Maternità surrogata e giurisprudenza creativa: in danno di donne e bambini

Maternità surrogata e giurisprudenza creativa: in danno di donne e bambini

La maternità surrogata è stata riconosciuta in ambito internazionale come una forma di violenza contro le donne e di mercificazione dei bambini e secondo le leggi dello Stato italiano è un atto penalmente illecito. Fanno pertanto riflettere le pronunce di giudici che legittimano di fatto una pratica considerata come reato dal legislatore. Ne è un esempio recente il decreto del 9 novembre scorso con cui il Tribunale di Milano ha ordinato al competente Ufficiale dello stato civile del capoluogo lombardo di trascrivere integralmente nei relativi registri gli atti di nascita di due bambine nate negli USA attraverso il ricorso alla maternità surrogata e risultanti figlie di due padri.

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Un modello islandese per arginare le dipendenze fra i più giovani?

Un modello islandese per arginare le dipendenze fra i più giovani?

L’Islanda ha compiuto, in circa 20 anni, progressi nel ridurre la tossicodipendenza tra i ragazzi: si stima che, tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 16 anni, l’abuso di cannabis sia diminuito dal 17% al 7%, mentre quello di alcol dal 42% al 5%. Anche il consumo di sigarette è diminuito, passando dal 23% al 3%. Basandosi sulle ricerche del professore di psicologia Harvey Milkman, oggi docente all’università di Reykjavik, il governo islandese ha dato vita nel 1992 a un programma nazionale in collaborazione con genitori e scuole, Youth in Iceland: l’acquisto di alcol e tabacco è diventato illegale al di sotto dei 18 anni, è stato istituito un coprifuoco per gli adolescenti fino ai 16 anni e sono state create diverse attività extrascolastiche, soprattutto di tipo sportivo. Il numero di giovani che fanno sport è raddoppiato dal 1997 al 2012. Questo modello, basato su una stretta collaborazione con i cittadini, è stato adottato anche in altre città europee ma ha incontrato resistenze, legate soprattutto ai fondi destinati al progetto.

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Non ‘li aspetteremo al bagnasciuga’: le corrette ragioni del Cons. Stato sulle spiagge

Non ‘li aspetteremo al bagnasciuga’: le corrette ragioni del Cons. Stato sulle spiagge

Stanno facendo discutere le sentenze gemelle dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 17 e n. 18 del 9 novembre 2021, in tema di concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative (spiagge, stabilimenti balneari, ma non solo). Taluni operatori del settore e taluni esponenti politici hanno evocato “diktat di Bruxelles”, “turismo in balia dei giudici”, e qualcuno ha addirittura parlato di “una sentenza da quarto mondo”. Si tratta veramente di pronunce abnormi, così rivoluzionarie? Davvero sono stati affermati principi inediti e inauditi? L’articolo che segue, costituente l’anticipazione di un più esteso contributo dello stesso Autore, che sarà pubblicato sul numero 2/2021 della rivista L-Jus, spiega perché non è così.

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2. Edipo Re e il processo penale

2. Edipo Re e il processo penale

Sofocle compone una storia di enigmi, vaticini, e profezie in cui Edipo, che pure scioglie gli enigmi della Sfinge e libera la città di Tebe dal letale morbo che l’affligge, diventa volta protagonista dell’inchiesta e del riconoscimento della sua reale identità e dei crimini “innaturali” da lui commessi. La funzione cognitiva e il fine di accertare la verità della tragedia sofoclea ispirano i percorsi e gli snodi decisori del processo penale. Le coordinate della procedura restano le ipotesi, gli indizi, le prove, i fatti, la verità, il dubbio. Nozioni, queste, pertinenti alla tradizione occidentale, e costitutive del sapere scientifico, perciò anche della scienza giuridica.

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