Nessuna norma permette a una donna di riconoscere come proprio un figlio già riconosciuto dalla madre

Nessuna norma permette a una donna di riconoscere come proprio un figlio già riconosciuto dalla madre

di Domenico Airoma

“Nessuna norma attualmente esistente consente ad una donna di riconoscere, come proprio figlio, il figlio già riconosciuto dalla madre”.

Il Procuratore della Repubblica di Parma chiede il rigetto del ricorso presentato da una coppia omosessuale contro il provvedimento dell’Ufficiale dello Stato Civile di Fidenza che ha respinto la richiesta di rettificazione dello stato di nascita di un minore, mediante l’inserimento del cognome della donna legata alla madre biologica da relazione affettiva.

Con una articolata e puntuale disamina del diritto vigente, il magistrato chiarisce in cosa consista il superiore interesse del minore alla luce della normativa interna ed internazionale, quali siano le condizioni –mai venute meno- per il ricorso alla fecondazione eterologa, quale debba essere il perimetro dell’intervento interpretativo del giudice se non vuole trasformarsi in legislatore.

Una boccata d’ossigeno; soprattutto contro tutti coloro che contrabbandano come diritto vivente l’arbitraria trasformazione per via giurisprudenziale di qualsivoglia desiderio in diritto.

Il disvelamento dell’ipocrisia della mistica dei cosiddetti nuovi diritti, con il suo carico di nuove vittime, fatte –in questo caso- di bambini fatti deliberatamente nascere come orfani.

 

Mantovano alla Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito

Mantovano alla Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito

Nel pomeriggio di sabato 6 aprile Alfredo Mantovano, vicepresidente del Centro studi Livatino, ha partecipato alla prima parte della Sessione pomeridiana della 42^ Convocazione nazionale dei Gruppi e delle Comunità del Rinnovamento dello Spirito Santo, alla Fiera di Rimini, insieme con il Direttore di Rai Parlamento Antonio Preziosi, che gli ha rivolto delle domande, e con l’economista  prof. Stefano Zamagni. A seguire le domande e le risposte. (altro…)

Affido condiviso: la risposta del Centro Livatino alle critiche al proprio documento

Affido condiviso: la risposta del Centro Livatino alle critiche al proprio documento

A seguito della presentazione e dell’avvio della discussione sul ddl AS 735 sulla’”affido condiviso”, il 30 ottobre 2018 Centro studi Livatino ha elaborato una lettura critica del testo, che è stata poi depositata agli atti della Commissione Giustizia del Senato, in occasione dell’audizione cui, a nome dello stesso Centro Studi, ha preso parte l’avv. Daniela Bianchini. A quel documento ha dato risposta la memoria di un gruppo di giuristi, a sostegno dell’impianto del d.d.l., cui a sua volta ha replicato in data odierna un secondo documento del Centro studi. Pubblichiamo di seguito la memoria pro d.d.l. e la replica del Centro studi. (altro…)

Tutela della vita e della famiglia – Interventi al Congresso Mondiale delle Famiglie

Tutela della vita e della famiglia – Interventi al Congresso Mondiale delle Famiglie

In occasione del World Congress of Families XIII, svolto a Verona dal 29 al 31 marzo, il Presidente del Centro studi Livatino Prof. Mauro Ronco e il Vicepresidente Dott. Alfredo Mantovano hanno svolto gli interventi che pubblichiamo di seguito, il primo all’interno del workshop Tutela giuridica della vita e della famiglia, il secondo all’interno del workshop Tutela della vita, entrambi nel pomeriggio del 29 marzo. (altro…)

La legge 194 non prevede solo l’aborto: applichiamola tutta

La legge 194 non prevede solo l’aborto: applichiamola tutta

Intervista di Luciana Matarese ad Alfredo Mantovano, pubblicata il 29 marzo 2019 su l’Huffington Post.

“Gandolfini ha detto che l’aborto è un omicidio? Guardi che è la stessa cosa che dire “la vita c’è fin dal momento del concepimento”. Alfredo Mantovano ha il tono di chi non vuole farsi trascinare nelle polemiche. Sessantuno anni, giudice in Cassazione, è vicepresidente del Centro studi “Livatino”, associazione di giuristi che da circa cinque anni approfondisce in particolare i temi della vita, della famiglia e della libertà religiosa, avendo come quadro di riferimento il diritto naturale, seguendo l’insegnamento del giudice siciliano Rosario Livatino, assassinato a 38 anni.

