Il caos dell’ingiustizia: analisi di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda

Il caos dell’ingiustizia: analisi di Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda

Nel romanzo “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Carlo Emilio Gadda, la giustizia è un tema centrale che viene esplorato attraverso una trama intricata e una rappresentazione vivida della società romana degli anni Trenta. La storia ruota attorno all’indagine dell’omicidio di Liliana Balducci e del furto di gioielli nella stessa via, eventi che sembrano collegati ma che si rivelano essere parte di un più ampio e complesso intreccio di corruzione, ipocrisia e degrado morale. Gadda utilizza una lingua ricca e sperimentale per descrivere un mondo in cui la giustizia è spesso elusiva e distorta dalle influenze sociali e politiche. Il commissario Ingravallo, incaricato delle indagini, rappresenta il tentativo, spesso frustrato, di fare chiarezza e di trovare la verità in un contesto di ambiguità e di inganni. La giustizia nel romanzo non è solo un problema legale, ma anche una questione etica e filosofica, che mette in discussione la possibilità stessa di raggiungere una vera e propria giustizia in una società così profondamente imperfetta.

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Diniego alla concessione della cittadinanza alla luce dei precedenti penali

Diniego alla concessione della cittadinanza alla luce dei precedenti penali

Interessante pronunciamento del T.A.R. Lazio sez. V – Roma, che con la sentenza del 02/04/2024, n. 6358 (Presidente Rizzetto, Estensore Mattei) torna sul diniego alla concessione dello status di cittadino italiano in presenza di precedenti penali. Secondo i giudici amministrativi, i precedenti penali concernenti reati in materia di sostanze stupefacenti denotano una mancanza di rispetto degli obblighi legati alla concessione della cittadinanza, giacché tali comportamenti suggeriscono un’instabilità e un’integrazione incompleta nella comunità nazionale. Queste azioni sono dunque da considerarsi indici di inaffidabilità e di scarsa integrazione, specialmente alla luce delle emergenze sociali che rappresentano una minaccia per il contesto sociale di riferimento.

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Competenze digitali sì, ma senza rinunciare a carta e penna

Competenze digitali sì, ma senza rinunciare a carta e penna

Lo sviluppo della tecnologia impone l’acquisizione di conoscenze ed abilità sempre maggiori. Il mondo digitale è una nuova realtà in espansione, di cui si deve tener conto anche in ambito formativo, dove gli studenti sono ormai tutti “nativi digitali”. L’uso dei dispositivi tecnologici favorisce senz’altro il coinvolgimento degli studenti, tuttavia, alcuni studi nel campo delle neuroscienze impongono un’attenta riflessione sugli effetti dell’uso di tablet e libri digitali al posto del “classico” materiale scolastico, quali carta e penna.

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Droga, l’altra Pandemia

Droga, l’altra Pandemia

I dati della relazione annuale 2024 ci dicono che tra i giovani cresce sempre di più l’uso di sostanze psicoattive e il consumo di cocaina.

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