La Corte Suprema ha rimesso al loro posto i giudici (non solo sull’aborto)
Da più di tre decenni schiere di giuristi propongono apertis verbis l’aggiramento dell’autorità rappresentativa come qualcosa di salutare e di raccomandabile.
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Da più di tre decenni schiere di giuristi propongono apertis verbis l’aggiramento dell’autorità rappresentativa come qualcosa di salutare e di raccomandabile.
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Lo sconfortante caso di un bambino disabile che non ha potuto andare in gita con i compagni per via di un mezzo inadeguato: eppure un briciolo di buona volontà avrebbe fatto risolvere il problema.
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Lo scorso 10 maggio è stato presentato in Senato, su iniziativa della sen. Paola Binetti e di numerosi altri firmatari, il disegno di legge Disposizioni in materia di diritto all’oblio delle persone che sono state affette da patologie oncologiche. Esso costituisce l’esito della riflessione e della preparazione di un gruppo di lavoro formato da Maurizio Campagna, Avvocato, componente del Comitato scientifico della F.A.V.O.-Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia, e dei prof. Alessandro Candido e Mauro Paladini, entrambi dell’Università di Milano Bicocca, oltre che del sen. Maurizio Sacconi.
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A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 131/2022, in tema di cognome dei figli (su cui su questo sito cf. https://www.centrostudilivatino.it/il-nuovo-si-della-consulta-al-doppio-cognome-lascia-in-piedi-tanti-problemi-pratici/#more-10574; https://www.centrostudilivatino.it/doppio-cognome-e-davvero-una-priorita/), il presidente emerito di sezione della Cassazione Pietro Dubolino interviene sul merito della questione, e in generale sul potere che la Consulta da tempo si attribuisce nel dettare al legislatore i termini per la formulazione delle nuove norme. L’autore indica anche una strada, ardua ma non impossibile, per affrontare l’anomalia.
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Ieri la Corte Suprema ha giudicato – nella causa Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization[1] – la costituzionalità della legge Gestational Age Act, del 2018 dello Stato del Mississippi che vieta l’interruzione della gravidanza dopo la quindicesima settimana di gestazione, a esclusione dei casi di emergenza e di gravi anormalità fetali. Tale proibizione contrasta con le due sentenze della stessa Corte Suprema Roe v. Wade (410 U.S. 113) del 22 gennaio 1973[2], e Planned Parenthood of Southeastern Pennsylvania v. Casey (505 U.S. 833) del 22 aprile 1992[3]. Questo primo commento, del prof. Ermanno Pavesi, componente del direttivo della FIAMC -Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici, pone a confronto i passaggi essenziali della sentenza della Corte con le sue precedenti pronunce: la decisione riconosce che non esiste un diritto costituzionale all’aborto, rimettendo la questione alle scelte dei parlamentari democraticamente eletti. Si tratta di un passo avanti molto importante nella direzione della piena tutela del diritto alla vita del concepito, e del corretto rapporto fra giurisdizione e potere legislativo.
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Di alfredo mantovano, da Tempi mensile, giugno 2022.
Varsavia, agosto 1920. L’Armata rossa si avvicina alla capitale polacca. Il 7 di quel mese Lenin annuncia al congresso del Komintern che l’esercito della neo costituita Unione sovietica, comandato da Michajl Tuchačevskij, è prossimo a entrarvi, e il 13 le pone l’assedio. Nei giorni precedenti il governo polacco domanda aiuto ai governi europei, senza riceverlo tranne che dall’Ungheria, che risponde all’appello, e però si vede rifiutato il passaggio delle proprie truppe ai confini slovacchi. Il 16 agosto i polacchi, molti dei quali volontari, comandati da Józef Piłsudski, contrattaccano da Sud, e obbligano i sovietici a un ritiro disorganizzato a Est, oltre il fiume Nemunas: la battaglia è conosciuta come Miracolo della Vistola (in polacco Cud nad Wisłą), perché preceduta e accompagnata dall’intensa preghiera alla Vergine di Jasna Gòra, chiesta dai vescovi polacchi al Papa Benedetto XV e ai Cristiani nel mondo, e perché vinta dalla Polonia con uomini e mezzi in quantità notevolmente inferiore a quelli di Mosca.
La presidente della BCE–Banca Centrale Europea ha annunciato la cessazione dell’acquisto di titoli di Stato dei Paesi membri, la c.d. politica di QE–quantitative easing, a partire dal 1° luglio e, dal 21 luglio 2022, l’aumento del costo del denaro in area euro di 25 punti base (0,25%), anticipando decisioni attese per l’autunno. Perché non è corretto correlare alla guerra in Ucraina la crisi economica che ha provocato queste scelte, e quali strade vanno percorse per un rilancio autentico, anzitutto demografico.
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Il presidente emerito di sezione della Cassazione Pietro Dubolino concentra la riflessione (su cui in generale cf. https://www.centrostudilivatino.it/referendum-per-la-giustizia-giusta-una-lettura-ragionata-dei-quesiti-proposti/) sul quesito referendario, uno dei cinque per i quali si è inviatati al voto domenica prossima, riguardante la custodia cautelare. L’intervento riprende, con minime modifiche, quello pubblicato il 2 giugno dal quotidiano ‘la Verità’.
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Il sesto pacchetto di sanzioni varate contro la Russia può diventare l’occasione per marginalizzare gli Stati europei che maggiormente subiscono i riflessi delle sanzioni medesime e per modificare di fatto regole fondanti dell’Unione, a cominciare dal criterio di unanimità, peraltro nel caso specifico evocato a sproposito.
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Dopo gli interventi sull’IA a firma di Daniele Onori (https://www.centrostudilivatino.it/le-frontiere-giuridiche-dellintelligenza-artificiale-1/, https://www.centrostudilivatino.it/intelligenza-artificiale-ed-emulazione-della-decisione-del-giudice-2/, https://www.centrostudilivatino.it/intelligenza-artificiale-e-giustizia-lesperimento-della-corte-di-appello-di-brescia-3/, https://www.centrostudilivatino.it/intelligenza-artificiale-e-giustizia-i-principi-della-carta-etica-europea-4/, https://www.centrostudilivatino.it/intelligenza-artificiale-e-giustizia-judex-ex-machina-5/), la riflessione di oggi del dr. Francesco Mario Agnoli, già presidente di sezione alla Corte di appello di Bologna e componente del CSM, torna a sottolinea i rischi del suo utilizzo in ambito giudiziario.
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