CENTRO STUDI ROSARIO LIVATINO
ULTIMI ARTICOLI
Umberto Apice e la memoria che si scrive
“La signora che abita alla Balduina” tra testimonianza e coscienza narrante.
Violenza economica: il lato nascosto della violenza sulle donne
La violenza economica rientra tra i maltrattamenti di cui all’art. 572 c.p., come confermato da recente sentenza della Cassazione, Sez. VI, n. 4817 del 5 febbraio 2026.
Corretta informazione e diritto di voto. Come le fake news alterano il confronto democratico
Le fake news diffuse sui social durante la campagna per il referendum costituzionale italiano aumentano i rischi di disinformazione, influenzano il voto dei cittadini e compromettono il corretto confronto democratico.
Disparità retributiva di genere e molestie sul lavoro: due fenomeni da contrastare
In vista della Giornata internazionale della donna il presente articolo affronta due fenomeni che sono connessi e che possono dare vita a forme di discriminazione sul posto di lavoro, oltre ad integrare condotte penalmente rilevanti.
“Scudo penale”? Sì, ma non così
Non convince la soluzione proposta ma un’altra sarebbe possibile.
Separare le carriere, separare le favole
Riforma della giustizia: tre favole da sfatare su CSM e separazione delle carriere. Scopri come cambia l’autogoverno dei magistrati e il ruolo del sorteggio.
Il vuoto della “dolce vita”: sacro, profano e nichilismo in Fellini
La Dolce Vita (1960) di Federico Fellini è un film che va oltre la narrazione cinematografica, proponendo una riflessione filosofica sulla modernità, la crisi della fede cristiana e il nichilismo. Ambientato nella Roma del boom economico postbellico, il film segue Marcello Rubini, giornalista mondano e osservatore del vuoto spirituale del suo tempo. Attraverso simboli, allegorie e incontri con figure femminili e intellettuali, Fellini mostra un mondo in cui il piacere, l’apparenza e la mondanità sostituiscono il senso e il sacro, rivelando la fragilità morale dell’uomo contemporaneo.
22. Javier Hervada Xiberta, diritto e filosofia secondo natura
L’approdo di Hervada al realismo giuridico classico, cui giunse studiando l’opera di Michel Villey, segna l’inizio della sua speculazione gius-filosofica,...
7. Responsabilità del magistrato e clausole di salvaguardia
Il tema della responsabilità dei magistrati rappresenta da sempre un argomento assai scivoloso, rispetto alla quale le istanze di quei corpi sociali che...
Il diritto come violenza e rituale: analisi filosofico-giuridica di Nella colonia penale di Franz Kafka
Il rapporto tra diritto, potere e punizione in "Nella colonia penale" di Franz Kafka. Il sistema giuridico si trasforma in uno strumento di dominio e violenza...
Buen Camino: Zalone, il cammino della realtà e la beffa della sinistra radical chic
Buen Camino, il nuovo film di Checco Zalone, è molto più di una commedia natalizia: è un pellegrinaggio umano e filosofico, un viaggio che porta lo spettatore...
Solone e l’elegia eunomia del “buon governo”
Il legislatore e poeta ateniese Solone (VI secolo a.C.), fu considerato già dai suoi contemporanei un esempio di saggezza e di buon governo. Platone lo...
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L-jus, la nuova rivista on line del Centro Studi Livatino
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Ipse dixit
Il terzo testimone che vi affido è il beato Rosario Livatino, primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire. Col suo impegno incrollabile per la giustizia, egli ha testimoniato che la legalità non è anzitutto un insieme di norme, ma uno stile di vita, e quindi un possibile cammino di santità. “Sub tutela Dei”, scriveva in cima ai suoi appunti: sotto la protezione divina ci poniamo fiduciosi anche noi, lavorando ogni giorno come servitori della verità e tessitori di unità. Lo Stato, infatti, si trasforma in meglio se ciascuno se ne sente responsabile, nutrendo con i più alti valori spirituali il proprio senso civico e il dovere istituzionale.”
Leone, XIV, 25.10.2025
Video integrale del convegno Droga, le ragioni del no. Scienza, prevenzione, contrasto, recupero:
Legge omofobia, perché non va




















