Verso l’eutanasia in Spagna: la fine della relazionalità dell’uomo

Verso l’eutanasia in Spagna: la fine della relazionalità dell’uomo

1- Giovedì scorso il Congresso dei Deputati, la Camera Bassa del Parlamento spagnolo, ha dato il via libera – con 198 voti a favore, 138 contrari e 2 astenuti – al testo di legge volto a normare il diritto all’eutanasia. È necessario ancora il placet definitivo del Senato, che tuttavia, dati gli attuali assetti delle forze politiche presenti in Parlamento, si annuncia scontato. L’11 febbraio scorso, alla vigilia degli sconvolgimenti che la diffusione della pandemia avrebbe di lì a poco prodotto in Europa, l’Assemblea Plenaria aveva approvato la discussione di una proposta di legge in tema, la cui trattazione sistematica poi, all’interno delle Commissioni parlamentari competenti, sarebbe andata avanti fino a oggi, con i voti contrari del Partito Popolare, di Vox e di UPN (il partito regionalista della Navarra). Il 10 dicembre scorso la Commissione Giustizia del Congresso ha licenziato definitivamente il testo destinato a tornare per la votazione ultima in Plenaria, votazione svoltasi appunto lo scorso giovedì.

(altro…)
Sostegno ai disabili a scuola- Il Trib. Rieti cancella una discriminazione

Sostegno ai disabili a scuola- Il Trib. Rieti cancella una discriminazione

Come ben illustrato in un recente articolo pubblicato sul sito del Centro Studi Livatino (https://www.centrostudilivatino.it/covid-19-quali-tutele-per-i-disabili-a-scuola/), l’alunno disabile è stato “il grande assente” nel dibattito sulla scuola ai tempi della pandemia da Covid 19. Purtroppo in Italia il diritto all’istruzione dei minori con disabilità, sebbene sia ampiamente riconosciuto dalle fonti internazionali e comunitarie, di fatto non viene adeguatamente garantito, posto che in diverse realtà del nostro Paese i livelli di attuazione delle norme non sono omogenei e permangono gravi carenze e ritardi. Talvolta vengono addirittura poste in essere da parte dell’amministrazione condotte discriminatorie che ledono il diritto fondamentale all’istruzione, non garantendo agli studenti disabili l’inclusione e le pari opportunità.

(altro…)
UE-la resistenza polacca su bilancio europeo e “stato di diritto”

UE-la resistenza polacca su bilancio europeo e “stato di diritto”

  1. L’accordo del 10 dicembre.

L’accordo concluso tra il Consiglio Europeo e i governi di Polonia ed Ungheria del 10 dicembre scorso è il fotogramma più recente di un film che sta andando in onda sugli schermi dell’Unione Europea da molto tempo (cf. https://www.centrostudilivatino.it/recovery-fund-riconosciute-in-parte-le-ragioni-di-ungheria-e-polonia/).

Con riferimento all’accordo da ultimo siglato, che ha consentito di sbloccare l’impasse determinato dal veto di Polonia ed Ungheria all’approvazione del bilancio dell’Unione e all’avvio del piano Next Generation EU, qualcuno ha parlato di un pareggio. Tuttavia, a rimanere nella metafora calcistica, se di pareggio si vuol discorrere, la disparità delle forze in campo rimanda più che ad un match fra Juventus e Real Madrid, a uno scontro fra il Sassuolo e il Bayern Monaco (per rimanere anche nell’ambito geografico dell’attuale presidenza dell’UE). Se poi vale l’antico adagio secondo cui, nel dubbio, è buona regola osservare le reazioni dei nemici, basta leggere i commenti irati e sdegnati di George Soros e, da ultimo, di Vladimiro Zagrebelsky[1], per rubricare l’intesa fra le poche cose positive dell’anno che sta finendo.

(altro…)
La legione di dictator che guida un Paese in emergenza continua

La legione di dictator che guida un Paese in emergenza continua

Uomini “straordinari”

Articolo di Alfredo Mantovano da Tempi dicembre 2020

Dittatore è oggi un termine dall’accezione negativa: il suo significato corrente corrisponde al capo di un governo assoluto che non rispetta l’ordinamento democratico, dopo aver conquistato il potere con un golpe o con una rivoluzione. Non era così nella prima Roma repubblicana: al dictator si faceva ricorso in casi straordinari di pericolo derivante da nemici esterni o da rivolte; non eletto dalle assemblee popolari, era dictus, cioè nominato, da uno dei consoli, d’intesa con l’altro console e col senato; in coerenza coi pieni poteri a lui conferiti e col carattere eccezionale del suo mandato, quest’ultimo non oltrepassava i sei mesi, o durava un periodo inferiore se in minor tempo egli avesse adempiuto al compito del quale era stato incaricato.

(altro…)