Gen 6, 2025
I social network, sebbene recenti nella storia della comunicazione, hanno trasformato radicalmente il modo in cui le persone interagiscono, influenzando relazioni interpersonali, opinioni politiche e processi culturali. Se da un lato essi offrono nuove opportunità di condivisione e interazione, dall’altro pongono delle problematiche significative, tra cui la crescente dipendenza che molti utenti sviluppano.
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Gen 2, 2025
“Umanità e razionalità” sono i due predicati che il Prof. Ferrando Mantovani, scomparso nella sua Firenze venerdì 27 dicembre, scelse per qualificare il fenomeno giuridico nel titolo di una preziosa pubblicazione, nella quale raccolse molti suoi scritti di teoria generale del diritto, di penale, di criminologia e di bioetica giuridica. “Umanità e razionalità” sono in verità due predicati che in modo plastico possono essere utilizzati per qualificare l’intera opera e il pensiero del Prof. Mantovani.
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Gen 1, 2025
Papa Francesco con l’indizione del Giubileo Ordinario dell’anno 2025, consegna alla Chiesa ed al mondo una lettera titolata “Spes non confundit”, “la speranza non delude” (Rm.5,5)
Un richiamo alla speranza, messaggio centrale del Giubileo, un invito a varcare la “porta” per un incontro vivo e personale col Signore Gesù.
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Dic 24, 2024
Mai come in questo tempo il Natale del Signore è occasione di rinascita, anche sociale.
Cosa ci racconta il Natale se non un incrocio abbacinante, fra la storia e l’Eterno, fra il tempo dell’uomo e quello di Dio?
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Dic 23, 2024
S.E. Santo Marcianò, Ordinario militare per l’Italia, ha presieduto, il 19 dicembre u.s., una s. Messa di preparazione al Natale, promossa dal gruppo di presenza cattolica della Corte dei conti.
Pubblichiamo di seguito l’Omelia – per la quale ringraziamo Sua Eccellenza – che contiene anche spunti di grande interesse per i giuristi.
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Dic 21, 2024
Domenica scorsa è stata la terza domenica d’Avvento, la domenica “GAUDETE”, ovvero della gioia.
Sì, perché il cristiano è chiamato ad essere nella gioia.
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Dic 18, 2024
Introduzione
Il fenomeno degli hikikomori è un tema di grande rilevanza sociale e psicologica, la cui portata ha varcato i confini del Giappone per emergere anche in altri paesi, come l’Italia. La parola “hikikomori”, che letteralmente significa “stare in disparte”, descrive un comportamento di isolamento volontario che colpisce principalmente adolescenti e giovani adulti, i quali scelgono di ritirarsi dalla vita sociale, spesso confinandosi in casa per periodi prolungati. Questo fenomeno, pur essendo nato in Giappone alla fine degli anni ’90, sta ora assumendo una dimensione globale, sollevando questioni sul piano sociale, psicologico, giuridico e filosofico.
Il Profilo Psicologico degli Hikikomori
Dal punto di vista psicologico, gli hikikomori si caratterizzano per un ritiro prolungato dalla vita sociale, scolastica o lavorativa, che si protrae per almeno sei mesi. Questo isolamento si manifesta spesso con l’interruzione dei rapporti interpersonali, esclusi quelli con i familiari stretti. Sebbene gli hikikomori mantengano contatti minimi con il mondo esterno, questi sono generalmente mediati dall’uso di internet, che diventa il principale canale di comunicazione.
Le Cause: Una Prospettiva Multidisciplinare
Diversi fattori contribuiscono all’insorgere di questo comportamento, e la letteratura suggerisce un approccio multifattoriale. Psicologicamente, la sindrome degli hikikomori è spesso associata a disturbi d’ansia, depressione, fobie sociali, o a una forma di rifiuto della società derivante da traumi. Sociologicamente, l’ambiente familiare e il contesto sociale svolgono un ruolo cruciale: gli hikikomori tendono a provenire da famiglie con alte aspettative, dove spesso la pressione scolastica o lavorativa è particolarmente accentuata. Inoltre, il bullismo, la sopraffazione e la difficoltà nel soddisfare le aspettative altrui sono spesso citati come cause scatenanti.
Il Fenomeno in Giappone e in Italia
In Giappone, il fenomeno è stato osservato a partire dagli anni ’90 e ha raggiunto dimensioni notevoli, con centinaia di migliaia di casi. Le istituzioni giapponesi hanno riconosciuto l’importanza di affrontare la questione pubblicando linee guida per identificare e trattare il fenomeno. In Italia, il fenomeno ha iniziato a ricevere attenzione negli ultimi anni. Secondo i dati di Hikikomori Italia, sono circa 100.000 i casi stimati nel nostro paese, con una forte prevalenza nei giovani di età compresa tra i 14 e i 30 anni.
