Apr 6, 2020
Diventa oramai sempre più difficile enumerare i provvedimenti che da circa due mesi il governo Conte ha adottato per fronteggiare la gravissima emergenza da COVID-19. Sono numerosi infatti i decreti del Presidente del Consiglio che hanno imposto alle libertà dei cittadini – prima tra tutte, quella di circolazione – misure restrittive che non hanno precedenti nella storia repubblicana. Si tratta di atti normativi di rango secondario che inizialmente si sono radicati sul d.l. 23 febbraio 2020 n. 6 che, al fine di attuare “ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica” (art. 1), ha previsto l’emanazione di “uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri” (art. 3). Tra questi si collocano i d.P.C.M. 8, 9, 11 e 22 marzo 2020, miranti – attraverso un divieto penalmente presidiato – a evitare temporaneamente “ogni spostamento delle persone fisiche”, salvo che per “comprovate esigenze lavorative”, “situazioni di necessità”, ovvero “motivi di salute”, da giustificare tramite autodichiarazione. (altro…)
Apr 5, 2020
C’erano una volta due capi di governo. Uno, Giuseppe, era di bell’aspetto, elegante e raffinato, dai modi da professore; l’altro, Viktor, un po’ sovrappeso, abiti dèmodè, i modi burberi.
Entrambi si trovarono ad affrontare una terribile sciagura, una nuova peste, un contagio che mieteva centinaia di vittime e che richiedeva decisioni urgenti, anche se difficili e impopolari, tali da comportare il sacrificio di libertà e diritti. Qualcosa, insomma, che ricordava un po’ quello che accadeva nell’antica Roma, quando, dinanzi a situazioni che mettevano in pericolo la salus reipublicae, si procedeva ad una ingessatura temporanea del corpo sociale malato, affidando poteri straordinari a chi era chiamato a guidare il Paese verso la guarigione. (altro…)
Apr 3, 2020
Necessario lo slittamento della riforma delle intercettazioni
Un altro virus fuori controllo? Non è il Covid-19, ma può essere il trojan. Dal 1° maggio sarà pienamente operativa la riforma delle intercettazioni, come disposto dalla L. 28 febbraio 2020, n. 7, di conversione del DL n. 161/2019. Preoccupano talune oscurità che riguardano l’attuazione della riforma.
Appare complicato – perdurando l’emergenza, per la quale fino al 30 giugno i Capi degli uffici giudiziari dovranno stabilire quali attività giurisdizionali ancora limitare – attuare tecnicamente gli Archivi riservati per le intercettazioni e consentire ai difensori l’ascolto di esse secondo la nuova disciplina. Né risultano definite le modalità tecniche per le intercettazioni eseguite col cosiddetto trojan, e cioè che siano “operati controlli costanti di integrità che assicurino l’integrale corrispondenza tra quanto intercettato, registrato e trasmesso”. Il problema principale è la mancanza di un disciplinare tecnico: non risulta aver avuto risposta la richiesta del Garante della privacy al Governo e al Parlamento perché dettino regole su limiti, strumenti e modalità con cui si intercetta, su come trasmettere e custodire i dati, sull’integrità e sulla sicurezza di quanto captato.
È un grave problema di tutela dei diritti fondamentali del singolo, ed è al tempo stesso una questione di sovranità tecnologica nazionale: si utilizzano strumenti stranieri, col rischio di ripercussioni in settori altamente sensibili per la sicurezza italiana. Nella legge manca un disciplinare tecnico per gli inquirenti: attualmente le società private installano e intercettano, ognuna con propri strumenti e protocolli di sicurezza e ciascuna con un proprio listino prezzi. In sede dibattimentale questo minerà l’utilizzabilità delle prove raccolte, qualora l’accusa non sia in grado di dimostrare la filiera investigativa seguita.
La criminalità va combattuta, ma con mezzi trasparenti e rispetto dei diritti. In un momento in cui la gran parte delle iniziative – e anche del lavoro – degli uffici giudiziari subisce rinvii, è necessario un ulteriore sensibile slittamento dell’entrata in vigore della riforma, al fine di affrontare i problemi cui si è accennato.
Roma, 3 aprile 2020