Recovery plan: perché la priorità è la crisi demografica

Recovery plan: perché la priorità è la crisi demografica

Ora, quantomeno, sappiamo a grandi linee qual è il Piano. Parliamo del Recovery Plan, quello che è stato ribattezzato Piano nazionale di ripresa e resilienza. 209 miliardi di euro cui si aggiungeranno altri fondi europei presi da una serie di voci, che porteranno la somma totale sopra i 300 miliardi di euro. Una montagna di soldi, insomma. Soldi che l’Europa concede all’Italia – in gran parte in prestito – ma che saranno messi sulle teste dei nostri figli e nipoti. Obiettivo: favorire e accelerare il cambio di passo e di paradigma del nostro Paese, verso un futuro più roseo e prospero per i suoi abitanti. Proprio su questi, credo, è il caso di porre l’attenzione, analizzando le voci del Piano e le cifre che il Governo ha scelto d’investire su di esse.

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La “tragedia” delle élite contro il popolo, oltre l’assalto a Capitol Hill

La “tragedia” delle élite contro il popolo, oltre l’assalto a Capitol Hill

Nonostante il trascorrere dei giorni, il dibattito su accaduto a Washington il giorno dell’Epifania pare restare inchiodato alla contingenza, condizionato dalle appartenenze politico-culturali, se non proprio da un giudizio di tipo psicologico-morale sugli attori che occupano la scena, quando invece necessita di una valutazione d’insieme. La tragedia in corso è quella delle moderne democrazie liberali occidentali. Come tutte le tragedie, ha un prologo, un parodo (che fa entrare in scena il coro), tanti episodi attraverso i quali si dispiegano le scene, un esodo conclusivo.

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USA, “golpe” o “vaffa-day” nel Columbia district?

USA, “golpe” o “vaffa-day” nel Columbia district?

L’analisi di quanto accaduto due giorni fa a Washington non può limitarsi alla superficie. Riprendendo le lezioni di maestri come Alexis de Tocqueville, José Ortega y Gasset e Johan Huizinga, i sistemi politico-sociali occidentali sono da tempo seduti su un vulcano. I vulcani sono strutture complesse, hanno una parte visibile esterna, e una parte non visibile, interna alla crosta, animata da un lavorio nascosto, che prosegue da migliaia di anni: non visti, si fanno strada i prodotti materiali di quel lavorio, che al verificarsi di una serie di circostanze fuoriescono, con eruzioni che possono essere tranquille (effusive) o esplosive. Le scene dell’occupazione del Congresso USA manifestano l’eruzione di un vulcano, sul quale sono sedute le postmoderne democrazie occidentali: un vulcano che non è diventato attivo dall’inizio della presidenza Trump, men che meno dagli ultimi due agitati mesi della politica americana.

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Persone disabili e studi universitari, difficoltà e proposte

Persone disabili e studi universitari, difficoltà e proposte

1. È facile proclamare l’autodeterminazione in termini politicamente corretti a costo zero; è più difficile garantirla quando – come è nel caso delle persone disabili – essa implica la cooperazione di molti, il sacrificio di tempo e mezzi, la volontà, soprattutto politica, di scelte impopolari che comportino un consistente esborso di denaro, senza vedere nell’immediato il conseguimento di alcun profitto.

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Chi vuole censurare gli insegnamenti di Elio Sgreccia?

Chi vuole censurare gli insegnamenti di Elio Sgreccia?

da Tempi.it 30 dicembre 2010

«Quando tutta la specie umana, meno uno, avesse un’opinione, e quest’uno fosse d’opinione contraria, l’umanità non avrebbe maggior diritto d’imporre silenzio a questa persona, che questa persona, ove lo potesse, d’imporre silenzio all’umanità»: così scriveva John Stuart Mill, ritenuto uno dei padri del pensiero liberale.

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Ecologia ambientale ed ecologia umana, un ordine in pericolo

Ecologia ambientale ed ecologia umana, un ordine in pericolo

Pubblichiamo l’Introduzione di S.E. Mons. Giampaolo Crepaldi al XII Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân (Cantagalli, Siena 2020, pp. 256, euro 16) dal titolo Ambientalismo e globalismo: nuove ideologie politiche, con saggi di Airoma, Casciano (entrambi del Centro studi Rosario Livatino), Battisti, Cascioli, Gagliardi, Giaccio, Molion, Quagliariello. Il Rapporto può essere acquistato scrivendo a info@vanthuanobservatorty.org]. Mons Crepaldi è Arcivescovo di Trieste, fondatore e presidente emerito dell’Osservatorio.

