L’assistenza al suicidio a Trieste: la caduta del requisito del “trattamento di sostegno vitale” è costituzionale?

L’assistenza al suicidio a Trieste: la caduta del requisito del “trattamento di sostegno vitale” è costituzionale?

È notizia riportata dai principali quotidiani la morte della sig.ra “Anna”, deceduta in Fiuli Venezia Giulia il 28 novembre 2023, mediante suicidio assistito fornito dal Servizio sanitario nazionale. La vicenda è certamente caratterizzata da molta sofferenza, presente nell’esperienza della malattia irreversibile, del limite della scienza medica e della morte della persona, che coinvolge anche chi resta; a ciò consegue necessariamente un atteggiamento di massimo rispetto per la persona e per la sua famiglia. Alcune riflessioni appaiono però necessarie, anche (e soprattutto) al di là del caso specifico, dal momento che a livello procedurale e di sistema sembrano rilevarsi alcune “zone grigie” che sollevano seri dubbi sul rispetto oggi in Italia non solo di quanto statuito dalla Corte costituzionale con la nota sentenza n. 242 del 2019 ma, soprattutto, del principio dell’indisponibilità della vita umana.

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Fine vita e cure palliative

Fine vita e cure palliative

Le larghe maglie di (alcuni) giudici danno il via libera all’accompagnamento a morire senza limiti. L’accompagnamento “nel” morire non viene considerato, nonostante quanto stabilito dalla Corte Costituzionale. Eppure è una strada, questa, davvero rispettosa della dignità della persona.

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Il rafforzamento del proposito di suicidio integrante istigazione al suicidio punibile ai sensi dell’art. 580 c.p.

Il rafforzamento del proposito di suicidio integrante istigazione al suicidio punibile ai sensi dell’art. 580 c.p.

Il 12 luglio scorso è stata depositata la sentenza della Corte di assise di appello di Catania – di cui i media hanno dato ampia notizia a seguito dell’udienza del 28 giugno – che, ribaltando il giudizio di primo grado, ha condannato Emilio Coveri,  presidente dell’associazione Exit Italia, per il delitto punito dall’art. 580 c.p. (istigazione e aiuto al suicidio) per aver rafforzato il proposito di suicidio di una donna, capace di intendere e di volere, affetta da depressione e da sindrome di Eagle, non sottoposta a cure di sostegno vitale. L’intento suicidario era portato a compimento dalla donna a Zurigo presso la clinica Dignitas, il 27.3.2019.

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Morte assistita in Canada: la testimonianza del Prof. Bill Gardner

Morte assistita in Canada: la testimonianza del Prof. Bill Gardner

Quando si tratta delle pratiche di morte medicalmente assistita coloro che ne difendono la legalizzazione ritengono quasi sempre che non esista il cosiddetto “pendio scivoloso”,[1] cioè il rischio che si cominci a praticare la morte assistita per chi la richiede e si finisca per somministrarla anche a chi non l’ha mai richiesta, e perfino coloro che ne riconoscono gli effetti ritengono che non sia sempre convincente come argomento.[2]

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