Il Centro studi Livatino – una voce libera nel mondo del diritto

Il Centro studi Livatino – una voce libera nel mondo del diritto

Nel 2021 la Chiesa ha fatto lo straordinario dono della beatificazione di Rosario Angelo Livatino, avvenuta ad Agrigento il 9 maggio scorso. Una copia della sua immagine, adoperata durante la cerimonia, è stata donata dalla Diocesi di Agrigento al nostro Presidente Mauro Ronco, ed è stata collocata nella Cappella interna alla Corte di Cassazione, durante una S. Messa celebrata dal card. Gualtiero Bassetti (https://www.centrostudilivatino.it/e-venuto-il-tempo-della-ricostruzione-per-una-giustizia-vera/).

  Oltre a numerosi incontri dedicati al Beato, abbiamo curato il libro Un Giudice come Dio comanda, sul suo lavoro di magistrato (https://www.iltimone.org/prodotto/un-giudice-come-dio-comanda/), e abbiamo collaborato con la Commissione parlamentare antimafia per la pubblicazione dei provvedimenti redatti da Livatino, nel suo periodo di giudicante.

  Insieme alla cura giornaliera del nostro sito e all’uscita della rivista L-Jus abbiamo curato la pubblicazione dei libri Legge omofobia. Perché non va, sul ddl Zan (https://www.edizionicantagalli.com/shop/legge-omofobia-perche-non-va/), che si è inserito nel confronto parlamentare concluso con la sua bocciatura in Senato, e Eutanasia. Le ragioni del no (https://www.edizionicantagalli.com/shop/eutanasia-le-ragioni-del-no/), uscito pochi giorni fa, con echi e riprese dalle principali testate mediatiche.

   Abbiamo seguito e offerto chiavi di lettura, tramite articoli, trasmissioni e webinar, sul PNRR, nella parte relativa alla giustizia, sulla riforma c.d. Bonafede-Cartabia, sui quesiti referendari in materia di giustizia, sulla giurisprudenza in tema di vita, famiglia, libertà religiosa e limiti della giurisdizione.

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Semiconduttori, il Chips act della Ue in cerca di autonomia strategica

Semiconduttori, il Chips act della Ue in cerca di autonomia strategica

Nel dicembre 2020, con una dichiarazione congiunta, 17 Stati membri tra cui l’Italia si sono impegnati a collaborare per rafforzare la capacità dell’Europa di sviluppare la prossima generazione di chip per processori con requisiti di elaborazione dei dati per una connettività 5G e 6G sicura. I semiconduttori sono la spina dorsale della moderna economia digitale, per questo la Ue ha piani ambiziosi nel contesto delle strategie di sovranità digitale.

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Carriera alias nelle scuole secondarie: se i rischi sociali superano i benefici

Carriera alias nelle scuole secondarie: se i rischi sociali superano i benefici

Si sta diffondendo, all’interno di alcuni istituti scolastici liceali e secondari di primo grado, la facoltà di concedere – agli studenti che ne facciano espressa richiesta attraverso i propri genitori – la cosiddetta “carriera alias”, ossia l’apertura di un profilo burocratico alternativo che sostituisca temporaneamente il nome anagrafico con quello di elezione, in favore di chi che abbia manifestato l’intenzione di azionare il procedimento per la rettifica di attribuzione di sesso ai sensi della Legge n. 164/1982 oppure, in alcuni casi estremi, abbia la percezione di sé quale persona con un identità sessuata diversa da quella “biologica”. L’avv. Francesco Mazzarella, consulente della famiglia e della coppia, ne illustra i profili problematici.

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Non ‘li aspetteremo al bagnasciuga’: le corrette ragioni del Cons. Stato sulle spiagge

Non ‘li aspetteremo al bagnasciuga’: le corrette ragioni del Cons. Stato sulle spiagge

Stanno facendo discutere le sentenze gemelle dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato n. 17 e n. 18 del 9 novembre 2021, in tema di concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative (spiagge, stabilimenti balneari, ma non solo). Taluni operatori del settore e taluni esponenti politici hanno evocato “diktat di Bruxelles”, “turismo in balia dei giudici”, e qualcuno ha addirittura parlato di “una sentenza da quarto mondo”. Si tratta veramente di pronunce abnormi, così rivoluzionarie? Davvero sono stati affermati principi inediti e inauditi? L’articolo che segue, costituente l’anticipazione di un più esteso contributo dello stesso Autore, che sarà pubblicato sul numero 2/2021 della rivista L-Jus, spiega perché non è così.

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Media e magistratura: basta un decreto per evitare condanne a mezzo stampa?

Media e magistratura: basta un decreto per evitare condanne a mezzo stampa?

Fa sorgere non poche aspettative il d. lgs. 8/11/2021, di attuazione della Direttiva dell’UE 2016/343 su come garantire la presunzione di innocenza. Va tuttavia operata una seria verifica della rispondenza delle nuove disposizioni alle intenzioni di scongiurare le condanne mediatiche: l’etica professionale non è sempre orientabile dalle regole, soprattutto se queste ultime non appaiono di facile applicazione.

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Se ANAS e Trenitalia sono chiamati a decidere che cosa viola l’identità di genere

Se ANAS e Trenitalia sono chiamati a decidere che cosa viola l’identità di genere

Il 5 novembre quello stesso Senato che pochi giorni prima aveva fermato il percorso parlamentare del ddl Zan ha introdotto nell’ordinamento italiano, votando la fiducia al Governo sul decreto legge infrastrutture, le categorie di orientamento sessuale e di identità di genere: senza definirle, in un testo di legge che riguarda la circolazione stradale, affidandone l’attuazione, fra gli altri, all’ANAS e a Trenitalia.

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UE vs Polonia: come un principio indiscusso diventa una bestemmia

UE vs Polonia: come un principio indiscusso diventa una bestemmia

Nello scontro fra l’Unione europea e la Polonia l’accusa mossa a quest’ultima, secondo la tesi espressa dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, cui pare aderire la maggior  parte  degli esponenti  e degli osservatori politici (cf. da ultimo il commento di ieri, sul Corriere della sera, dell’ambasciatore Sergio Romano), è che Varsavia ha affermato un principio che minerebbe il fondamento stesso dell’Unione: quello, enunciato dal Tribunale costituzionale polacco il 7 ottobre, secondo cui le norme contenute nella Costituzione dovrebbero prevalere, in caso di contrasto, su quelle contenute nei Trattati europei. Il che – si dice o si lascia intendere – sarebbe in contraddizione con quanto unanimemente ritenuto e praticato in tutti gli altri Paesi aderenti all’Unione a cominciare, per quanto ci riguarda, dall’Italia. Pietro Dubolino, presidente emerito di sezione della Corte di Cassazione spiega perché non è così (il suo contributo è largamente ripreso, con altro titolo e sistemazione redazionale, da analogo, a sua firma, pubblicato dal quotidiano la Verità del 30 ottobre). Sul punto su questo sito: https://www.centrostudilivatino.it/corte-costituzionale-polacca-polexit-o-rispetto-del-diritto/; https://www.centrostudilivatino.it/se-il-rapporto-fra-norme-europee-e-costituzioni-nazionali-non-e-solo-un-problema-polacco/; https://www.centrostudilivatino.it/ancora-sulla-sentenza-della-corte-cost-polacca-un-problema-reale-nel-rapporto-con-lue/.

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