Il MES oggi al voto del Senato: la sostanza al netto degli slogan

Il MES oggi al voto del Senato: la sostanza al netto degli slogan

Oggi il Senato è chiamato a votare le mozioni riguardanti la riforma del MES. È un appuntamento sul quale si sono concentrate attese e tensioni, che rischiano di oscurare la sostanza: è uno di quel casi per i quali il dibattito mediatico non sembra far emergere piena comprensione delle questioni di natura tecnico-finanziaria a esso sottese nemmeno da parte di coloro che dovranno decidere. Secondo la vulgata, dalla riforma del MES dipenderebbero gli aiuti economico-finanziari europei da utilizzare per il contrasto alla pandemia da COVID19, e soprattutto per il rilancio socio-economico a essa conseguente. È proprio così?

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Papa Francesco: nessuna rivoluzione sul diritto di proprietà

Papa Francesco: nessuna rivoluzione sul diritto di proprietà

1. Se Pierre-Joseph Proudhon riteneva che la proprietà fosse un furto, Karl Marx faceva coincidere il comunismo con l’abolizione della proprietà privata, che invece, secondo John Locke e tutto il pensiero liberale, è il più fondamentale dei diritti, l’unico in grado di garantire compiutamente libertà, pace politica e sviluppo. Pur a decenni di distanza dalla caduta del Muro di Berlino, continuano tensioni e polemiche sul diritto di proprietà: su di esso infiniti fiumi d’inchiostro si sono scritti nel corso della storia, senza quasi mai risolvere il costante interrogarsi sulla sua natura, sulla sua funzione, sulla eticità.

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Il Centro studi Livatino: una voce libera nel mondo del diritto

Il Centro studi Livatino: una voce libera nel mondo del diritto

 L’anno che sta per concludersi – uno dei più drammatici della storia recente – ha visto il Centro studi Rosario Livatino impegnato quotidianamente, anche nei mesi estivi, nell’illustrare pro e contro delle norme di eccezione varate per l’emergenza Covid 19, e per evitare che l’attenzione concentrata sui danni della pandemia impedisse di valutare la gravità di leggi ancora in discussione come quella sull’omofobia o di decisioni giudiziarie ostili alla vita e alla famiglia.

  Insieme alla cura giornaliera del nostro sito e all’uscita della rivista L-Jusabbiamo curato, grazie all’editore Cantagalli, la pubblicazione del libro Omofobi per legge? sul testo Zan e del libro In vece del Popolo italiano, sulla crisi della magistratura a partire dal caso Palamara, con echi e riprese dalle principali testate mediatiche.

  Durante il primo lockdown abbiamo presentato un ricorso al TAR Lazio, tuttora pendente, contro la decisione del Governo di sospendere la celebrazione della S. Messa.

  Abbiamo allo studio iniziative giudiziarie riguardanti la gestione domiciliare dell’aborto farmacologico (RU 486) e la vendita ai minori senza prescrizione medica della pillola EllaOne.

    Su queste materie siamo costantemente impegnati in webinar – taluni dedicati specificamente ai giovani -, in attesa di riprendere le attività “in presenza”.

    Per proseguire abbiamo bisogno del Tuo aiuto.

   Diventa nostro socio o rinnova l’iscrizione, col versamento della quota di autofinanziamento, che è di:

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euro 15,00 junior fellow (studenti universitari)

libera come segno di sostegno.

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Inghilterra, il contrappasso del gender

Inghilterra, il contrappasso del gender

Nota a margine della sentenza del 2/12 dell’Alta Corte inglese sull’uso della triptorelina.

1. Il mito di Androgino, narrato da Aristofane nel Simposio di Platone, narra di esseri primordiali che univano in sé i due sessi e la cui tracotanza, in uno col malcelato desiderio di scalare i vertici del potere olimpico, avrebbe indotto Zeus a punirne l’insolenza scindendoli, fino a farne di uno due esseri distinti quanto al sesso, destinati però, per l’eternità, a ricercarsi per completarsi, e ritrovare così la primigenia unità perduta. I tratti essenziali a cui rinvia questo modello di antropologia mitica sono quelli della differenza sessuale vissuta come maledizione, della distinzione sessuata pensata come strategia di indebolimento che gli dei avrebbero messo a punto al fine di ridimensionare la boria degli esseri che osavano sfidarli nel nome della, primordiale anch’essa, pretesa di bastare a se stessi.

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Napoli: da “scugnizzi” a camorristi

Napoli: da “scugnizzi” a camorristi

1. Tra le città italiane più disposte a investire in politiche giovanili non c’è Napoli. Il capoluogo partenopeo è agli ultimi posti della classifica, con una spesa di soli 40 centesimi pro capite; l’ultima è Venezia con 5 centesimi, la prima è Messina con una spesa di 9,43 euro. Il dato emerge da una ricerca di Openpolis che ha analizzato la spesa pro capite per cassa riportata nelle voci di bilancio dei Comuni italiani con più di 200 mila abitanti.

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