Vite sotto contratto
Appunti sulla filigrana antropologica nei contratti di “maternità surrogata”.
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Appunti sulla filigrana antropologica nei contratti di “maternità surrogata”.
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1. Il reato di surrogazione di maternità. – 1.1. I soggetti punibili – 1.2. Le condotte punibili. – 1.3. La punibilità del delitto tentato. – 1.4. La punibilità dei concorrenti nel reato. – 1.5. Il bene giuridico protetto. – 2. Il requisito di territorialità e la possibile configurazione di un reato universale. – 3. Le conseguenze sull’ordine pubblico internazionale italiano. – 4. La compatibilità del sistema italiano con il diritto internazionale e, in particolare, con la CEDU e l’estraneità del tema alle attribuzioni dell’Unione Europea.
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Nel dibattito relativo alla tutela dei bambini nati da maternità surrogata o attraverso il ricorso alla fecondazione eterologa nei casi vietati dalla legge (coppie omosessuali e single) si fa spesso confusione fra ciò che è giuridicamente lecito e ciò che invece appartiene alla sfera dei meri desideri, con la conseguenza che per molti diventa difficile capire cosa sia effettivamente giusto e cosa sia sbagliato, cosa sia lecito e cosa sia invece illecito. È quindi opportuno comprendere la ratio dei divieti normativi previsti in materia e riflettere sul disvalore delle condotte di coloro che hanno deliberatamente violato quei divieti e che, con il loro comportamento, hanno aggravato il carico di lavoro dei magistrati e degli ufficiali di stato civile, costringendo le autorità competenti ad intervenire a tutela dei minori coinvolti, esposti ab origine a pregiudizio proprio da chi ne reclama la tutela nelle aule giudiziarie.
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Parlare oggi di maternità surrogata significa dar già per scontato che possa essere lecita, o solo ipotizzabile, la compravendita di esseri umani, peraltro ormai da tempo prodotti e manipolati in laboratorio nonché lo scarto di essi, quando “difettosi”.
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L’insidioso lessico dell’antilingua nella legittimazione etica della maternità surrogata.
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Il riconoscimento automatico della genitorialità intenzionale non realizza l’interesse del minore, ma quello degli adulti.
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Estendere la punibilità delle condotte anche se commesse all’estero è l’unica via per non rassegnarsi ipocritamente alla logica del fatto compiuto.
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Su “La Repubblica” del 25 maggio 2023, Gustavo Zagrebelsky espone una sua articolata critica nei confronti della proposta di legge sul cosiddetto “reato universale” chiamato a sanzionare (oltre quanto già previsto dalla legge 40/2004) la pratica della maternità surrogata.
Il ragionamento di Gustavo Zagrebelsky si muove lungo quattro direttrici differenti.
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Pubblichiamo di seguito un intervento del prof. Bilotti e del prof. Vari sulle problematiche sollevate dall’introduzione di un certificato europeo di filiazione. Ricordiamo che dopo il Senato italiano, anche il Senato francese si è espresso in senso contrario alla proposta della Commissione europea (il testo della risoluzione approvata dal secondo è al seguente indirizzo Internet: https://www.senat.fr/leg/tas22-084.html).
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La prefettura, per chiedere l’interruzione delle trascrizioni, ha fatto riferimento alla legge 40 del 2004, quella sulla procreazione medicalmente assistita, consentita solo a coppie formate da persone di sesso diverso. Del resto, a prescindere dalle posizioni politiche e dalle pressioni del “mondo arcobaleno”, si tratta di una pratica che la legge non consente a tutela della dignità della donna e del minore.
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