Per un’antimafia integrale: i messaggi ricevuti
Nella giornata di ieri, 7 maggio 2025, si è tenuto il convegno Per un’antimafia integrale, organizzato dal Centro Studi Livatino. Di seguito riportiamo i messaggi ricevuti dalle autorità.
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Separazione delle carriere e Costituzione: un falso problema
La protesta dei magistrati contro il disegno di legge costituzionale del Governo di separazione delle carriere[1] alle ultime cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario del 25 gennaio (con lo sciopero del successivo 27 febbraio), attuata brandendo platealmente la Carta Costituzionale e abbandonando le aule contestualmente all’intervento del Ministro della Giustizia e dei suoi rappresentanti, ha indubbiamente costituito un momento di forte lacerazione istituzionale e impone responsabilmente alcune riflessioni, di metodo e di contenuti.
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La legge del silenzio: metafisica della giustizia ne Il giorno della civetta
Nel romanzo Il giorno della civetta (1961), Leonardo Sciascia non offre soltanto una denuncia sociale del fenomeno mafioso: costruisce una meditazione metafisica sulla giustizia, sul potere e sull’impossibilità della verità nel mondo moderno. Il testo si configura come una parabola kafkiana, dove l’investigazione giudiziaria diventa una discesa in un sistema parallelo, invisibile, retto da logiche occulte e da un “tribunale del silenzio”.
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La Cassazione su “padre” e “madre” nella carta d’identità dei minori: nulla di sconvolgente
Ampio risalto è stato dato, nei mezzi d’informazione, alla recente sentenza della Cassazione civile n. 9216/2025, depositata l’8 aprile u.s., con la quale è stato respinto il ricorso del Ministero dell’interno avverso la decisione della corte d’appello di Roma di disapplicare, per ritenuta illegittimità, il decreto ministeriale del 31 gennaio 2019 che imponeva l’indicazione, nelle carte d’identità rilasciate a minori e valide per l’espatrio, dei nomi dei genitori quali “padre” e “madre” e non, invece, genericamente, come “genitori”. Nei commenti, tanto favorevoli quanto contrari a tale decisione, si è dato generalmente per scontato che essa avrebbe comportato la perdita di efficacia del suddetto decreto ministeriale, con conseguente obbligo, d’ora in avanti, per le autorità preposte al rilascio dei documenti in questione, di omettere in ogni caso le diciture “padre” e “madre” per sostituirle con quella di “genitori”. Ma non sembra affatto potersi dire che le cose stiano effettivamente in questi termini.
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