Apr 2, 2022
1. Può mai una guerra considerarsi “giusta”? L’interrogativo è purtroppo ritornato di attualità a seguito dell’inopinato riemergere, con il conflitto armato tra Russia e Ucraina iniziatosi il 24 febbraio di quest’anno, di un qualcosa che, almeno per l’Europa, si pensava scomparso per sempre nelle nebbie del passato. Varie sono state, nel corso dei secoli e dei millenni, le risposte che a tale interrogativo sono state fornite dal pensiero giuridico, filosofico e religioso, e non è certo questa la sede per tentare una sia pur sintetica esposizione del panorama da esse fornito. Andando quindi all’essenziale, può dirsi che, in linea di prima approssimazione, vi è e vi è sempre stato un generale consenso circa la qualificabilità come “giusta” della guerra che venga condotta da uno Stato per difendersi, non potendolo fare in altro modo, da un’ingiusta aggressione a opera di un altro organismo statuale o a esso assimilabile.
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Mar 31, 2022
La questione delle c.d. porte girevoli, sul rientro nei ranghi della giurisdizione dei magistrati che hanno vissuto un’esperienza di politica partitica (su cui su questo sito https://www.centrostudilivatino.it/no-alle-porte-girevoli-per-i-magistrati-rischi-di-incostituzionalita-e-di-inefficacia/ e https://www.centrostudilivatino.it/le-porte-girevoli-quel-che-non-convince-della-riforma-cartabia/), sembra aver oscurato una problematica ben più ampia, che però conserva una sua cocente attualità: il rapporto fra i magistrati e le questioni politiche, lato sensu intese. La problematica investe, oltre che il concreto esercizio della funzione giurisdizionale – per l’influenza che la visione ideale propria del magistrato può avere sulle decisioni che egli assume -, la stessa deontica del giudice, cioè il suo dover essere e l’immagine di imparzialità che egli è chiamato a salvaguardare. Una recente pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione afferma in proposito principi chiari.
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Mar 30, 2022
In questa quarta puntata della riflessione sull’intelligenza artificiale, dopo l’inquadramento della problematica https://www.centrostudilivatino.it/le-frontiere-giuridiche-dellintelligenza-artificiale-1/, il cenno ai rischi di deformazione della funzione del giudice https://www.centrostudilivatino.it/?s=intelligenza+artificiale, e il riferimento all’esperienza avviata in un distretto giudiziario (quello di Brescia) https://www.centrostudilivatino.it/intelligenza-artificiale-e-giustizia-lesperimento-della-corte-di-appello-di-brescia-3/, si affronta il tema dei principi che devono accompagnare questi nuovi strumenti tecnologici. Essi, elaborati dalla Commissione europea sull’efficacia della giustizia (Cepej), hanno trovato sede nella “Carta etica europea sull’uso dell’intelligenza artificiale nei sistemi giudiziari”, adottata alla sessione plenaria della Cepej del 3-4 dicembre 2018.
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Mar 29, 2022
1. È una Palermo infangata dalla penetrazione criminale mafiosa quella raccontata da Damiani in questa pellicola. Malgrado la bellezza antica dei suoi vicoli perduti, sospesi nel grigio della pietra, il male arriva ovunque e inquina le relazioni sociali, fino a distruggere le istituzioni familiari. In una città soffocata dai tentacoli avidi della mafia, non c’è spazio per la denuncia. La gente non vede, né sente, ha paura, e soffre la fame in muta rassegnazione. La polizia, di contro, vede bene, ma fa finta di non guardare, per quieto vivere e le conviene così, in contesto sociale incomparabilmente lontano dalla decisa azione di contrasto alle cosche avviata dal maxiprocesso della seconda metà degli anni 1980.
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Mar 26, 2022
Medea è stata protagonista non soltanto della tragedia greca, bensì pure di quella latina. Seneca, filosofo ma pur sempre uomo romano, non poteva rappresentare asetticamente un mito inaccettabile per il mos maiorum: una donna capace di azione, e anche omicida! Attraverso il coro, l’Autore condanna Medea senza appello: è una donna fuori controllo, un animo che ha ceduto alle passioni, al rancore e alla gelosia, abbandonando quell’atarassia che della filosofia stoica è il centro focale. Al di là delle interpretazioni degli autori greci e latini sul mito di Medea, agli occhi moderni l’attenzione dovrebbe essere posta su un altro aspetto: Medea, colpevole o giustificata? Perché ha agito in quel modo, che cosa abbia fatto scaturire tanto odio o passione o ira? Quali sono i retroscena?
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