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Ecologia ambientale ed ecologia umana, un ordine in pericolo

Ecologia ambientale ed ecologia umana, un ordine in pericolo

Pubblichiamo l’Introduzione di S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi al XII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân (Cantagalli, Siena 2020, pp. 256, euro 16) dal titolo Ambientalismo e globalismo: nuove ideologie politiche, con saggi di Airoma, Casciano (entrambi del Centro studi Rosario Livatino), Battisti, Cascioli, Gagliardi, Giaccio, Molion, Quagliariello. Il Rapporto può essere acquistato scrivendo a info@vanthuanobservatorty.org]. Mons Crepaldi è Arcivescovo di Trieste, fondatore e presidente emerito dell’Osservatorio.

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Sostegno ai disabili a scuola- Il Trib. Rieti cancella una discriminazione

Sostegno ai disabili a scuola- Il Trib. Rieti cancella una discriminazione

Come ben illustrato in un recente articolo pubblicato sul sito del Centro Studi Livatino (https://www.centrostudilivatino.it/covid-19-quali-tutele-per-i-disabili-a-scuola/), l’alunno disabile è stato “il grande assente” nel dibattito sulla scuola ai tempi della pandemia da Covid 19. Purtroppo in Italia il diritto all’istruzione dei minori con disabilità, sebbene sia ampiamente riconosciuto dalle fonti internazionali e comunitarie, di fatto non viene adeguatamente garantito, posto che in diverse realtà del nostro Paese i livelli di attuazione delle norme non sono omogenei e permangono gravi carenze e ritardi. Talvolta vengono addirittura poste in essere da parte dell’amministrazione condotte discriminatorie che ledono il diritto fondamentale all’istruzione, non garantendo agli studenti disabili l’inclusione e le pari opportunità.

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UE-la resistenza polacca su bilancio europeo e “stato di diritto”

UE-la resistenza polacca su bilancio europeo e “stato di diritto”

  1. L’accordo del 10 dicembre.

L’accordo concluso tra il Consiglio Europeo e i governi di Polonia ed Ungheria del 10 dicembre scorso è il fotogramma più recente di un film che sta andando in onda sugli schermi dell’Unione Europea da molto tempo (cf. https://www.centrostudilivatino.it/recovery-fund-riconosciute-in-parte-le-ragioni-di-ungheria-e-polonia/).

Con riferimento all’accordo da ultimo siglato, che ha consentito di sbloccare l’impasse determinato dal veto di Polonia ed Ungheria all’approvazione del bilancio dell’Unione e all’avvio del piano Next Generation EU, qualcuno ha parlato di un pareggio. Tuttavia, a rimanere nella metafora calcistica, se di pareggio si vuol discorrere, la disparità delle forze in campo rimanda più che ad un match fra Juventus e Real Madrid, a uno scontro fra il Sassuolo e il Bayern Monaco (per rimanere anche nell’ambito geografico dell’attuale presidenza dell’UE). Se poi vale l’antico adagio secondo cui, nel dubbio, è buona regola osservare le reazioni dei nemici, basta leggere i commenti irati e sdegnati di George Soros e, da ultimo, di Vladimiro Zagrebelsky[1], per rubricare l’intesa fra le poche cose positive dell’anno che sta finendo.

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La legione di dictator che guida un Paese in emergenza continua

La legione di dictator che guida un Paese in emergenza continua

Uomini “straordinari”

Articolo di Alfredo Mantovano da Tempi dicembre 2020

Dittatore è oggi un termine dall’accezione negativa: il suo significato corrente corrisponde al capo di un governo assoluto che non rispetta l’ordinamento democratico, dopo aver conquistato il potere con un golpe o con una rivoluzione. Non era così nella prima Roma repubblicana: al dictator si faceva ricorso in casi straordinari di pericolo derivante da nemici esterni o da rivolte; non eletto dalle assemblee popolari, era dictus, cioè nominato, da uno dei consoli, d’intesa con l’altro console e col senato; in coerenza coi pieni poteri a lui conferiti e col carattere eccezionale del suo mandato, quest’ultimo non oltrepassava i sei mesi, o durava un periodo inferiore se in minor tempo egli avesse adempiuto al compito del quale era stato incaricato.

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I carri armati su cui sbanda la giustizia

I carri armati su cui sbanda la giustizia

Il libro “in vece del popolo italiano”: le degenerazioni nella magistratura (e non solo)

di Rosario Tornesello da Quotidiano di Puglia, 13 dicembre 2020

La raccolta di atti ha un’anima divulgativa e perciò si pone come un saggio: gli interventi, legati tra loro, sono una dissertazione sugli sconfinamenti e soprattutto sulle degenerazioni cui negli anni – gli ultimi – è incorsa una parte della magistratura, in fretta osannata e in fretta delegittimata. I tempi di pubblicazione affidano una doppia valenza al lavoro: da un lato, la ricorrenza storica di una data tragica; dall’altro, la concomitanza con la contingenza degli eventi. Entrambi evocativi di una situazione complicata. Il titolo dice tutto e già questo basterebbe: “In vece del popolo italiano”. Un vero e proprio atto di accusa, quello del Centro Studi Giuridici Rosario Livatino, nella pubblicazione curata da Alfredo Mantovano con i contributi di Domenico Airoma, Gian Carlo Blangiardo, Carlo Guarnieri, Giulio Prosperetti, Mauro Ronco, Filippo Vari e dello stesso Mantovano (edizioni Cantagalli). Troppo forte, troppo diretto, troppo attuale – il titolo – per non meritare un approfondimento. Proviamoci.

