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Il testo Zan sull’omofobia, esempio di diritto penale simbolico

Il testo Zan sull’omofobia, esempio di diritto penale simbolico

L’estensione degli art. 604 bis e 604 ter cod pen. alle discriminazioni per orientamento sessuale o identità di genere, proposta dal testo unificato proposto dal relatore on Zan si ricollega alla c.d. legge Mancino, che risale al 1993 e punisce l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o di nazionalità: nei 27 anni trascorsi si è tentato a più riprese di prevederne l’applicazione ai reati di omofobia, come per esempio nel 2013, con la proposta Scalfarotto e altri, senza successo, e prima ancora nel 1996, da parte dell’allora deputato di Rifondazione Comunista Nichi Vendola.

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Quote rosa e pillola abortiva: due facce della stessa medaglia?

Quote rosa e pillola abortiva: due facce della stessa medaglia?

Tornato alla ribalta il tema delle quote rosa in materia di legge elettorale, con esso si ripropone il quesito: quanto serve introdurre ex lege un rilevante numero di donne candidate – fino a quando sarà lecito adoperare il termine “donna”? da quando si dovrà andare davanti al giudice in caso di rifiuto dell’uso del termine “individuo con le mestruazioni” o “individuo con cervice uterina”? – se non si aiutano le donne a superare i veri problemi che limitano il loro pieno realizzarsi nella famiglia, nel lavoro e nella società?

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Referendum costituzionale: riforma settoriale e rischiosa

Referendum costituzionale: riforma settoriale e rischiosa

Una scheda di lettura critica in vista del voto del 20 e 21 settembre 2020

1. Nella seduta dell’8 ottobre 2019 la Camera dei Deputati ha approvato in seconda deliberazione, e quindi in via definitiva quanto all’iter parlamentare, la proposta di legge costituzionale A.C. 1585-B, che prevede la riduzione del numero degli ‘onorevoli’, modificando gli art. 56 e 57 della Costituzione, dagli attuali 630 deputati a 400 e dagli attuali 315 senatori a 200.

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Legittimo precludere la fecondazione artificiale a una coppia omosessuale

Legittimo precludere la fecondazione artificiale a una coppia omosessuale

Intervento del Centro studi Livatino nel giudizio alla Corte Costituzionale promosso dal Tribunale di Padova

1. Con ordinanza del 9 dicembre 2019 il Tribunale di Padova ha sollevato questione di legittimità costituzionale degli art. 8 e 9 della legge n. 40/2004, sulla procreazione mediamente assistita, e dell’art. 250 del codice civile, ritenendo tali disposizioni in contrasto con gli art. 2, 3 co. 1 e 2 e 30 Cost., con gli art. 2, 3, 4, 5, 7, 8, 9 dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 29 novembre 1989, ratificata dall’Italia con legge 27 maggio 1991 n. 176, e infine con l’art. 8 della Convenzione EDU: secondo il Collegio patavino la presunta incostituzionalità andrebbe ravvisata poiché le norme impugnate – questo il caso concreto sottoposto al giudizio – non consentono al nato nell’ambito di un progetto di procreazione medicalmente assistita eterologa praticata da una coppia di donne l’attribuzione dello status di figlio riconosciuto anche della donna che insieme alla madre biologica abbia prestato il consenso alla pratica fecondativa. E sempre che non vi siano le condizioni per procedere all’adozione nei casi particolari ai sensi dell’art. 44 co. 1 lett. d) della legge n. 184/1983, e sia accertato l’interesse del minore, secondo l’interpretazione prevalsa negli ultimi anni.

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La Camera ferma la ratifica del Protocollo 16 CEDU

La Camera ferma la ratifica del Protocollo 16 CEDU

Il Centro Studi Livatino aveva espresso critiche motivate in sede di audizione.

Dall’inizio del 2019 la Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, congiuntamente alla Commissione Giustizia, ha esaminato le proposte di legge aventi ad oggetto la ratifica di due addenda alla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (il Protocollo n. 15 e il Protocollo n. 16).

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Covid-19 e Cina, la chimera che ha cambiato il mondo

Covid-19 e Cina, la chimera che ha cambiato il mondo

Un interessante volume di Joseph Tritto

Joseph Tritto è presidente del WABT-World Academy of Biomedical Sciences and Technologies) con sede a Parigi, istituzione non governativa fondata sotto l’egida dell’Unesco nel 1997. E’ un medico specializzato in urologia, andrologia, microchirurgia dell’infertilità, professore di microtecnologie e nanotecnologia (Regno Unito e India). Visiting Professor e direttore di Nano Medicina alla Amity University di New Delhi (India), questo in estrema sintesi.

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Testo Zan “omofobia”: approvato in Commissione Giustizia ignorando il parere del Comitato per la Legislazione. Auspicio di un esame rigoroso oggi in Commissione Affari costituzionali

Testo Zan “omofobia”: approvato in Commissione Giustizia ignorando il parere del Comitato per la Legislazione. Auspicio di un esame rigoroso oggi in Commissione Affari costituzionali

Con una seduta conclusa alle ore 1.45 di oggi – quasi si dovesse convertire in legge un decreto urgente per contrastare la pandemia – la Commissione Giustizia della Camera ha ultimato l’esame del testo unificato Zan in tema di contrasto alla omo-transfobia. Abbiamo con più documenti illustrato il carattere liberticida e discriminatorio dell’articolato (per tutti https://www.centrostudilivatino.it/testo-unificato-zan-anti-omotransfobia-perche-e-liberticida-e-discriminatorio/), e insieme con esso una serie di anomalie procedurali, in primis l’aver anticipato le norme finanziarie del testo con l’inserimento degli art. 7 e 9 nella legge di conversione del DL rilancio.

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Emanuele Samek Lodovici e il suo contributo alla ricerca della verità nel diritto

Emanuele Samek Lodovici e il suo contributo alla ricerca della verità nel diritto

1. Qual è il rapporto tra il diritto e la verità? Questa è la domanda più radicale per ogni giurista. Ulpiano riassumeva il ruolo del giurista nello iustitiam colere, concetto che potrebbe apparire incerto, se inserito nel contesto attuale. Il relativismo giuridico è proposto oggi nel mondo del diritto quale premessa necessaria all’iniziazione giuridica, con l’esplicita  rinuncia a individuare un principio primo, ma anzi con l’obiettivo di porre di volta in volta un proprio principio privato che permetterà in seguito di manipolare a piacimento ciò che su di esso verrà costruito[1].

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Sull’“omofobia” urge cambiare strumento normativo

Sull’“omofobia” urge cambiare strumento normativo

Lettera aperta di associazioni ai parlamentari

On.li deputati e senatori,

                                            ci rivolgiamo a Voi da esperienze associative e personali di condivisone della sofferenza e del dolore. Per questo pensiamo di essere fra i più sensibili nel voler difendere e valorizzare la vita dei più deboli. E ci schieriamo, perciò, subito a favore di rimedi contro forme di violenza, anche a causa dell’orientamento sessuale, perché la persona è sempre “sacra” e segno di un Destino infinito.

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