Regioni e suicidio assistito: un connubio impossibile

Regioni e suicidio assistito: un connubio impossibile

Audizione del prof. Carmelo Leotta in II Commissione Salute e Sicurezza Sociale del Consiglio Regionale – Assemblea legislativa della Liguria sulla P.D.L. di iniziativa dei Consiglieri Pastorino, Tosi, Ugolini, Natale, Ioculano, Garibaldi Luca, Sanna, Arboscello, Sansa, Candia, Centi: “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019”

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Il processo e la verità: riflessioni sul formalismo giuridico nella novella ‘La verità’ di Luigi Pirandello

Il processo e la verità: riflessioni sul formalismo giuridico nella novella ‘La verità’ di Luigi Pirandello

“La verità” di Luigi Pirandello è una novella che esplora le complesse dinamiche tra il formalismo giuridico e la verità vera. Attraverso il protagonista, Pirandello mette in luce come la verità giudiziale, definita e limitata dalle rigide norme giuridiche, spesso differisca dalla verità sostanziale, quella più profonda e sfuggente che risiede nella soggettività umana. Il formalismo giuridico, rappresentato dalla figura del giudice e dalle procedure processuali, appare inadeguato a cogliere la complessità della condizione umana e la mutevolezza della verità individuale. Pirandello, con la sua caratteristica ironia e acutezza psicologica, critica l’incapacità del sistema giudiziario di raggiungere una giustizia autentica, sottolineando l’ambiguità e la relatività della verità stessa. La novella diventa così un potente strumento di riflessione sulle limitazioni della legge e sull’eterna ricerca della verità autentica nell’esperienza umana.

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Caso Englaro: una condanna o un avvertimento?

Caso Englaro: una condanna o un avvertimento?

La condanna dell’ex direttore generale della Sanità della Lombardia, colpevole di aver causato un danno alle finanze regionali per non aver staccato la spina ad Eluana Englaro, più che una condanna sembra un avvertimento diretto a stabilire le priorità di chi gestisce la spesa sanitaria.

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La terra dall’abbastanza (2018) di Fabio e Damiano D’Innocenzo

La terra dall’abbastanza (2018) di Fabio e Damiano D’Innocenzo

Mirko e Manolo sono amici di lunga data, sin dai tempi della scuola primaria. Risiedono nella periferia romana e nutrono il desiderio di abbandonare gli studi per intraprendere altre vie. Durante una serata insieme, mentre Mirko è alla guida, investono un uomo e fuggono senza prestare soccorso, un evento dal tragico epilogo poiché si presume che l’uomo sia deceduto. Tuttavia, questo incidente si rivelerà essere solo l’inizio di una serie di eventi che li trascineranno nel mondo della criminalità.

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Esiste ancora un diritto internazionale umanitario? Ed un giudice in grado di farlo rispettare?

Esiste ancora un diritto internazionale umanitario? Ed un giudice in grado di farlo rispettare?

In un precedente articolo[1] ho rilevato come il 2023 sia stato un annus horribilis per il diritto internazionale umanitario. Siamo quasi a metà del 2024 ed il quadro è desolante. Le vittime della guerra nel conflitto nella Striscia di Gaza, in soli otto mesi, sono arrivate ad oltre 35.000, tra cui si contano migliaia di bambini. Le trattative tra Israele ed Hamas per lo scambio degli ostaggi e per il cessate il fuoco sono ferme. Inoltre, gli aiuti umanitari stanno entrando a fatica ed il sistema sanitario è al collasso. Di recente l’Italia, insieme ad altri dodici paesi, in una lettera indirizzata al Ministro degli Esteri israeliano, ha chiesto ad Israele di porre fine alle operazioni militari e di aprire i varchi per far affluire gli aiuti ai civili[2].

Ciò che colpisce, sebbene non sia una novità, è l’incapacità degli organismi internazionali e degli Stati membri dell’ONU di far rispettare le più elementari norme di diritto internazionale umanitario. Al diritto si è sostituita la mera forza delle armi e sinora è stato fatto poco per impedire o comunque limitare il perpetrarsi della violenza contro i civili.  

