Quando il vizio fonda l’ordine: diritto, morale e potere ne La favola delle api

Quando il vizio fonda l’ordine: diritto, morale e potere ne La favola delle api

La favola delle api di Bernard de Mandeville viene collocata nel contesto storico, religioso e politico dell’Inghilterra tra XVII e XVIII secolo, segnato dalla crisi della morale cristiana tradizionale e dall’ascesa della società commerciale. L’opera viene interpretata come una critica radicale alla virtù e alla rinuncia cristiana, nonché come una riflessione proto-giuridica sul diritto inteso quale tecnica di regolazione degli interessi piuttosto che come espressione di giustizia morale. Attraverso l’allegoria dell’alveare, Mandeville mostra come l’ordine sociale e giuridico possa fondarsi sull’organizzazione dei vizi. L’articolo sviluppa il valore letterario dell’opera, ne esamina il paradosso morale, le implicazioni per il diritto e ne critica le premesse, con particolare attenzione alla prospettiva cristiana.

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L’idiota nel nostro tempo: cristianesimo, verità e impotenza nel mondo contemporaneo

L’idiota nel nostro tempo: cristianesimo, verità e impotenza nel mondo contemporaneo

Rileggere L’idiota oggi significa interrogarsi sulla possibilità stessa dell’etica cristiana nel mondo contemporaneo. La figura del principe Myškin, immersa nella sua trama tragica tra Nastas’ja Filippovna e Rogozin non appare più soltanto come un’anomalia narrativa, ma come una figura profetica: colui che, vivendo secondo un amore assoluto, viene neutralizzato da un sistema che non tollera l’eccesso di verità. L’idiota diventa così paradigma dell’uomo etico nel presente: non sconfitto perché debole, ma perché troppo radicale.

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Colpa, redenzione e verità: itinerario morale in resurrezione di Lev Tolstoj alla luce del discorso della montagna

Colpa, redenzione e verità: itinerario morale in resurrezione di Lev Tolstoj alla luce del discorso della montagna

Il presente articolo analizza Resurrezione come espressione culminante della riflessione etico-religiosa di Tolstoj, ponendolo in dialogo diretto con il messaggio evangelico, in particolare con il Discorso della Montagna. Attraverso il percorso del principe Nekhljudov, il romanzo articola una critica radicale alle istituzioni e propone un modello di conversione fondato sull’interiorità, sulla non violenza e sull’amore per il prossimo. L’opera si configura così come una reinterpretazione moderna del cristianesimo, inteso non come sistema dottrinale, ma come prassi etica esigente e trasformativa.

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