E’ doveroso chiedersi quale società e quale Stato stiamo costruendo se obblighiamo i Sindaci a compiere un atto vietato dalla loro coscienza?
Pubblichiamo la memoria redatta dal dott. Giacomo Rocchi, consigliere in Cassazione, sull’obiezione di coscienza del sindaco a seguito della legge c.d. sulle unioni civili. Rispetto al documento sullo stesso tema che il Centro studi Livatino ha elaborato subito dopo l’entrata in vigore della legge, uscito su questo sito nel luglio 2016, questa nota tiene conto dei decreti attuativi e della sentenza del Tar Lombardia-sez. Brescia, che ha condannato il sindaco del Comune di Stezzano. (altro…)
Sul tema delicatissimo dell’obiezione di coscienza del farmacista, affrontato nel convegno del 20 ottobre 2016 dal Centro Studi Livatino, pubblichiamo la proposta di legge AC 3805 a firma dei deputati Gigli e Sberna, e un commento dell’avv. Carmelo Leotta. Al di là dei singoli passaggi, che probabilmente necessitano di una rilettura sistematica, la pdl ha il merito di porre all’attenzione del Parlamento una questione seria e urgente. (altro…)
Articolo di Mauro Ronco, apparso su Tempi il 6 giugno 2016
Il 5 giugno è entrata formalmente in vigore la legge n. 76/2016 (c.d. Cirinnà). Il Centro studi Livatino è intervenuto sul testo in modo critico a febbraio con un appello sottoscritto da 600 giuristi, fra i quali giudici costituzionali emeriti, e poi a maggio, prima del voto finale alla Camera, con una memoria illustrativa dei profili di illegittimità costituzionale e di incoerenza dell’articolato. (altro…)
Articolo apparso il 5 giugno 2016 su Formiche.net.
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E’ doveroso chiedersi quale società e quale Stato stiamo costruendo se obblighiamo i Sindaci a compiere un atto vietato dalla loro coscienza?
Domani, 5 giugno 2016, entra formalmente in vigore la legge 20 maggio 2016 n. 76, c.d. sulle unioni civili. Tra le sue numerose ricadute vi è il grave disagio che talune disposizioni determinano per i Sindaci e per i funzionari dell’anagrafe. La memoria che segue, elaborata dal Centro studi Livatino, e in particolare e in larga parte dal Cons. Giacomo Rocchi, giudice in Cassazione, contiene riflessioni e proposte operative per affrontare norme che attribuiscono obblighi contrari alla deontologia dei soggetti pubblici chiamati in causa, ma – a differenza di quanto accade per altre leggi, in primis quella sull’aborto – non prevedono alcuna possibilità di obiezione di coscienza. (altro…)