Secondo alcune fonti giornalistiche l’elevato numero dei morti sarebbe anche dovuto all’utilizzo da parte israeliana di sistemi di intelligenza artificiale, strumenti che, nel determinare le liste degli obiettivi militari, avrebbero allentato i vincoli relativi alle vittime civili[3]. Si tratterebbe di un fatto inquietante che dovrebbe interrogarci sotto il profilo etico su come l’utilizzo degli algoritmi in ambito militare possa condurre a conseguenze potenzialmente devastanti sui civili, amplificando gli effetti, già di per sé terribili, della guerra.

Va altresì ricordato che nella Striscia di Gaza università, scuole e ospedali, autoambulanze sono state spesso utilizzate da Hamas come mezzo di spostamento, deposito di armi e basi per azioni belliche, in totale spregio del diritto internazionale umanitario[4].

Con una recente decisione, che ha creato molte polemiche, il Procuratore della Corte penale Internazionale, Karim Kahn, ha chiesto il mandato di arresto per il premier israeliano Benyamin Netanyahu, per il suo ministro della Difesa, Yoav Gallant, e per il leader di Hamas, Yahya Sinwar, gli altri membri dell’organizzazione Mohammed Deif, Ismail Haniyeh eDiab Ibrahim Al Masr per “crimini di guerra e crimini contro l’umanità” nella Striscia di Gaza e in Israele[5]. In particolare, i componenti del governo israeliano sono stati accusati di aver violato l’art. 7 e 8 dello Statuto della Corte Penale Internazionale di Roma[6].

Inoltre, con la decisione del 24/05/2024 la Corte internazionale di giustizia dell’Aja ha ordinato ad Israele di interrompere l’offensiva a Rafah, di aprire i valichi per permettere l’ingresso degli aiuti umanitari e di consentire l’accesso agli ispettori internazionali per accertare i fatti[7].  Tuttavia, le operazioni militari e le stragi dei civili stanno continuando nell’assenza, almeno per il momento, di una prospettiva politica ed un diritto internazionale rimasto privo di attuazione[8].

Nella vicenda in atto c’è in gioco la tutela di alcuni dei principi fondamentali dell’ordinamento internazionale, tra cui la definizione dei limiti nell’esercizio del diritto alla legittima difesa e all’uso della forza da parte di uno Stato aggredito da un gravissimo attacco terroristico, ma anche quello generalissimo del rispetto della dignità umana nei conflitti armati.

Ci troviamo su un crinale foriero di possibili nuovi conflitti su scala più ampia. Per scongiurarli occorre l’immediata ripresa dei negoziati ed il rispetto del diritto umanitario.

Nel frattempo, ci sarà un giudice a Berlino? Forse sì, ma la sentenza rischia di venire emessa fuori tempo massimo.


Lorenzo Jesurum


[1] www.centrostudilivatino.it/2023-annus-horribilis-per-il-diritto-internazionale-umanitario/

[2] www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2024/05/17/italia-e-12-paesi-a-israele-contrari-a-operazione-a-rafah_199c4e20-2ad2-4522-93ea-4e9640bcfb64.html

[3] www.ildubbio.news/cronache/un-software-di-ia-sta-guidando-israele-nella-guerra-a-gaza-wkruh9e3

[4] euractiv.it/section/mondo/news/lue-condanna-hamas-per-lutilizzo-degli-ospedali-di-gaza-e-dei-civili-come-scudi-umani/

[5] www.ildubbio.news/cronache/crimini-contro-lumanita-laja-chiede-larresto-per-netanyahu-gallant-e-sinwar-b56tackz

[6] unipd-centrodirittiumani.it/it/strumenti_internazionali/Statuto-della-Corte-Penale-Internazionale-1998/178

[7] www.adnkronos.com/internazionale/esteri/rafah-corte-aja-ordina-israele-fermare-offensiva_Jfk1xILtYlu6oqQSFsY63

[8] Con la Risoluzione del 25/03/2024 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha intimato alle parti il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas ed ha chiesto ad Israele di fornire delle garanzie per l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.