Mantovano è al Congresso delle famiglie, relatore a una tavola rotonda sul tema “Tutela della vita”. Ha tre figli, tra poco nascerà un altro nipotino. Cerca tra le foto sul telefonino l’immagine dell’ultima ecografia. Quella realtà che, a due mesi dal concepimento, si succhia il dito, come vogliamo chiamarla?”, chiede.

L’argomento è sempre l’aborto, che ha infiammato l’avvio dei lavori della tre giorni pro-life. Le parole di Gandolfini hanno fatto rumore. Mantovano ci pensa un attimo, poi considera: “Papa Francesco ha usato toni ancora più duri”.

A proposito del Vaticano, risulta evidente la presa di distanza da questo Congresso. Prova ne è, hanno fatto notare da più parti, l’assenza delle più grandi associazioni cattoliche come Azione Cattolica, le Acli, il Forum delle Famiglie. Voi invece avete partecipato.

“Diciamo subito che “vita” e “famiglia” sono tematiche laiche rispetto alle quali la convergenza va trovata nella sostanza. Si dice che la vita c’è dal primo all’ultimo respiro su base scientifica, non su base religiosa. Io sono ospite dunque non so com’è andata la questione sul piano organizzativo, ma ricordo che nei Family Day del 2015 e del 30 gennaio 2016 le sigle associative da lei citate non c’erano. Quindi non è una novità. Certo, sarebbe auspicabile che ci fosse una maggiore compattezza, ma non è che uno rinuncia perché un altro non accetta un invito”.

Tiene banco, da stamane, il dibattito su aborto e legge 194.

“Formalmente la legge 194 non riconosce il diritto all’aborto, ma pone quest’ultimo in relazione a una serie di problemi che incidono sulla salute, anche psichica, della donna e stabilisce che, prima dell’eventuale intervento abortivo, ci debba essere una fase di dissuasione/prevenzione realizzata dai Consultori, che possono farlo da soli o col supporto del volontariato. A chi dice “La 194 non si tocca” vorrei rivolgere una domanda”.

Prego.

“Vorrei chiedere: il ricorso alla 194 è integrale o per pezzi? C’è una parte della legge che non è stata applicata e non è una parte residuale. Anzi, è la parte iniziale, è fondamentale e nella scansione viene prima dell’intervento abortivo. Se una donna ha un problema, ad esempio rischia di perdere il posto di lavoro a causa della gravidanza, ma vorrebbe tenere il bambino che aspetta, il suo problema deve essere affrontato e la legge prevede le modalità per farlo”.

Anche per le posizioni sulla 194 organizzatori e partecipanti a questo Congresso sono stati definiti “medioevali”.

“Non so se auspicare che la 194 sia applicata nella sua interezza, anche nella parte fino a oggi inapplicata, è medioevale o meno, ma so che, se fatto, permetterebbe a tante donne di non ritrovarsi isolate”.

Domani al Congresso sarà il giorno delle Istituzioni, interverranno il vicepremier Salvini e il ministro della famiglia Fontana. Quali sono i primi fronti sui quali richiedere il loro impegno a sostegno di una concreta politica per le famiglie?

“Intanto c’è bisogno di far cessare il bombardamento alla famiglia che continua in questa legislatura”.

A cosa si riferisce?

“L’AIFA ha inserito il cosiddetto “farmaco gender” nel Servizio sanitario nazionale, tanto per cominciare. E in un recente Consiglio dei Ministri è stato varato un disegno di legge delega che prevede accordi prematrimoniali, anche durante la vita familiare, secondo una logica mercantilistica del matrimonio. Sarebbe auspicabile che gli ospiti di domani dicessero qualcosa su questo. Quanto ai problemi delle famiglie, per risolverli, si dovrebbe fare un passo in avanti”.

Che intende?

“I problemi delle famiglie li conosciamo, ora dovremmo passare ai fatti. A cominciare da un riequilibrio del rapporto tra fisco e famiglia”.