Una camicia insanguinata ha commosso Roma!

Una camicia insanguinata ha commosso Roma!

Orazione finale tenuta da Domenico Airoma, procuratore della Repubblica di Avellino e vice-presidente del Centro Studi Livatino, in occasione della Santa Messa conclusiva della peregrinatio della reliquia del Beato Rosario Angelo Livatino, tenutasi a Roma a Santa Maria degli Angeli il 21 gennaio 2023.

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“Sub tutela Dei significa essere liberi da altre tutele”

“Sub tutela Dei significa essere liberi da altre tutele”

Il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha celebrato ieri nel Cortile d’Onore della Corte di Cassazione la S. Messa in occasione del 32° anniversario della morte di Rosario Livatino, alla presenza del Primo Presidente Pietro Curzio, della Presidente Vicaria Margherita Cassano e di autorità del mondo giudiziario, accademico e dell’Avvocatura, su iniziativa del nostro Centro studi. A seguire il testo dell’Omelia pronunciata nell’occasione.

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Rosario Livatino, un modello di magistrato

Rosario Livatino, un modello di magistrato

Di Alfredo Mantovano, da Interris 21 settembre 2022.

Il 21 settembre 1990 Rosario Angelo Livatino veniva ucciso mentre, a bordo della sua utilitaria, dalla propria abitazione, a Canicattì, si recava al lavoro al Tribunale di Agrigento. Dopo qualche giorno, il 3 ottobre, avrebbe compiuto 38 anni. Proclamandolo beato, il 9 maggio 2021, la Chiesa ha reso un dono grande ai fedeli, e in particolare alla comunità dei giuristi, perché – facendo emergere per intero la sua figura – esorta tutti coloro che hanno a che fare col diritto, soprattutto i magistrati, a non considerare un problema avere una fede viva e radicata.

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Al Meeting di Rimini una mostra sul beato Livatino

Al Meeting di Rimini una mostra sul beato Livatino

SUB TUTELA DEI. IL GIUDICE ROSARIO LIVATINO

Scopo della mostra è rendere noto al grande pubblico la splendida figura di Rosario Livatino, magistrato siciliano che ha operato per tutta la sua carriera nell’agrigentino. Ucciso dalla mafia nel 1990 e beatificato il 9 maggio 2021.
La mostra sul beato Rosario Livatino prevede un percorso diviso in cinque stanze con testi, video, immagini ed un audio rievocativo.

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Il tribunale di Avellino dedica l’Aula Magna al beato Rosario Livatino

Il tribunale di Avellino dedica l’Aula Magna al beato Rosario Livatino

Ieri, 27 settembre, nel Palazzo di Giustizia di Avellino si è svolta la cerimonia di intitolazione dell’Aula Magna al beato Rosario Angelo Livatino. L’iniziativa, proposta dal Procuratore della Repubblica Domenico Airoma e approvata dal Presidente del Tribunale, Vincenzo Beatrice,  ha visto la partecipazione di avvocati, magistrati, personale amministrativo e polizia giudiziaria. E’ intervenuto il Vescovo di Avellino, mons. Arturo Aiello, che ha tenuto una breve riflessione sulla figura del beato.   

“È venuto il tempo della ricostruzione, per una giustizia vera”

“È venuto il tempo della ricostruzione, per una giustizia vera”

Il card. Bassetti nell’Omelia della Messa per Livatino nella Corte di Cassazione

Nella mattinata di oggi il card Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha celebrato la S. Messa per il beato Livatino nell’atrio della Corte di Cassazione, alla presenza del Primo Presidente Pietro Curzio, e di magistrati e operatori del diritto. Nell’occasione il Centro studi Livatino ha consegnato, ed è stata collocata nella cappella del Palazzo, un’immagine di Rosario, donata dalla diocesi di Agrigento allo stesso Centro Studi.

Nel corso dell’omelia, che si allega nella sua versione integrale, il card. Bassetti, riprendendo un brano della prima lettura – “Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa (cioè, il tempio di Gerusalemme) è ancora in rovina?” (Ag 1,4) -, ha così osservato: “È venuto il tempo della ricostruzione, dice il profeta, e questo non ammette ritardi, non ci si deve scoraggiare, non ci si può occupare solo delle proprie abitazioni, ma del bene comune. Bisogna risvegliare energie, le forze migliori che si possono mettere in campo per ripartire”. Ha aggiunto che “se è facile lasciarsi prendere dallo sconforto, a causa di ritardi e di molteplici difficoltà, la ricostruzione è possibile, diceva il profeta. È per questo, per una giustizia vera che ha lottato Livatino, fino a dare la sua vita come martire. È per questo che ha combattuto con tutte le sue forze, e con la costanza dell’impegno quotidiano, contro le ingiustizie, come quelle di cui si parla nei vangeli”.


Omelia 23 settembre 2021 di S.Em il card Gualtiero Bassetti- Beato Rosario Livatino

È una gioia e un onore per me essere oggi con voi, e presiedere l’Eucarestia ricordando Rosario Angelo Livatino, magistrato e martire.

Vorrei anzitutto lasciarmi guidare – come è doveroso e giusto – dalla liturgia della Chiesa, che ricorda in questo giorno la memoria di un altro sabato, San Pio da Pietralcina: la stessa Liturgia, poi, ci ha proposto per questo giorno l’ascolto di due importanti pagine della Scrittura, sulle quali vorrei brevemente soffermarmi.

