Simbologia e non solo. Perché lo stato islamico ha colpito il Belgio

Simbologia e non solo. Perché lo stato islamico ha colpito il Belgio

Manifestazioni di solidarietà a Bruxelles, il giorno dopo gli attentati (foto LaPresse)

Articolo di Alfredo Mantovano pubblicato su Il Foglio del 24 marzo 2016.

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Perché in Belgio? Non c’è una sola risposta. Nella mitologia jihadista il valore simbolico dell’attacco a pochi metri dalle istituzioni dell’Unione europea e in uno fra gli aeroporti più battuti dai Capi degli Stati è secondo solo al drappo nero che lo Stato islamico vuol far sventolare sulla Cupola di San Pietro a Roma. La simbologia è funzionale alla propaganda: se ti dimostro che reagisco all’arresto di Salah Abdesalam con capacità di coordinamento fra il centro di Bruxelles e l’aeroporto, con disponibilità di armi e di esplosivo, con basi logistiche per proteggere gli attentatori, con denaro per sostenerli negli spostamenti e con mezzi a operare, vuol dire che Allah è grande e che puoi unirti a noi, perché colpiamo al cuore i “Crociati” (non importa se tutti laicisti)! (altro…)

Unioni civili – Commissione giustizia della Camera: sedute del 16 e 17 marzo 2016

Unioni civili – Commissione giustizia della Camera: sedute del 16 e 17 marzo 2016

Pubblichiamo il resoconto delle audizioni sul ddl Cirinnà proseguite e concluse nella seduta della Commissione Giustizia della Camera del 16 marzo (includono le relazioni dell’avv. Panfili e del cons. Airoma, già pubblicate su questo sito) e il resoconto della discussione generale svolta il 17 marzo. Il termine per gli emendamenti in Commissione è stato fissato per il 31 marzo. 

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Unioni civili – Rassegna stampa sulle audizioni in Commissione giustizia della Camera

 Unioni civili:  esperti, ddl contro famiglia. Conseguenze sociali
  (AGI) – Roma, 15 mar. – Le norme contenute nel ddl sulle unioni  civili, qualora approvato in via definitiva da Montecitorio,  “avrà delle conseguenze sociali sulle future generazioni”. Ne sono convinti alcuni degli esperti in materia, ascoltati oggi in commissione Giustizia della Camera.
     In particolare, a porre l’ accento sui rischi sociali del ddl Cirinna’ sono Anna Maria Panfili, dirigente del Centro Studi Livatino, e Simone Pillon, vicepresidente del comitato Difendiamo i nostri figli. Panfili invita a svolgere una “riflessione sugli effetti del ddl visti con gli occhi delle future generazioni”, in quanto “le leggi hanno anche un valore pedagogico e vi chiedo di avere riguardo anche per la sensibilità del popolo italiano che ha espresso perplessita’ sull’ equiparazione” tra unioni civili e matrimonio, mentre il ddl equipara i due istituti “al punto da far diventare” la coppia dello stesso sesso “un luogo idoneo per l’accoglienza dei minori”. Sulla stessa lunghezza d’onda Pillon:  “reiteriamo la richiesta, questa legge va fermata e non perche’ siamo
 contro qualcuno o qualcosa, ma per ragioni che hanno a che fare con la sociologia, con il diritto e con il buon senso e la demografia. Questa legge introduce di fatto una cesura storica, fino ad oggi” c’ era un “solo modello antropologico, quello della famiglia naturale fondata sulla unione stabile tra un uomo e una donna. La rottura di questo modello non sara’ senza conseguenze, perche’ si propone di decostruire il modello naturale familiare e affiancare a questo altri modelli”. È, per il vicepresidente del comitato Difendiamo i nostri figli, “quindi innegabile che ci saranno delle conseguenze sul piano sociale. Vi prendete la responsabilita’ di andare contro la realtà della famiglia”.  (AGI)
   (AGI) – Roma, 15 mar. – Per Panfili con il ddl si avra’ la “fluidificazione del concetto della famiglia e l’ampliamento dei diritti degli adulti a scapito dei bambini. E’ evidente l’ impostazione adultocentrica” del ddl e “ci saranno gravi conseguenze sul grado di civiltà del nostro Paese”, perché “il disegno complessivo, parificando di fatto le unioni civili al matrimonio, va certamente a incidere sulla definizione di quella che e’ la cellula fondativa” della società italiana. La dirigente del centro Livatino mette in guardia anche sui rischi che incombono sui minori:  la legge sulle unioni civili introducendo “una normativa che parifica le unioni civili alle unioni tra coppie eterosessuali, porterà le corti di controllo a valutare come irragionevole l’ esclusione dell’adozione”. Per Panfili “da anni e’ in atto una forzatura culturale che vuole convincere l’ opinione pubblica che le coppie dello stesso sesso sono famiglia come quella formata da un uomo e una donna”.

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