Un Approccio Giuridico e Filosofico all’Hikikomori
Dal punto di vista giuridico, l’isolamento sociale volontario solleva domande legate ai diritti individuali e alla responsabilità delle istituzioni. In che misura lo Stato deve intervenire per tutelare il benessere psicologico e sociale dei giovani che scelgono di ritirarsi dalla vita pubblica? Si tratta di una questione complessa, che coinvolge principi di autodeterminazione e protezione, dove il ruolo delle istituzioni scolastiche, sanitarie e sociali deve essere attentamente bilanciato.
Filosoficamente, il comportamento degli hikikomori può essere interpretato come una reazione estrema alla pressione sociale. In una società caratterizzata da competizione, aspettative elevate e una forte enfasi sulla realizzazione individuale, il rifiuto di partecipare a questo gioco può essere visto come un atto di resistenza passiva. L’hikikomori, isolandosi, rifiuta il modello di “successo” imposto dalla società e sceglie un’esistenza più autonoma, pur a costo di gravi sofferenze psicologiche.
Il Ruolo della Scuola e della Famiglia
Le istituzioni educative rappresentano il primo fronte dove il fenomeno può essere intercettato e affrontato. Gli insegnanti e gli operatori scolastici hanno il compito di individuare i primi segnali di disagio e intervenire tempestivamente, evitando di ridurre il fenomeno a mere questioni comportamentali. Anche la famiglia svolge un ruolo cruciale: è fondamentale creare un ambiente di dialogo e ascolto, incoraggiando l’apertura verso il mondo esterno senza sottovalutare le difficoltà che il giovane sta vivendo.
Conclusione
Il fenomeno degli hikikomori richiede un approccio integrato, che tenga conto dei diversi fattori individuali, familiari e sociali coinvolti. La risposta deve essere multidisciplinare, coinvolgendo psicologi, educatori, giuristi e filosofi, con l’obiettivo di comprendere le radici profonde di questo comportamento e trovare soluzioni efficaci per prevenirlo e trattarlo. Il percorso di reinserimento sociale degli hikikomori è lungo e complesso, ma con il giusto sostegno è possibile superare l’isolamento e recuperare una vita piena di relazioni e opportunità.
Daniele Onori
Bibliografia
- Saitō, T. (2013). Hikikomori: Adolescence without End. University of Minnesota Press.
- Kato, T., Kanba, S., & Teo, A. R. (2020). “Hikikomori: Experience in Japan and International Relevance”. World Psychiatry, 19(1), 105-106.
- Kondo, N., Sakai, M., Kuroda, Y., et al. (2013). “General Condition of Hikikomori”. International Journal of Social Psychiatry, 59(1), 5-11.
- Paltrinieri, L. (2019). Il fenomeno degli Hikikomori in Italia: un’analisi sociale e psicologica. Franco Angeli.
- Hikikomori Italia (2022). Il ritiro sociale volontario: dati e cause. Disponibile su: www.hikikomoriitalia.it.
- Carta, M.G., et al. (2020). “Hikikomori: Current Issues and Interventions in Japan and Italy”. Clinical Practice & Epidemiology in Mental Health, 16, 88-91.
- Ministero della Salute, Lavoro e Welfare del Giappone. Linee guida per l’identificazione e il trattamento dell’Hikikomori. (2020).
Dic 10, 2024
Negli ultimi decenni, la diffusione di internet ha trasformato molti aspetti della vita quotidiana, inclusa la sfera sessuale. Il fenomeno del sesso virtuale, che include l’accesso a contenuti pornografici online e la partecipazione a chat erotiche, ha portato alla nascita di nuove forme di dipendenza, tra cui la cosiddetta cybersexual addiction. Questo disturbo è caratterizzato dall’uso compulsivo di materiale sessuale online, con gravi conseguenze sulla vita personale, sociale e lavorativa dell’individuo.
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Dic 6, 2024
Pubblichiamo la requisitoria depositata dalla Procura Generale della Corte di Cassazione nel ricorso promosso dal Ministero dell’Interno avverso le ordinanze di non convalida del trattenimento di immigrati provenienti da Paesi cosiddetti sicuri.
Rileviamo che il supremo organo requirente di legittimità ha, con argomentazioni puntuali ed esaustive, evidenziato come la questione sia tutt’altro che da ritenersi scontata nella soluzione.
In attesa della pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, un bell’esempio di come affrontare questioni complesse, liberi da qualsivoglia condizionamento.
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Dic 3, 2024
La travagliata vicenda relativa alla accusa di doping mossa al tennista professionista Jannik Sinner suggerisce alcune riflessioni.
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