Gli errori di Spengler e le concezioni della crisi dell’Occidente

Gli errori di Spengler e le concezioni della crisi dell’Occidente

Il presente contributo avanza una tesi esplicita sulla crisi dell’Occidente, intesa non come esito necessario di un ciclo storico di declino, ma come crisi dei fondamenti metafisici e razionali della modernità. Muovendo da una rilettura critica del pensiero di Oswald Spengler e della sua concezione deterministica delle civiltà, l’articolo ne mette in luce i limiti epistemologici e filosofici, mostrando come il paradigma del tramonto conduca a una paralisi interpretativa e pratica.

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La maternità surrogata ancora all’esame della Cassazione

La maternità surrogata ancora all’esame della Cassazione

Torna di nuovo all’attenzione della prima sezione civile della Corte di Cassazione la questione della compatibilità con l’ordine pubblico – e quindi della trascrivibilità nei registri italiani di stato civile – di un atto di nascita estero accertante lo status filiationis di un bambino nato da una madre surrogata rispetto ad entrambi i committenti. L’udienza pubblica si è svolta lo scorso 8 gennaio. La procura generale ha concluso per il rigetto del ricorso. E sarebbe in effetti a dir poco sorprendente ogni esito differente.

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Buen Camino: Zalone, il cammino della realtà e la beffa della sinistra radical chic

Buen Camino: Zalone, il cammino della realtà e la beffa della sinistra radical chic

Buen Camino, il nuovo film di Checco Zalone, è molto più di una commedia natalizia: è un pellegrinaggio umano e filosofico, un viaggio che porta lo spettatore a confrontarsi con sé stesso, con i propri limiti, le proprie paure e la complessità delle relazioni. Dietro la leggerezza comica, il film smaschera alcune delle illusioni più radicate della sinistra radical chic, mostrando come la vita reale sia più complicata e più significativa di qualsiasi teoria o dogma.

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Messaggio di Sua Santità Leone XIV per la LIX Giornata mondiale della pace

Messaggio di Sua Santità Leone XIV per la LIX Giornata mondiale della pace

1° GENNAIO 2026

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“Oggi più che mai, infatti, occorre mostrare che la pace non è un’utopia, mediante una creatività pastorale attenta e generativa.

D’altra parte, ciò non deve distogliere l’attenzione di tutti dall’importanza della dimensione politica. Quanti sono chiamati a responsabilità pubbliche nelle sedi più alte e qualificate, «considerino a fondo il problema della ricomposizione pacifica dei rapporti tra le comunità politiche su piano mondiale: ricomposizione fondata sulla mutua fiducia, sulla sincerità nelle trattative, sulla fedeltà agli impegni assunti. Scrutino il problema fino a individuare il punto donde è possibile iniziare l’avvio verso intese leali, durature, feconde». [12]È la via disarmante della diplomazia, della mediazione, del diritto internazionale, smentita purtroppo da sempre più frequenti violazioni di accordi faticosamente raggiunti, in un contesto che richiederebbe non la delegittimazione, ma piuttosto il rafforzamento delle istituzioni sovranazionali.

Oggi, la giustizia e la dignità umana sono più che mai esposte agli squilibri di potere tra i più forti. Come abitare un tempo di destabilizzazione e di conflitti liberandosi dal male? Occorre motivare e sostenere ogni iniziativa spirituale, culturale e politica che tenga viva la speranza, contrastando il diffondersi di «atteggiamenti fatalistici, come se le dinamiche in atto fossero prodotte da anonime forze impersonali e da strutture indipendenti dalla volontà umana». [13] Se infatti «il modo migliore per dominare e avanzare senza limiti è seminare la mancanza di speranza e suscitare la sfiducia costante, benché mascherata con la difesa di alcuni valori», [14] a una simile strategia va opposto lo sviluppo di società civili consapevoli, di forme di associazionismo responsabile, di esperienze di partecipazione non violenta, di pratiche di giustizia riparativa su piccola e su larga scala. Lo evidenziava già con chiarezza Leone XIIInell’Enciclica Rerum novarum: «Il sentimento della propria debolezza spinge l’uomo a voler unire la sua opera all’altrui. La Scrittura dice: È meglio essere in due che uno solo; perché due hanno maggior vantaggio nel loro lavoro. Se uno cade, è sostenuto dall’altro. Guai a chi è solo; se cade non ha una mano che lo sollevi ( Eccl 4,9-10). E altrove: il fratello aiutato dal fratello è simile a una città fortificata ( Prov18,19)». [15]

Possa essere questo un frutto del Giubileo della Speranza, che ha sollecitato milioni di esseri umani a riscoprirsi pellegrini e ad avviare in sé stessi quel disarmo del cuore, della mente e della vita cui Dio non tarderà a rispondere adempiendo le sue promesse: «Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra. Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore» (Is 2,4-5).”

Dal Vaticano, 8 dicembre 2025