Referendum sulla giustizia: soluzioni semplici solo in apparenza
Di Alfredo Mantovano, da Interris 8 giugno 2022.
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Di Alfredo Mantovano, da Interris 8 giugno 2022.
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Il presidente emerito di sezione della Cassazione Pietro Dubolino concentra la riflessione (su cui in generale cf. https://www.centrostudilivatino.it/referendum-per-la-giustizia-giusta-una-lettura-ragionata-dei-quesiti-proposti/) sul quesito referendario, uno dei cinque per i quali si è inviatati al voto domenica prossima, riguardante la custodia cautelare. L’intervento riprende, con minime modifiche, quello pubblicato il 2 giugno dal quotidiano ‘la Verità’.
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Il sesto pacchetto di sanzioni varate contro la Russia può diventare l’occasione per marginalizzare gli Stati europei che maggiormente subiscono i riflessi delle sanzioni medesime e per modificare di fatto regole fondanti dell’Unione, a cominciare dal criterio di unanimità, peraltro nel caso specifico evocato a sproposito.
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Se il terreno del diritto per Hegel è l’elemento spirituale, l’essenza del diritto razionale va cercata nell’esistenza positiva, nella forma storica delle leggi: il sistema del diritto è così il mondo dello spirito “prodotto come una seconda natura”. Con Hegel il discorso filosofico del fondamento dello spirito del mondo immanente nella storia fa venire meno la distinzione tra ragione e realtà, e conseguentemente nega la possibilità stessa della priorità deontologica della prima sulla seconda. Alla manifestazione concreta della volontà dello Stato, in cui lo spirito della nazione si sostanzia nel suo divenire, non è possibile contrapporre la vigenza di un qualsivoglia diritto posto su altro fondamento: Hegel nega pertanto che possa sussistere una sfera di diritti naturali presupposta e tutelata di fronte allo Stato. L’identità oggettiva tra ragione e realtà apre alla realpolitik del diritto positivo e alla ragion di Stato, per cui il diritto trova esclusivamente nella forza e nella volontà dello Stato il suo unico fondamento e motivazione. La rottura con il giusnaturalismo diventa netta e definitiva.
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Con la sentenza n. 18523/2022 (Sez. 3 pen., 23 marzo 2022, n. 18523), depositata l’11 maggio, la Corte di Cassazione ha confermato l’indirizzo imperniato sull’apprezzamento della voluntas legis dell’art. 80 co. 1, lett. g) del d.P.R. n. 309/90: nell’ipotesi di spaccio di stupefacenti effettuato nelle vicinanze di luoghi particolarmente sensibili quali sono gli ospedali è necessario tutelare i soggetti vulnerabili, o comunque maggiormente esposti al rischio di essere attratti dal consumo di sostanze.
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