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UE-la resistenza polacca su bilancio europeo e “stato di diritto”

UE-la resistenza polacca su bilancio europeo e “stato di diritto”

  1. L’accordo del 10 dicembre.

L’accordo concluso tra il Consiglio Europeo e i governi di Polonia ed Ungheria del 10 dicembre scorso è il fotogramma più recente di un film che sta andando in onda sugli schermi dell’Unione Europea da molto tempo (cf. https://www.centrostudilivatino.it/recovery-fund-riconosciute-in-parte-le-ragioni-di-ungheria-e-polonia/).

Con riferimento all’accordo da ultimo siglato, che ha consentito di sbloccare l’impasse determinato dal veto di Polonia ed Ungheria all’approvazione del bilancio dell’Unione e all’avvio del piano Next Generation EU, qualcuno ha parlato di un pareggio. Tuttavia, a rimanere nella metafora calcistica, se di pareggio si vuol discorrere, la disparità delle forze in campo rimanda più che ad un match fra Juventus e Real Madrid, a uno scontro fra il Sassuolo e il Bayern Monaco (per rimanere anche nell’ambito geografico dell’attuale presidenza dell’UE). Se poi vale l’antico adagio secondo cui, nel dubbio, è buona regola osservare le reazioni dei nemici, basta leggere i commenti irati e sdegnati di George Soros e, da ultimo, di Vladimiro Zagrebelsky[1], per rubricare l’intesa fra le poche cose positive dell’anno che sta finendo.

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La legione di dictator che guida un Paese in emergenza continua

La legione di dictator che guida un Paese in emergenza continua

Uomini “straordinari”

Articolo di Alfredo Mantovano da Tempi dicembre 2020

Dittatore è oggi un termine dall’accezione negativa: il suo significato corrente corrisponde al capo di un governo assoluto che non rispetta l’ordinamento democratico, dopo aver conquistato il potere con un golpe o con una rivoluzione. Non era così nella prima Roma repubblicana: al dictator si faceva ricorso in casi straordinari di pericolo derivante da nemici esterni o da rivolte; non eletto dalle assemblee popolari, era dictus, cioè nominato, da uno dei consoli, d’intesa con l’altro console e col senato; in coerenza coi pieni poteri a lui conferiti e col carattere eccezionale del suo mandato, quest’ultimo non oltrepassava i sei mesi, o durava un periodo inferiore se in minor tempo egli avesse adempiuto al compito del quale era stato incaricato.

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I carri armati su cui sbanda la giustizia

I carri armati su cui sbanda la giustizia

Il libro “in vece del popolo italiano”: le degenerazioni nella magistratura (e non solo)

di Rosario Tornesello da Quotidiano di Puglia, 13 dicembre 2020

La raccolta di atti ha un’anima divulgativa e perciò si pone come un saggio: gli interventi, legati tra loro, sono una dissertazione sugli sconfinamenti e soprattutto sulle degenerazioni cui negli anni – gli ultimi – è incorsa una parte della magistratura, in fretta osannata e in fretta delegittimata. I tempi di pubblicazione affidano una doppia valenza al lavoro: da un lato, la ricorrenza storica di una data tragica; dall’altro, la concomitanza con la contingenza degli eventi. Entrambi evocativi di una situazione complicata. Il titolo dice tutto e già questo basterebbe: “In vece del popolo italiano”. Un vero e proprio atto di accusa, quello del Centro Studi Giuridici Rosario Livatino, nella pubblicazione curata da Alfredo Mantovano con i contributi di Domenico Airoma, Gian Carlo Blangiardo, Carlo Guarnieri, Giulio Prosperetti, Mauro Ronco, Filippo Vari e dello stesso Mantovano (edizioni Cantagalli). Troppo forte, troppo diretto, troppo attuale – il titolo – per non meritare un approfondimento. Proviamoci.

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Recovery fund: riconosciute (in parte) le ragioni di Ungheria e Polonia

Recovery fund: riconosciute (in parte) le ragioni di Ungheria e Polonia

1. I leader dell’Unione europea hanno raggiunto l’accordo sul Recovery fund e il Next Generation EU: il Consiglio europeo di Bruxelles ha adottato le conclusioni sul Quadro finanziario pluriennale, il bilancio comunitario 2021-2027, e sul meccanismo di condizionalità del c.d. “stato di diritto”, sbloccando i veti ungherese e polacco. Le preoccupazioni espresse da Ungheria e Polonia si appuntavano proprio intorno al progetto di regolamento sul regime di condizionalità per la protezione del bilancio dell’Unione, attraverso il quale – secondo l’ipotesi iniziale – si sarebbe voluto sanzionare il mancato rispetto (da parte degli Stati Membri) di questioni nient’affatto correlate al bilancio europeo (sul punto https://www.centrostudilivatino.it/parlamento-ue-offensiva-per-imporre-lagenda-lgbt-e-abortista/).

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