Nota su di un possibile intervento del legislatore italiano in materia di fine vita, dopo le sentenze n. 242 del 2019 e n. 135 del 2024 della Corte Costituzionale

Nota su di un possibile intervento del legislatore italiano in materia di fine vita, dopo le sentenze n. 242 del 2019 e n. 135 del 2024 della Corte Costituzionale

  1. Il diritto alla vita nell’ordinamento italiano

    Il diritto alla vita costituisce il primo dei diritti fondamentali, in quanto presupposto per il godimento di tutti gli altri. Esso appartiene all’insieme dei diritti inviolabili della persona “che occupano nell’ordinamento una posizione, per dir così, privilegiata, in quanto appartengono – per usare l’espressione della sentenza n. 1146 del 1988 – «all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione italiana»”, che “non possono essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali” (Corte cost., sent. n. 35 del 1997). Il diritto alla vita non è solo inviolabile, ma presenta anche i caratteri della indisponibilità e della irrinunciabilità.

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    Giustizia e Vendetta a cavallo: Cavalli Selvaggi di Cormac McCarthy tra Etica e Diritto nel Confine Messicano

    Giustizia e Vendetta a cavallo: Cavalli Selvaggi di Cormac McCarthy tra Etica e Diritto nel Confine Messicano

    Cormac McCarthy, con Cavalli selvaggi (1992), ci trasporta nel mondo aspro e violento della frontiera tra Texas e Messico, esplorando le dinamiche umane in contesti privi di leggi formali e giustizia strutturata. Dal punto di vista giuridico, questo romanzo mette in discussione la natura del diritto e la sua applicazione in territori lontani dall’influenza dello Stato moderno, sollevando interrogativi cruciali sul giusto processo, sulla giustizia privata e sulla legittimità dell’uso della forza.

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    Dipendenze 2.0: come il moderno ridefinisce il concetto di assuefazione

    Dipendenze 2.0: come il moderno ridefinisce il concetto di assuefazione

    Introduzione

    Negli ultimi decenni si è verificata un’evoluzione significativa del concetto di dipendenza. Inizialmente associato all’abuso di alcol e sostanze stupefacenti, oggi il termine comprende una vasta gamma di comportamenti che, pur non essendo correlati all’uso di sostanze, presentano caratteristiche simili alle dipendenze classiche. Le “nuove dipendenze” (o “new addictions”) riguardano comportamenti che, sebbene socialmente accettati, possono compromettere seriamente la qualità della vita degli individui, interferendo con il loro equilibrio psico-sociale.

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