Forse non è casuale che l’occasione per ricordare Rosario Livatino coincida con la memoria di Padre Pio: tutti e due sono stati protagonisti della vita religiosa e civile del loro tempo; tutti e due uomini del Sud del nostro Paese, che hanno mostrato i segni di quella grande potenzialità e vitalità che ha il Mezzogiorno d’Italia. Uno però, Padre Pio, religioso francescano, e l’altro, Livatino, laico: il primo, morto “sazio di giorni”, all’età di 81 anni, mentre Livatino è stato ucciso ed è morto prematuramente, all’età di solo 38 anni, vittima di un agguato mafioso. Mentre Padre Pio si occupava, nel foro interno della confessione, dell’anima e della vita dei fedeli, Livatino, nel foro del Tribunale, si prendeva cura di coloro che chiedevano giustizia allo Stato.

Tutti e due hanno contribuito, Padre Pio e Rosario Livatino, a costruire – con la preghiera, con la loro fede, con il loro impegno e con la vita donata – il regno di Dio, e insieme ad esso una società migliore.

È di questo che tratta la prima lettura che è stata proclamata, dal libro del profeta Aggeo. Composto in un momento delicato della storia d’Israele, quello cioè della ricostruzione di uno stato e di una città, Gerusalemme, dopo il ritorno dall’esilio babilonese, descrive nel brano di oggi quei ritardi e quelle incertezze che Dio rimprovera al suo popolo. Il profeta arriva a dire: “Vi sembra questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa (cioè, il tempio di Gerusalemme) è ancora in rovina?” (Ag 1,4). È venuto il tempo della ricostruzione, dice il profeta, e questo non ammette ritardi, non ci si deve scoraggiare, non ci si può occupare solo delle proprie abitazioni, ma del bene comune. Bisogna risvegliare energie, le forze migliori che si possono mettere in campo per ripartire.

Carissimi, è quasi inutile sottolineare quanto testa profezia così antica intercetti la nostra storia e le competenze di coloro di voi impegnati nell’ambito della giustizia. Se è facile lasciarsi prendere dallo sconforto, a causa di ritardi e di molteplici difficoltà, la ricostruzione è possibile, diceva il profeta. È per questo, per una giustizia vera che ha lottato Livatino, fino a dare la sua vita come martire. È per questo che ha combattuto con tutte le sue forze, e con la costanza dell’impegno quotidiano, contro le ingiustizie, come quelle di cui si parla nei vangeli. Erode Antipa – abbiamo ascoltato nel brano del Vangelo secondo Luca – quasi si vantava di aver “fatto decapitare” un innocente, Giovanni Battista (Lc 9,9)!

La voce del profeta Giovanni sembrava essere interrotta per sempre, e così sembrava che l’ingiustizia prevalesse. Ma sappiamo che più forte delle ingiustizie è il bene, e che il male può essere sconfitto. Quello che Giovanni annunciava, cioè la conversione e una vita vissuta nella giustizia, non andrà perduto, e Gesù ripartirà proprio da lì, dalle parole del Battista, chiedendo di cambiare mentalità per accogliere Dio e la sua misericordia: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino” (Mt 4,17).

Nella preghiera “Colletta” della memoria del martire Livatino – memoria liturgica che, come sapete, si celebrerà per la prima volta il prossimo 29 ottobre (giorno anniversario della sua Cresima) – si legge un’invocazione molto suggestiva: “O Dio, che hai fatto risplendere tra noi la testimonianza di fede del beato Rosario Angelo, operatore di pace e di giustizia sino al martirio, concedi anche a noi, sul suo esempio, di porre sotto la tua tutela le nostre azioni, per avere in eredità il regno dei cieli”. E quanto chiedo anch’io, ora: per me; per voi impegnati nella tutela della giustizia; per tutti i governanti e per il nostro Paese. Preghiamo perché tutte le nostre azioni, ogni nostro gesto, siano sotto la “tutela” del Signore.

Livatino aveva già scritto sulla sua tesi di Laurea in giurisprudenza, nel 1975, quel motto che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita: “Sub tutela Dei”. Sappiamo che senza l’aiuto di Dio e del suo Santo Spirito, non possiamo fare nulla. E voi sapete bene, per la vostra esperienza, come non sia facile prendere decisioni importanti che riguardano la vita degli altri (innocenti o colpevoli), e che si riflettono sull’armonia e la pacifica convivenza nel nostro Paese: il Signore accompagni il vostro importante compito nella società civile, che con dedizione e sacrificio portate avanti per il bene comune.

L’intercessione del beato Rosario Livatino vi accompagni sempre, e vi custodisca il Signore Gesù che – come ripetiamo nel Credo Niceno-costantinopolitano – “di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti”.

Livatino 31 anni dopo: per essere magistrati operatori di giustizia

Livatino 31 anni dopo: per essere magistrati operatori di giustizia

Oggi, 21 settembre 2021, è il 31° anniversario della morte di Rosario Livatino, che la Chiesa Cattolica ha proclamato beato il 9 maggio scorso, nella Cattedrale di Agrigento. La beatificazione ha dato e sta dando provvidenziale impulso a nuove ricerche sul lavoro da lui svolto come magistrato nei 12 anni di esercizio della funzione, prima come P.M. poi come Giudice: la Commissione parlamentare antimafia, in un lavoro svolto in collaborazione col nostro Centro Studi, ha appena pubblicato, in allegato alla relazione approvata in occasione della cerimonia di maggio, tutti i provvedimenti – sentenze e decreti di prevenzione – redatti da Livatino nell’ultimo anno di vita, quello trascorso da giudicante.

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