Eterologa tra regole e mercato

Eterologa tra regole e mercato

Da Avvenire dell’11 aprile 2019 riprendiamo e pubblichiamo questa allarmante denuncia della prof.ssa Assuntina Morresi, componente del Comitato Nazionale di Bioetica. (altro…)

Condanna Pillon: come la mettiamo con la CEDU?

Condanna Pillon: come la mettiamo con la CEDU?

Comunicato stampa del Centro Studi Livatino diffuso il 12 aprile 2019.

Senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria che ha visto ieri l’affermazione di responsabilità per diffamazione del sen. Simone Pillon, e in attesa di leggerne le motivazioni, riteniamo di segnalare talune singolarità:

  1. la sentenza è stata pronunciata appena un mese dopo che la sezione I della Corte EDU (sent. 7/03/2019 Sallusti c. Italia, ric. 22350/13) ha condannato l’Italia per una pronuncia per diffamazione a carico di un giornalista italiano, ravvisando il contrasto con l’art. 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che tutela la libertà di espressione. E’ vero che il centro della sentenza CEDU è stata la pena della reclusione disposta nei confronti di Sallusti – mentre a Pillon è stata inflitta “solo” la pena della multa -, ma è evidente come il richiamo della Corte europea al necessario bilanciamento fra “l’ingerenza giudiziaria”, frutto di una “pressione sociale”, e una manifestazione di pensiero, valga in ogni procedimento penale per diffamazione, in virtù del richiamo CEDU al criterio di proporzione fra la condotta dell’imputato e la sanzione irrogata;
  2. la condanna alla multa è sospesa alla condizione del pagamento di una provvisionale di 30.000 euro alle parti offese. Il che lascia intendere che il risarcimento definitivo sarà più elevato. La verifica del rispetto del principio di proporzione evocato dalla CEDU c’è tutta;
  3. ogni ufficio giudiziario definisce al proprio interno i criteri di priorità nella trattazione dei procedimenti. In quell’ottica di trasparenza che dovrebbe caratterizzare ogni istituzione, sarebbe interessante conoscere in base a quale valutazione di priorità il processo a carico del sen. Pillon è giunto velocemente a decisione, e se analoga rapidità viene garantita in quella sede giudiziaria per la persecuzione di reati obiettivamente più gravi, dai furti alle rapine, e in particolare quante prescrizioni sono state dichiarate nell’ultimo anno e per quali titoli di reato.

 

Roma, 12 aprile 2019

A sei mesi dal D-day del suicidio assistito non si vedono segnali di vita

A sei mesi dal D-day del suicidio assistito non si vedono segnali di vita

Articolo di Alfredo Mantovano pubblicato sul numero di marzo 2019 della rivista Tempi.

Da 4 mesi la Corte costituzionale ha messo in mora il Parlamento sul reato di agevolazione e aiuto al suicidio: chiamata a pronunciarsi sulla legittimità costituzionale dell’articolo 580 del codice penale, che punisce questo tipo di condotta – a ciò sollecitata dalla Corte di assise di Milano, nel c.d. caso Cappato -, la Consulta ha rinviato la decisione all’udienza del prossimo 24 settembre. Fin qui poco di strano: il rinvio non è uno scandalo. (altro…)

Sui diritti inviolabili non si gioca a “testa o croce” 

Sui diritti inviolabili non si gioca a “testa o croce” 



Il Consiglio di Stato con sentenza del 9 aprile 2019 – che pubblichiamo a seguire – ha accolto l’appello del Comune di Genova contro una pronuncia del TAR Liguria che, su ricorso dell’Unione Atei Agnostici e razionalisti sezione di Genova, aveva annullato la decisione del Comune stesso di negare l’affissione di centotrenta manifesti della campagna informativa nazionale “Non affidarti al caso”, in tema di obiezione di coscienza in ambito sanitario. (altro…)