Andare oltre l’Agenda Draghi si può
Il messaggio sotteso alla narrazione dominante è che possiamo votare chi ci pare, ma il voto pesa zero se non è quello che comanda l’establishment: tanto vale orientarlo da subito altrove.
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Il messaggio sotteso alla narrazione dominante è che possiamo votare chi ci pare, ma il voto pesa zero se non è quello che comanda l’establishment: tanto vale orientarlo da subito altrove.
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Era stato facile prevedere, norme e dati alla mano, il fallimento dell’assegno unico. Meno facile era immaginare, come sta avvenendo col c.d. decreto aiuti bis, che le somme non spese a causa delle complicazioni sostanziali e procedurali prendessero altre destinazioni. Con buona pace di certo associazionismo familiare, tanto propenso – a suo tempo – a elogiare quella misura ‘a prescindere’, quanto oggi ingenuamente sorpreso e deluso.
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Dell’abbandono delle politiche di allentamento del rigore economico, adottate in Italia da oltre due anni per ragioni di contrasto pandemico, potrebbe essere chiesto conto al prossimo Governo, col pieno recupero del sistema di condizionalità economica, cui è sempre stato ispirato l’aiuto finanziario delle istituzioni monetarie della UE. Ma ciò costituirebbe l’ennesimo vulnus per la democrazia e il rispetto della volontà degli elettori.
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Pasquale Cardone, avvocato a Torino, propone una sintesi ragionata del libro di Shoshana Zuboff, edito in Italia da LUISS, che reca come sottotitolo Il futuro dell’umanità nell’era dei nuovi poteri. Il problema non sono le nuove tecnologie, ma il loro uso spregiudicato, in violazione della privacy e in funzione condizionante dei comportamenti, non soltanto dei consumatori.
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Come annunciato dal presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Zuppi, nella conferenza stampa al termine dell’assemblea generale del 27 maggio scorso, entro il 18 novembre la CEI renderà noti i dati sul fenomeno della pedofilia e sulle azioni avviate nelle diocesi. Costantino-M. Fabris, ricercatore al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre, prende le mosse dalla pubblicazione, avvenuta nell’ottobre 2021, di analoga indagine svolta in Francia, per riflettere sulla mancata attivazione dello strumento del processo canonico al fine di accertare le concrete e personali responsabilità.
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Si intensifica lo scontro fra la Commissione europea e l’Ungheria: il veto del governo magiaro all’introduzione della ‘global minimum tax’ induce Bruxelles a portare la procedura di infrazione per violazione dello ‘stato di diritto’ alla Corte di giustizia, e a mantenere il blocco alla erogazione dei fondi del PNRR di Budapest, dopo averlo appena tolto alla Polonia, per contrastare la legge ungherese che vieta l’ideologia gender nelle scuole.
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Da più di tre decenni schiere di giuristi propongono apertis verbis l’aggiramento dell’autorità rappresentativa come qualcosa di salutare e di raccomandabile.
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Lo sconfortante caso di un bambino disabile che non ha potuto andare in gita con i compagni per via di un mezzo inadeguato: eppure un briciolo di buona volontà avrebbe fatto risolvere il problema.
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Lo scorso 10 maggio è stato presentato in Senato, su iniziativa della sen. Paola Binetti e di numerosi altri firmatari, il disegno di legge Disposizioni in materia di diritto all’oblio delle persone che sono state affette da patologie oncologiche. Esso costituisce l’esito della riflessione e della preparazione di un gruppo di lavoro formato da Maurizio Campagna, Avvocato, componente del Comitato scientifico della F.A.V.O.-Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia, e dei prof. Alessandro Candido e Mauro Paladini, entrambi dell’Università di Milano Bicocca, oltre che del sen. Maurizio Sacconi.
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A seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 131/2022, in tema di cognome dei figli (su cui su questo sito cf. https://www.centrostudilivatino.it/il-nuovo-si-della-consulta-al-doppio-cognome-lascia-in-piedi-tanti-problemi-pratici/#more-10574; https://www.centrostudilivatino.it/doppio-cognome-e-davvero-una-priorita/), il presidente emerito di sezione della Cassazione Pietro Dubolino interviene sul merito della questione, e in generale sul potere che la Consulta da tempo si attribuisce nel dettare al legislatore i termini per la formulazione delle nuove norme. L’autore indica anche una strada, ardua ma non impossibile, per affrontare l’anomalia.
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