E l’estremismo gender finì per travolgere le pari opportunità

E l’estremismo gender finì per travolgere le pari opportunità


androgino

Articolo di Alfredo Mantovano apparso su Tempi il 4 giugno 2016.

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Dall’inserto di Roma del Corriere della Sera, sabato 28 maggio: dove si spiega che l’era del gender non è in sintonia con la preferenza di genere e con le pari opportunità. Domenica si vota per il Comune della Capitale, e Alessandro Campanella è candidato in una lista a sostegno di Giachetti. Per l’elezione dei consiglieri, come in tutta Italia, vale la regola che si può esprimere la seconda preferenza sulla scheda, purché di sesso diverso rispetto al candidato che si vota per primo. All’anagrafe lui è registrato come Alessandro, di genere maschile. Nella realtà si presenta come Alessia. Problema: se, in coerenza con i dettami del gendericamente corretto, Alessandro chiede il voto in quanto adesso si chiama Alessia, la preferenza nei suoi confronti rischia l’annullamento se viene espressa come seconda e il primo votato è un maschio. (altro…)

Unioni civili. In che termini è fondata e praticabile l’obiezione di coscienza dei sindaci

Unioni civili. In che termini è fondata e praticabile l’obiezione di coscienza dei sindaci

Articolo di Mauro Ronco, apparso su Tempi il 6 giugno 2016

Il 5 giugno è entrata formalmente in vigore la legge n. 76/2016 (c.d. Cirinnà). Il Centro studi Livatino è intervenuto sul testo in modo critico a febbraio con un appello sottoscritto da 600 giuristi, fra i quali giudici costituzionali emeriti, e poi a maggio, prima del voto finale alla Camera, con una memoria illustrativa dei profili di illegittimità costituzionale e di incoerenza dell’articolato. (altro…)

Unioni civili: centro Livatino, sindaci possono non celebrarle. Associazione giuristi cattolici, possibile obiezione coscienza 

 (ANSA) – ROMA, 4 GIU – “Pur in mancanza di una espressa previsione del diritto di obiezione, il Sindaco non é obbligato a celebrare” le unioni civili – regolarizzate dalla legge Cirinnà che domani entra in vigore – “e può invece delegare altri soggetti”. E’ quanto sostiene il Centro studi Livatino, associazione che riunisce giuristi cattolici contrari alle nozze gay e pro famiglia tradizionale, che invita i sindaci ad esercitare l’obiezione di coscienza e a svolgere una “azione politica” mirata “all’ abrogazione della legge con un referendum o da parte di una nuova maggioranza parlamentare” o sollevando, quando possibile, “questioni di legittimità costituzionale”.
    Secondo il centro studi, “a legislazione vigente il Sindaco può delegare l’ esercizio della funzione ma non può bloccare l’ esercizio della medesima”, e può dunque delegare altri funzionari comunali – a meno che anche loro non siano obiettori – a ricevere la dichiarazione di unione civile senza essere tenuto all’ obbligo “di motivazione a fondamento della delega”. (altro…)