La fede uccisa, la verità che risorge
Charlie Kirk è stato barbaramente assassinato.
Non è stato un incidente. Non è stato un caso.
È stato un omicidio – sì – ma ancor più un assassinio ideologico.
Charlie Kirk è stato barbaramente assassinato.
Non è stato un incidente. Non è stato un caso.
È stato un omicidio – sì – ma ancor più un assassinio ideologico.
La storia contemporanea non conosce più, se non raramente, la figura del martire cristiano in senso stretto. Eppure essa continua a produrre figure che, pagando con la vita la fedeltà a un principio, richiamano a una dimensione superiore dell’esistenza. La morte violenta di Charlie Kirk, assassinato a soli trentun anni durante un evento pubblico, deve essere letta in questa luce: non come un fatto di cronaca isolato, ma come un segno che interpella la coscienza dell’Occidente.
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Bruxelles sacrifica la ricchezza delle produzioni agricole europee sull’altare dell’ideologia ambientalista. Leggi la prima parte.
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Bruxelles sacrifica la ricchezza delle produzioni agricole europee sull’altare dell’ideologia ambientalista.
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L’Unità Locale Socio Sanitaria 3 Serenissima in Veneto sdogana in via amministrativa il suicidio assistito come “pratica medica”.
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L’opera teatrale Le mani sporche di Jean-Paul Sartre, scritta nel 1948, è una potente riflessione sull’intreccio tra etica, politica e diritto in un mondo segnato dalla guerra e dalla rivoluzione. Attraverso la parabola tragica del protagonista Hugo, Sartre mette in discussione l’idea di purezza morale nell’azione politica, sollevando interrogativi fondamentali sulla responsabilità individuale, la legittimità della violenza e il giudizio morale e giuridico.
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Considerazioni eteredosse a proposito della sentenza della Corte di Giustizia della UE in materia di Paesi sicuri, nella prospettiva del possibile più ampio primato, non solo del giudice europeo, ma della fonte giurisprudenziale rispetto alle altre fonti di diritto.
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Breve sintesi di un percorso normativo in costante evoluzione.
1.
Il cedimento del ‘fortino’ Mediobanca può aprire finalmente ad una nuova stagione del capitalismo economico-finanziario italiano.
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Cape Fear (1991), remake dell’omonimo film del 1962, rappresenta una delle opere più disturbanti di Martin Scorsese, in cui il regista affronta i limiti e le ambiguità della giustizia americana. Il protagonista, Max Cady, ex detenuto e simbolo della vendetta assoluta, si trasforma in araldo del caos e dell’ossessione, minacciando la rispettabilità apparente dell’avvocato Sam Bowden. Il film si configura come un dramma morale, teologico e psicologico, in cui la colpa, taciuta e rimossa, ritorna sotto forma di violenza sacrificale.
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