Il vuoto della “dolce vita”: sacro, profano e nichilismo in Fellini

Il vuoto della “dolce vita”: sacro, profano e nichilismo in Fellini

La Dolce Vita (1960) di Federico Fellini è un film che va oltre la narrazione cinematografica, proponendo una riflessione filosofica sulla modernità, la crisi della fede cristiana e il nichilismo. Ambientato nella Roma del boom economico postbellico, il film segue Marcello Rubini, giornalista mondano e osservatore del vuoto spirituale del suo tempo. Attraverso simboli, allegorie e incontri con figure femminili e intellettuali, Fellini mostra un mondo in cui il piacere, l’apparenza e la mondanità sostituiscono il senso e il sacro, rivelando la fragilità morale dell’uomo contemporaneo.

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Quando il dubbio diventa resa: Eutanasia e svuotamento etico in La grazia di Paolo Sorrentino

Quando il dubbio diventa resa: Eutanasia e svuotamento etico in La grazia di Paolo Sorrentino

Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino sceglie di collocare il tema dell’eutanasia al centro di una narrazione solenne, rarefatta, apparentemente prudente. Mariano De Santis, Presidente della Repubblica giunto alla fine del mandato, è chiamato a firmare una legge che ne legalizzerebbe la pratica, mentre riflette sulla concessione della grazia a due condannati per omicidio e sulla soppressione di un cavallo ormai malato. Tre decisioni, un unico potere: stabilire se una vita possa essere tolta o risparmiata.

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Il bene senza grazia: Cuore e la costruzione di un’etica laica in alternativa al cristianesimo

Il bene senza grazia: Cuore e la costruzione di un’etica laica in alternativa al cristianesimo

Il presente articolo propone una rilettura critica di Cuore di Edmondo De Amicis, interpretandolo come un progetto etico consapevolmente alternativo alla morale cristiana. Attraverso l’analisi della trama, della struttura narrativa e dei modelli di virtù proposti, si sostiene che il romanzo elabori un’idea del bene fondata su disciplina, dovere e perfezionamento morale, in opposizione ai principi cristiani di grazia, perdono e amore incondizionato. Tale concezione si colloca pienamente nell’orizzonte della cultura laica e progressista dell’Ottocento, mostrando forti affinità con la tradizione massonica, intesa come progetto educativo e civile. Cuore emerge così come un catechismo morale senza trascendenza, volto a formare il cittadino piuttosto che il credente.

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