Faust e il giudizio dell’infinito: il tragico come limite del diritto moderno

Faust e il giudizio dell’infinito: il tragico come limite del diritto moderno

Il Faust di Goethe rappresenta una delle più profonde riflessioni sul soggetto moderno, sul patto come fondamento giuridico e sulla colpa come destino. Questo articolo indaga la figura di Faust come paradigma della volontà assoluta, capace di creare e distruggere. Il contratto con Mefistofele è qui letto come metafora della modernità giuridica, fondata sull’autonomia senza misura. La tragedia di Margherita rivela il lato oscuro della libertà moderna. Il diritto, per non divenire pura tecnica, deve tornare a interrogarsi sul limite e sul sacro.

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Il martire ragazzino

Il martire ragazzino

Rosario Livatino, il “giudice ragazzino” martire, ispira ancora. La sua vita per giustizia e fede sfida le convenzioni, un simbolo vivente della Provvidenza.

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Separazione delle carriere e Costituzione: un falso problema

Separazione delle carriere e Costituzione: un falso problema

La protesta dei magistrati contro il disegno di legge costituzionale del Governo di separazione delle carriere[1] alle ultime cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario del 25 gennaio (con lo sciopero del successivo 27 febbraio), attuata brandendo platealmente la Carta Costituzionale e abbandonando le aule contestualmente all’intervento del Ministro della Giustizia e dei suoi rappresentanti, ha indubbiamente costituito un momento di forte lacerazione istituzionale e impone responsabilmente alcune riflessioni, di metodo e di contenuti.

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