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Recovery fund: riconosciute (in parte) le ragioni di Ungheria e Polonia

Recovery fund: riconosciute (in parte) le ragioni di Ungheria e Polonia

1. I leader dell’Unione europea hanno raggiunto l’accordo sul Recovery fund e il Next Generation EU: il Consiglio europeo di Bruxelles ha adottato le conclusioni sul Quadro finanziario pluriennale, il bilancio comunitario 2021-2027, e sul meccanismo di condizionalità del c.d. “stato di diritto”, sbloccando i veti ungherese e polacco. Le preoccupazioni espresse da Ungheria e Polonia si appuntavano proprio intorno al progetto di regolamento sul regime di condizionalità per la protezione del bilancio dell’Unione, attraverso il quale – secondo l’ipotesi iniziale – si sarebbe voluto sanzionare il mancato rispetto (da parte degli Stati Membri) di questioni nient’affatto correlate al bilancio europeo (sul punto https://www.centrostudilivatino.it/parlamento-ue-offensiva-per-imporre-lagenda-lgbt-e-abortista/).

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Il MES oggi al voto del Senato: la sostanza al netto degli slogan

Il MES oggi al voto del Senato: la sostanza al netto degli slogan

Oggi il Senato è chiamato a votare le mozioni riguardanti la riforma del MES. È un appuntamento sul quale si sono concentrate attese e tensioni, che rischiano di oscurare la sostanza: è uno di quel casi per i quali il dibattito mediatico non sembra far emergere piena comprensione delle questioni di natura tecnico-finanziaria a esso sottese nemmeno da parte di coloro che dovranno decidere. Secondo la vulgata, dalla riforma del MES dipenderebbero gli aiuti economico-finanziari europei da utilizzare per il contrasto alla pandemia da COVID19, e soprattutto per il rilancio socio-economico a essa conseguente. È proprio così?

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Papa Francesco: nessuna rivoluzione sul diritto di proprietà

Papa Francesco: nessuna rivoluzione sul diritto di proprietà

1. Se Pierre-Joseph Proudhon riteneva che la proprietà fosse un furto, Karl Marx faceva coincidere il comunismo con l’abolizione della proprietà privata, che invece, secondo John Locke e tutto il pensiero liberale, è il più fondamentale dei diritti, l’unico in grado di garantire compiutamente libertà, pace politica e sviluppo. Pur a decenni di distanza dalla caduta del Muro di Berlino, continuano tensioni e polemiche sul diritto di proprietà: su di esso infiniti fiumi d’inchiostro si sono scritti nel corso della storia, senza quasi mai risolvere il costante interrogarsi sulla sua natura, sulla sua funzione, sulla eticità.

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Il Centro studi Livatino: una voce libera nel mondo del diritto

Il Centro studi Livatino: una voce libera nel mondo del diritto

 L’anno che sta per concludersi – uno dei più drammatici della storia recente – ha visto il Centro studi Rosario Livatino impegnato quotidianamente, anche nei mesi estivi, nell’illustrare pro e contro delle norme di eccezione varate per l’emergenza Covid 19, e per evitare che l’attenzione concentrata sui danni della pandemia impedisse di valutare la gravità di leggi ancora in discussione come quella sull’omofobia o di decisioni giudiziarie ostili alla vita e alla famiglia.

  Insieme alla cura giornaliera del nostro sito e all’uscita della rivista L-Jusabbiamo curato, grazie all’editore Cantagalli, la pubblicazione del libro Omofobi per legge? sul testo Zan e del libro In vece del Popolo italiano, sulla crisi della magistratura a partire dal caso Palamara, con echi e riprese dalle principali testate mediatiche.

  Durante il primo lockdown abbiamo presentato un ricorso al TAR Lazio, tuttora pendente, contro la decisione del Governo di sospendere la celebrazione della S. Messa.

  Abbiamo allo studio iniziative giudiziarie riguardanti la gestione domiciliare dell’aborto farmacologico (RU 486) e la vendita ai minori senza prescrizione medica della pillola EllaOne.

    Su queste materie siamo costantemente impegnati in webinar – taluni dedicati specificamente ai giovani -, in attesa di riprendere le attività “in presenza”.

    Per proseguire abbiamo bisogno del Tuo aiuto.

   Diventa nostro socio o rinnova l’iscrizione, col versamento della quota di autofinanziamento, che è di:

euro 110,00 in via ordinaria

euro 36,50 per socio con meno di 35 anni

euro 15,00 junior fellow (studenti universitari)

libera come segno di sostegno.

Il versamento può effettuarsi mediante bonifico bancario su cc intestato al

Centro Studi Livatino recante il seguente IBAN: IT33S0200805101000103922950 

oppure tramite PayPal.

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Inghilterra, il contrappasso del gender

Inghilterra, il contrappasso del gender

Nota a margine della sentenza del 2/12 dell’Alta Corte inglese sull’uso della triptorelina.

1. Il mito di Androgino, narrato da Aristofane nel Simposio di Platone, narra di esseri primordiali che univano in sé i due sessi e la cui tracotanza, in uno col malcelato desiderio di scalare i vertici del potere olimpico, avrebbe indotto Zeus a punirne l’insolenza scindendoli, fino a farne di uno due esseri distinti quanto al sesso, destinati però, per l’eternità, a ricercarsi per completarsi, e ritrovare così la primigenia unità perduta. I tratti essenziali a cui rinvia questo modello di antropologia mitica sono quelli della differenza sessuale vissuta come maledizione, della distinzione sessuata pensata come strategia di indebolimento che gli dei avrebbero messo a punto al fine di ridimensionare la boria degli esseri che osavano sfidarli nel nome della, primordiale anch’essa, pretesa di bastare a se stessi.

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