Fine vita: la Corte costituzionale smentisce sé stessa?
Alcune considerazioni a margine della sentenza n. 132/2025.
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Alcune considerazioni a margine della sentenza n. 132/2025.
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La creazione del reato di femminicidio viola il principio di uguaglianza. Distinguere la pena in base al sesso è incostituzionale, anche a fronte di un presunto movente.
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Il ruolo del penalista tra critiche, coraggio storico e sacrifici. Un percorso attraverso esempi di difesa eroica e sacrificio personale. Seconda di due parti (leggi la prima parte).
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Il ruolo del penalista tra critiche, coraggio storico e sacrifici. Un percorso attraverso esempi di difesa eroica e sacrificio personale. Prima di due parti.
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Come coniugare premialità e responsabilità.
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La tutela della dignità umana è importante in ogni circostanza, come previsto dalla Costituzione, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dal Magistero della Chiesa cattolica. Il disconoscimento dei diritti umani ha portato a gravi conseguenze storiche, in particolare durante i conflitti armati. È necessario promuovere il concetto di dignità umana come valore assoluto e indisponibile.
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La seconda parte di un’analisi profonda fatta dal professor Mauro Ronco. Dalla legge eterna alle inclinazioni umane, la giustizia è universale.
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Leone XIV, Platone e Aristotele sul diritto naturale: un’analisi profonda fatta dal professor Mauro Ronco. Dalla legge eterna alle inclinazioni umane, la giustizia è universale.
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In data odierna, con sentenza n. 132/2025, la Corte costituzionale dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 579 del codice penale, sollevata dal Tribunale di Firenze, e discussa all’udienza dell’8 luglio scorso. La questione era stata sollevata perché l’art. 579 del codice penale, punendo l’omicidio del consenziente, vieta l’atto eutanasico compiuto dal terzo nei confronti della persona che si trova nelle condizioni per accedere al suicidio assistito, ma per impossibilità fisica o mancanza degli strumenti, non può procedervi in autonomia e chiede sia un terzo a darle la morte.
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Il Papa Leone XIV, in chiusura dell’Angelus di domenica, 20 luglio, ha pronunciato parole severe di condanna della” barbarie della guerra” in corso a Gaza , denunciando i “ continui attacchi militari contro la popolazione civile e i luoghi di culto a Gaza” e rivolgendo alla comunità internazionale l’appello “ a osservare il diritto umanitario e a rispettare l’obbligo di tutela dei civili, nonché il divieto di punizione collettiva, di uso indiscriminato della forza e di spostamento forzato della popolazione”.
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