Si può diventare santo facendo il giudice?

Si può diventare santo facendo il giudice?

3 ottobre 2018: conclusione del processo diocesano di beatificazione del servo di Dio Rosario Angelo Livatino

di Domenico Airoma*

Si può diventare santo facendo il giudice?

Rosario Livatino ha dimostrato che è possibile: oggi, 3 ottobre, l’iter della sua beatificazione conosce una tappa importante nella conclusione del processo diocesano, nella Cattedrale di Agrigento. Questo, se per tanti aspetti atterrisce perché radicalmente impegnativo per chi è chiamato a svolgere questa professione, un po’ consola quanti sono convinti che il vuoto esistenziale che è il dramma di questo tempo senza qualità non si riempie se non con valori forti, per i quali spendere la propria vita, fino in fondo. (altro…)

Incontro La democrazia?  In crisi etica, più che politica

Incontro La democrazia? In crisi etica, più che politica

Articolo di Luca Molinari, pubblicato il 27 settembre 2018 su La Gazzetta di Parma

La crisi della democrazia? Etica prima che politica. E’ quanto emerso durante l’incontro sulla crisi dei valori cristiani che si è svolto giovedì pomeriggio all’auditorium del Palazzo del Governatore. (altro…)

Finalmente si fa ordine

Finalmente si fa ordine

Articolo di Alfredo Mantovano, pubblicato il 25 settembre 2018 su Il tempo

Partiamo dal quadro attuale. Oggi in Italia per lo straniero la protezione internazionale si distingue in tre categorie: a) il riconoscimento dello status di rifugiato, che presuppone per il richiedente la persecuzione diretta nel Paese di origine, b) la protezione sussidiaria, che presuppone invece rischi a causa di un conflitto in corso, c) la protezione umanitaria, che risponde a criteri più generici, dalle condizioni di salute all’età: finora essa ha funzionato quale valvola di sfogo di situazioni non ben definibili. Nell’ultimo quinquennio, al netto dei decimali, su 100 domande presentate le Commissioni asilo ne hanno accolto mediamente 7 a titolo di rifugiato, 15 per protezione sussidiaria e 25 per protezione umanitaria. (altro…)

Esiste dunque un magistrato a Roma

Esiste dunque un magistrato a Roma

Riprendendo il titolo di una famosa opera di Bertold Brecht, siamo particolarmente lieti di pubblicare l’atto con cui la Procura della Repubblica di Roma, nella persona dei pubblici ministeri, dr.ssa Maria Monteleone e Stefano Pizza, impugna la trascrizione, disposta dal Sindaco della Capitale, dell’atto di nascita di una minore, iscritta come figlia di due “padri”, che avevano fatto ricorso alla pratica della maternità surrogata.  

Si tratta di un provvedimento pregevole, per più ragioni: chiarisce, in modo argomentato, cosa deve intendersi per ordine pubblico interno e internazionale, definisce i limiti dell’intervento giurisdizionale, e, soprattutto, ristabilisce il vero a proposito del migliore interesse del minore. Senza formalismi e, soprattutto, chiamando le cose con loro nome: a partire dall’utero in affitto. (altro…)