Mag 23, 2019
Pubblichiamo due articolati commenti alle recenti sentenze della Corte di Cassazione sulla maternità surrogata (sezioni unite civili), a firma del dott. Aldo Vitale, e sulla fecondazione artificiale post mortem (1^sez.civile), prof. Emanuele Bilotti, dopo che nei giorni scorsi abbiamo pubblicato per intero le due pronunce (qui e qui) e alcune prime più sintetiche note. (altro…)
Mag 17, 2019
Un ulteriore passo nella scissione fra natura e diritto
Primi commenti e testo della sentenza della 1^ sez.civ. della Cassazione n. 13.000/19
Sarà la Corte di Appello di Ancona a decidere se la piccola X (omettiamo il nome in ossequio alla privacy) potrà portare il cognome del padre morto quasi un anno e mezzo prima della sua nascita. La bambina è nata in Italia ma è stata concepita in Spagna, dove è consentito usare, nella fecondazione assistita, i gameti di una persona morta, purché abbia dato il suo consenso a farlo, quando era in vita. La legge italiana permette di registrare un nato con il cognome del padre defunto solo se la tempistica tra nascita del bambino e morte del genitore è compatibile con un concepimento con il padre ancora vivo. Il padre di X, consapevole della morte imminente, aveva dato il consenso ad usare i suoi gameti perché sua moglie, una volta vedova, potesse avere un figlio, e così è stato. Ma al momento dell’iscrizione all’anagrafe la legge italiana ha impedito di registrare la neonata con il cognome di suo padre, morto troppo tempo prima.
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Mag 8, 2019
Quel che non può il Comune con la trascrizione può il giudice con l’adozione
La sentenza della Cassazione depositata oggi ha certamente il pregio di ribadire il divieto della maternità surrogata contenuto all’art. 12 della legge 40/2004, di ancorare tale divieto all’ordine pubblico interno, di richiamare il principio della dignità della gestante e di precludere – proprio perché si tratta di una pronuncia delle Sezioni unite civili – ogni improprio aggiramento di tali norme e principi. “Il giudice non può sostituire la propria valutazione”, dice la Suprema Corte, al bilanciamento effettuato dal Parlamento.
Lascia invece a desiderare l’apertura che nella sentenza si trova alla estensione della c.d. stepchild adoption ai casi di maternità surrogata: quel che non è consentito all’ufficiale dello stato civile, cioè il riconoscimento come figlio dei “committenti” del nato da maternità surrogata, parrebbe consentito col ricorso all’adozione da parte degli stessi “committenti”.
Il messaggio che viene dato, ridotto alla sostanza, è che – ferma restando la preclusione in Italia dell’utero in affitto – la coppia che lo desideri può recarsi all’estero per ottenere un bambino da maternità surrogata e poi renderlo proprio giuridicamente attivando la procedura adottiva: un messaggio pilatesco, visto che conduce comunque a un esito di legittimazione, se pure per altra via, della maternità surrogata. Andrebbe poi spiegato alle coppie che attendono da anni un bambino, avendo attivato una procedura di adozione, perché una condotta vietata dalla legge la rende in concreto possibile, mentre per via ordinaria l’adozione resta complicatissima ed eventuale.
Il Parlamento ha bisogno di altro per intervenire con una legge che scongiuri in modo chiaro la pratica dell’utero in affitto?
Mag 6, 2019
La Corte di Cassazione è chiamata a pronunciarsi in ordine alla attribuibilità del cognome del padre alla bambina nata a seguito di crioconservazione, dopo la morte del padre medesimo. Pubblichiamo le conclusioni del Sost. Procuratore Generale della Cassazione cons. Luisa De Renzis, per il rigetto della richiesta, a sua volta formulata dalla madre della minore, perché contiene interessanti considerazioni sul contrasto dell’istanza con la legislazione italiana. Daremo conto dell’esito della pronuncia della Suprema Corte, non appena la sentenza verrà depositata. In ossequio alla normativa vigente, sono oscurati i dati identificativi della vicenda. (altro…)
Giu 6, 2018
Con l’ordinanza nr. 14007, depositata il 31 maggio 2018 – che pubblichiamo a seguire -, la prima sezione civile della Cassazione ha rigettato il ricorso proposto da alcuni sindaci contro la sentenza della Corte d’appello di Napoli che aveva accolto il ricorso di due donne di nazionalità francese unite dapprima da un patto civile di solidarietà (Pacs), e successivamente in matrimonio secondo la legislazione francese del 2013. Le due donne avevano chiesto la trascrizione nei registri dello stato civile partenopei della sentenza francese di adozione – la cosiddetta “stepchild adoption” – dei rispettivi figli avuti con la procedura di inseminazione artificiale. (altro…)
Mag 13, 2017
Pubblichiamo la sentenza della prima sezione della Corte di Cassazione (n. 11504 del 10 maggio 2017) sulle relazioni economiche fra coniugi dopo la separazione e il divorzio, al centro delle attenzioni, mediatiche e non, di questi giorni, insieme con una primo commento dell’avv. Simone Pillon. Cassazionista e mediatore familiare, l’avv. Pillon dirige il consultorio familiare La Dimora di Perugia e fa parte del Centro studi Livatino.
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Ott 3, 2016
Pubblichiamo la sentenza con la quale la Corte di Cassazione conferma l’ordine dato dai giudici di Torino al Comune della stessa città di iscrivere all’anagrafe un bambino quale figlio di due madri. A seguire un primo commento di Alfredo Mantovano, pubblicato da La nuova Bussola Quotidiana, quotidiano on line.
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Giu 27, 2016
Pubblichiamo un primo commento – redatto in esclusiva per questo sito – alla sentenza della 1^ sezione civile della Corte di Cassazione del 22 giugno 2016 in tema di step child adoption, a firma del consigliere Alfredo Ruocco, del Centro studi Livatino.
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