Giu 27, 2025
Nell’anno del “Giubileo della Speranza”, in occasione della Giornata internazionale contro le droghe, istituita nel 1987 dall’Assemblea Generale dalle Nazioni Unite scegliendo la data del 26 giugno, il grande sistema italiano impegnato ogni giorno nelle attività di prevenzione, recupero e cura dalle dipendenze è stato ricevuto da Papa Leone XIV in udienza in Vaticano. Di seguito l’introduzione resa al Santo Padre dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Fonte.
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Giu 25, 2025
- Introduzione: la complessa situazione attuale.
Negli ultimi mesi è forte la pressione sul Parlamento per l’approvazione di una legge in materia di suicidio assistito che ricalchi le condizioni indicate dalla Consulta con la sent. n. 242 del 2019. Si vorrebbe una procedura che si definisce “medica”: si discute, così, sul ruolo del SSN, delle Asl, dei Comitati etici.
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Giu 23, 2025
L’art. 1, comma 1, lett. a), D.L. 11.4.2025, n. 48, recante Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario (G.U. n. 85 dell’11.4.2025, entrato in vigore il giorno successivo), conv. dalla L. 9 giugno 2025, n. 80 (G.U. n. 131 del 9 giugno 2025) ha introdotto il nuovo art. 270-quinquies.3 c.p. che punisce il delitto di detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
La novità introdotta in materia di anti-terrorismo si rivela opportuna per garantire una più estesa prevenzione contro le iniziative dei terroristi fai-da-te.
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Giu 18, 2025
Perché è possibile e doveroso fare una legge che prevenga il suicidio assistito e assicuri la cura di chi soffre.
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Giu 18, 2025
Il Tribunale di Firenze con ordinanza del 30 aprile 2025 ha rimesso la questione di legittimità costituzionale dell’art. 579 c.p. “nella parte in cui non esclude la punibilità di chi, con le modalità previste dagli artt. 1 e 2, L. 219/2017, attui materialmente la volontà suicidiaria autonomamente e liberamente formatasi di persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente, quando la stessa persona per impossibilità fisica e per l’assenza di strumentazione idonea, non possa materialmente procedervi in autonomia o quando comunque le modalità alternative di auto somministrazione disponibili non siano accettate dalla persona sulla base di una scelta motivata che non possa ritenersi irragionevole, per contrasto con gli artt. 2, 3, 13, 32 Cost.”.
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Giu 16, 2025
Da tempo sul fine vita il Centro Studi Livatino ha lanciato l’idea di una legislazione che, mantenendo ferma l’inviolabilità del diritto alla vita e il divieto di ogni forma di eutanasia, continui a sanzionare penalmente l’assistenza al suicidio, prevedendo eventualmente in alcune fattispecie una riduzione di pena.
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Giu 14, 2025
In questo articolo si esplora Billy Budd di Herman Melville come dramma dell’etica tragica, dove il conflitto tra legalità e giustizia si manifesta nella forma pura del destino tragico. Il giovane marinaio diventa figura cristica e prometeica, mentre il capitano Vere incarna la lacerazione moderna tra norma e coscienza. Un romanzo breve che interroga radicalmente il fondamento stesso della Legge.
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Giu 12, 2025
Questo è il monito della Corte costituzionale. Ma in Toscana sembra rimasto inascoltato.
Un uomo, affetto da morbo di Parkinson, all’età di 64 anni, ha potuto accedere poche settimane fa al suicidio medicalmente assistito secondo le modalità indicate dalla legge regionale della Toscana. È il primo caso dall’approvazione della legge regionale.
Una normativa, quella toscana, che è oggetto di impugnazione innanzi alla Corte costituzionale italiana. La Presidenza del Consiglio ritiene, infatti, la legge illegittima, poiché la materia del fine-vita non rientra tra le competenze della Regione ma è di competenza esclusiva dello Stato, ex art. 117 Cost. La Corte costituzionale sarà chiamata a decidere a breve sulla costituzionalità della legge. Sul tema dell’incompetenza delle Regioni il Centro Studi Livatino ha partecipato alle audizioni nei Consigli regionali e ha pubblicato molti contributi sul proprio sito, ai quali si rimanda per l’approfondimento.
Al di là del singolo caso concreto, nel massimo rispetto per le condizioni di sofferenza umana, appare innanzitutto preoccupante l’atteggiamento di chi ritiene tale morte una vittoria.
Bisogna rifiutare la pressione di derive sociali e culturali che ritengono il suicidio un diritto e la dignità umana un valore graduabile, da proteggere in base alla percezione del singolo e, a ben vedere, sulla base di condizioni personali e sociali. Tali derive che “inducano le persone malate a scelte suicide”, come ha ricordato recentemente la Corte costituzionale nella sent. n. 66 del 2025, dovrebbero, invece, essere contrastate. Esse rappresentano, infatti, uno “scivolamento”, una caduta: segnano la morte di una persona nella vulnerabilità, ma anche la fine della solidarietà sociale e lo stravolgimento del diritto.
La Società italiana di cure palliative ha reso noto ad aprile 2025 che il 70 % dei pazienti non oncologici non ha accesso oggi in Italia alle cure palliative: sono esclusi dai servizi di cura e assistenza, nonostante il diritto sancito dalla legge n. 38 del 2010. La condizione di dolore e di sofferenza, di abbandono, di migliaia di pazienti e delle loro famiglie però non fa notizia. Pazienti con malattie croniche, demenza, malattie neurologiche degenerative e altre malattie rare, che “spesso affrontano anni di sofferenza, di autonomia limitata, di necessità sanitarie e assistenziali senza un supporto adeguato, con sintomi non controllati e famiglie, laddove esistano, lasciate sole ad affrontare il peso emotivo e pratico della malattia”[1].
La notizia è, invece, il primo caso di morte in tempi rapidi, tramite un farmaco-veleno, con l’assistenza dell’Asl, in base alla procedura e a un diritto alla morte sanciti da una legge regionale, di cui si valuterà la legittimità. La prospettiva della morte come unica via di uscita potrebbe, sì, essere, come affermato dalla Consulta, “un irrimediabile abbaglio”: la conseguenza non è però una mera “svista” ma l’irreparabile fine della vita umana.
Centro Studi Rosario Livatino
[1] SICP, Cure Palliative, un diritto universale (ancora) troppo spesso negato, 7 aprile 2025.
Giu 12, 2025
Il 29 maggio 2025 nella cornice dell’aula magna dell’Università degli Studi – Link di Roma si è tenuto il convegno dal titolo “Il disegno di legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale – la separazione delle carriere e le riforme costituzionali della magistratura”.
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