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La maternità surrogata è vietata perché è sempre un male, non è un male perché è vietata

La maternità surrogata è vietata perché è sempre un male, non è un male perché è vietata

Brevi riflessioni a margine dell’intervento di Gustavo Zagrebelsky sulla maternità surrogata

Su “La Repubblica” del 25 maggio 2023, Gustavo Zagrebelsky espone una sua articolata critica nei confronti della proposta di legge sul cosiddetto “reato universale” chiamato a sanzionare (oltre quanto già previsto dalla legge 40/2004) la pratica della maternità surrogata.

Il ragionamento di Gustavo Zagrebelsky si muove lungo quattro direttrici differenti.

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Ancora sul certificato europeo di filiazione

Ancora sul certificato europeo di filiazione

Pubblichiamo di seguito un intervento del prof. Bilotti e del prof. Vari sulle problematiche sollevate dall’introduzione di un certificato europeo di filiazione. Ricordiamo che dopo il Senato italiano, anche il Senato francese si è espresso in senso contrario alla proposta della Commissione europea (il testo della risoluzione approvata dal secondo è al seguente indirizzo Internet: https://www.senat.fr/leg/tas22-084.html).

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“Figli” di coppie gay, il prefetto di Milano al sindaco Sala: «Stop ai riconoscimenti»

“Figli” di coppie gay, il prefetto di Milano al sindaco Sala: «Stop ai riconoscimenti»

La prefettura, per chiedere l’interruzione delle trascrizioni, ha fatto riferimento alla legge 40 del 2004, quella sulla procreazione medicalmente assistita, consentita solo a coppie formate da persone di sesso diverso. Del resto, a prescindere dalle posizioni politiche e dalle pressioni del “mondo arcobaleno”, si tratta di una pratica che la legge non consente a tutela della dignità della donna e del minore.

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La maternità surrogata di nuovo all’esame delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

La maternità surrogata di nuovo all’esame delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

1. – Ha avuto luogo lo scorso martedì 8 novembre l’udienza pubblica delle sezioni unite della Corte di cassazione, alle quali, con ordinanza interlocutoria della prima sezione civile n. 1842 del 2022, è stato chiesto di valutare se, dopo la sentenza n. 33 del 2021 della Corte costituzionale, non debba ormai essere rimeditata la decisione delle stesse sezioni unite n. 12193 del 2019. Com’è noto, secondo quest’ultima decisione, il divieto di maternità surrogata, in quanto principio di ordine pubblico, impedirebbe in ogni caso la trascrizione di provvedimenti giudiziali o atti stranieri accertanti rapporti genitoriali puramente intenzionali, che potrebbero nondimeno essere formalizzati attraverso il ricorso all’adozione in casi particolari. E dunque non ab initio e in forza di un automatismo, ma solo ex post e all’esito di un concreto accertamento giudiziale di conformità all’interesse del minore.

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Il Tribunale di Arezzo applica la legge e dice no all’indicazione di due mamme sull’atto di nascita

Il Tribunale di Arezzo applica la legge e dice no all’indicazione di due mamme sull’atto di nascita

Sull’atto di nascita può essere indicato soltanto il nome di una madre, ossia di colei che ha partorito il figlio: è quanto di recente ha affermato il Tribunale di Arezzo a conclusione di un giudizio avviato da due donne ed avente ad oggetto la richiesta di estendere ad entrambe lo status di madre dei due gemelli nati in Italia a seguito di fecondazione eterologa eseguita in Spagna.

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