1. Nel mondo digitale contemporaneo la lotta geopolitica ha quale obiettivo principale i c.d. big data, l’aggregato delle informazioni personali che più o meno consapevolmente ognuno di noi trasmette a mezzo della rete, grazie alla connessione garantita dagli strumenti informatici di cui neppure la famiglia sudcoreana protagonista del film Parasite riesce a fare a meno, benché viva in miseria.
Tornato alla ribalta il tema delle quote rosa in materia di legge elettorale, con esso si ripropone il quesito: quanto serve introdurre ex lege un rilevante numero di donne candidate – fino a quando sarà lecito adoperare il termine “donna”? da quando si dovrà andare davanti al giudice in caso di rifiuto dell’uso del termine “individuo con le mestruazioni” o “individuo con cervice uterina”? – se non si aiutano le donne a superare i veri problemi che limitano il loro pieno realizzarsi nella famiglia, nel lavoro e nella società?
Una scheda di lettura critica in vista del voto del 20 e 21 settembre 2020
1. Nella seduta dell’8 ottobre 2019 la Camera dei Deputati ha approvato in seconda deliberazione, e quindi in via definitiva quanto all’iter parlamentare, la proposta di legge costituzionaleA.C. 1585-B, che prevede la riduzione del numero degli ‘onorevoli’, modificando gli art. 56 e 57 della Costituzione, dagli attuali 630 deputati a 400 e dagli attuali 315 senatori a 200.
Joseph Tritto è presidente del WABT-World Academy of Biomedical Sciences and Technologies) con sede a Parigi, istituzione non governativa fondata sotto l’egida dell’Unesco nel 1997. E’ un medico specializzato in urologia, andrologia, microchirurgia dell’infertilità, professore di microtecnologie e nanotecnologia (Regno Unito e India). Visiting Professor e direttore di Nano Medicina alla Amity University di New Delhi (India), questo in estrema sintesi.
1. Qual è il rapporto tra il diritto e la verità? Questa è la domanda più radicale per ogni giurista. Ulpiano riassumeva il ruolo del giurista nello iustitiam colere, concetto che potrebbe apparire incerto, se inserito nel contesto attuale. Il relativismo giuridico è proposto oggi nel mondo del diritto quale premessa necessaria all’iniziazione giuridica, con l’esplicita rinuncia a individuare un principio primo, ma anzi con l’obiettivo di porre di volta in volta un proprio principio privato che permetterà in seguito di manipolare a piacimento ciò che su di esso verrà costruito[1].
ci rivolgiamo a Voi da esperienze associative e personali di condivisone della sofferenza e del dolore. Per questo pensiamo di essere fra i più sensibili nel voler difendere e valorizzare la vita dei più deboli. E ci schieriamo, perciò, subito a favore di rimedi contro forme di violenza, anche a causa dell’orientamento sessuale, perché la persona è sempre “sacra” e segno di un Destino infinito.
di Mauro Ronco Emerito di Diritto penale nell’Università di Padova
Sommario: 1. La liberalizzazione dei rapporti sessuali tra adulti e minori. 2. L’iniziativa degli intellettuali francesi del 1977. 3. La risposta degli Stati. 4. L’intensificarsi degli abusi sessuali sui minori. 5. Il caso Kentler in Germania. 6. La ricerca della professoressa Teresa Nentwig. 7. La lista di indirizzi per l’emancipazione degli omosessuali, delle lesbiche e dei pedofili. 8. Il sostegno pubblico alla pedofilia. 9. La pseudo-educazione sessuale per la liberazione sessuale dei bambini. 10. I rischi di incontro tra la pseudo-educazione sessuale e la soddisfazione delle tendenze pedofiliache degli adulti. 11. Linee per la prevenzione. 12. Conclusione.
In occasione del primo anniversario della “nascita al cielo” del cardinale Elio Sgreccia, abbiamo chiesto un ricordo alla prof.ssa Maria Luisa Di Pietro, che ne è stata allieva e instancabile collaboratrice. La prof.ssa Di Pietro è Associato di Medicina Legale al Dipartimento Scienze della vita e di Sanità Pubblica e Direttore Centro Ricerca e Studi sulla Salute Procreativa all’Università Cattolica del Sacro Cuore
L’1 giugno 2020 si è tenuto un incontro online organizzato da Federica Picchi, dal titolo “Pandemia giudiziaria: come ristabilire una piena democrazia”. Sono intervenuti Alfredo Mantovano e Stefano Zurlo.
(articolo pubblicato il 2 giugno 2020 sul Quotidiano di Puglia)
Fare il giudice è un mestiere complicato e difficile. Nessun magistrato, pur se con decenni di lavoro alle spalle e diversità di funzioni svolte, può ritenersi onestamente e fino in fondo capace. Ha bisogno di conoscere, e bene, norme sempre più intricate e orientamenti giurisprudenziali che oggi arrivano fino alle Corti europee; di padroneggiare i minimi risvolti del caso concreto che ha di fronte; di essere consapevole che non gli viene chiesto un giudizio su una persona, ma su un fatto specifico che quella persona ha commesso; di affrontare ogni vicenda processuale senza mai utilizzare una soluzione preconfenzionata. Gli servono preparazione, competenza, esperienza, umiltà, senso della realtà; non da ultimo, voglia di lavorare.
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