è che – ferma restando la preclusione in Italia dell’utero in affitto – la coppia che lo desideri può recarsi all’estero per ottenere un bambino da maternità surrogata e poi renderlo proprio giuridicamente attivando la procedura adottiva: un messaggio pilatesco, visto che conduce comunque a un esito di legittimazione, se pure per altra via, della maternità surrogata. Andrebbe poi spiegato alle coppie che attendono da anni un bambino, avendo attivato una procedura di adozione, perché una condotta vietata dalla legge la rende in concreto possibile, mentre per via ordinaria l’adozione resta complicatissima ed eventuale.

Il Parlamento ha bisogno di altro per intervenire con una legge che scongiuri in modo chiaro la pratica dell’utero in affitto?

La camorra si combatte intervenendo sulla durata dei processi

La camorra si combatte intervenendo sulla durata dei processi

Articolo di Alfredo Mantovano, pubblicato su Il Foglio, martedì 7 maggio 2019 a p. 3.

Il caso Noemi ricorda che nella lotta contro il crimine i guai dipendono dai tempi lunghi fra reato e avvio della repressione

La cronaca di ieri ci riporta ancora notizie drammatiche sulla piccola Noemi, la bambina di 4 anni in prognosi riservata ferita per errore qualche giorno fa in un agguato di camorra al centro di Napoli. Sul tema del contrasto alla camorra ci sarebbero molte cose da dire. Limitiamo le considerazioni al profilo del contrasto. Non perché le iniziative di prevenzione non siano importanti; anzi, sono decisive. E’ che però una situazione come quella di Napoli esige una radicale bonifica dai personaggi più pericolosi. (altro…)

Eutanasia: audizione di Mauro Ronco in Commissione Giustizia

Eutanasia: audizione di Mauro Ronco in Commissione Giustizia

Nella giornata di domani, 7 maggio 2019, il prof. Mauro Ronco, presidente del Centro Studi Livatino, si recherà presso la Commissione Giustizia del Parlamento per un’audizione informale, nell’ambito dell’esame in sede referente delle proposte di legge C. 2 d’iniziativa popolare e C. 1586 Cecconi, in materia di rifiuto di trattamenti sanitari e di liceità dell’eutanasia.

Corte EDU e maternità surrogata

Corte EDU e maternità surrogata

Su richiesta della Corte di Cassazione francese i giudici della Corte EDU sono stati chiamati, per la prima volta, a pronunciarsi sulla richiesta di parere preventivo proposto in base al nuovo Protocollo n. 16 alla Convenzione EDU, entrato in vigore ad agosto del 2018. Si tratta di un parere non vincolante, neppure con riferimento al caso giudiziario dal quale è scaturita la richiesta di parere alla Corte di Strasburgo; né tale parere può avere la stessa efficacia giurisprudenziale delle sentenze della Corte Edu, che, come è noto, costituisce il diritto vivente della Convenzione dei diritti dell’uomo, al di là della risoluzione del singolo ricorso. Ciò non di meno, il parere può certamente orientare a livello interpretativo l’autorità politica e gli organi giudiziari dei Paesi aderenti alla Convenzione. Va sul punto precisato che l’Italia, dopo aver sottoscritto il “Protocollo 16”, non ha ancora provveduto a ratificare con legge tale accordo internazionale – essendovi non poche perplessità sulle sue ricadute -, per cui i giudici italiani non possono al momento avvalersi dello strumento della richiesta di parere preventivo non vincolante. (altro…)