Quella diatriba tra giudici non è solo questione di forma
Articolo di Alfredo mantovano da Libero 11 giugno 2021.
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Articolo di Alfredo mantovano da Libero 11 giugno 2021.
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La possibilità, per la prima volta concreta, di ibridi uomo-scimmia pongono insuperabili problemi non soltanto sul piano etico e filosofico, bensì pure giuridico.
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Articolo di Alfredo Mantovano, da Libero, 4 giugno 2021.
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Dopo gli episodi che hanno fatto emergere casi di affidi illeciti, è stata istituita con la legge n. 107/2020 la Commissione parlamentare incaricata di vigilare sulle attività poste in essere dalle comunità di accoglienza per minori allontanati dalle proprie famiglie in seguito a provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale. Da pochi giorni la Commissione ha iniziato la sua attività: gli operatori del settore auspicano che possa essere l’occasione per superare le difficoltà pratiche che negli anni hanno limitato le potenzialità dell’istituto dell’affido familiare.
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Renato Samek Lodovici è morto ieri a Milano, all’età di 82 anni, quasi 40 anni dopo la morte dell’amato fratello Emanuele, filosofo di straordinario acume. Era nato il 28 aprile del 1939 a Milano, dove ha svolto la sua carriera di magistrato, inizialmente in campo civile, quindi in quello penale, prima come giudice a latere e poi come Presidente di Corte d’Assise, infine come Presidente della sezione GIP del Tribunale.
Uomo integerrimo, grande oratore, giudice specchiato e cristiano, è stato apprezzato per il suo esemplare senso di giustizia e per talune innovative soluzioni giurisprudenziali. Nel settore civile, per esempio, ha giudicato la controversia sul mutato indirizzo politico del Corriere della sera, riconoscendo la clausola di coscienza e la legittimità della risoluzione del contratto, con diritto a indennità, per i giornalisti che l’avevano richiesta.
Ha presieduto processi e maxi processi al terrorismo rosso (per l’omicidio Custrà, per l’omicidio Torregiani, ai G.A.P. ispirati da Feltrinelli, ai brigatisti della Walter Alasia), alla criminalità organizzata (al clan Epaminonda, durante il quale avvenne anche una sparatoria in aula), a Cosa nostra e alla ’Ndrangheta trapiantate al Nord (processo ‘Nord-Sud’, con 133 imputati), e ha vissuto con coraggio lunghi periodi sotto scorta e in grave pericolo.
La sua divisa è stata la discrezione, per non adulterare l’andamento dei dibattimenti: con disappunto dei giornalisti, non ammise le riprese al processo Gucci.
Nel suo studio in Tribunale campeggiavano le parole di Platone, di deplorazione della (oggi clamorosa) trasformazione dei desideri in diritti. In occasione del commiato dal lavoro, di fronte ai colleghi e ai collaboratori, citò Aristotele: “spesso si pensa che la giustizia sia la più importante delle virtù, e che né la stella della sera né la stella del mattino siano altrettanto degne di ammirazione”.
Il Centro studi Rosario Livatino lo ricorda con ammirazione e gratitudine, ed è vicino in questo momento ai suoi familiari.
Terzo tentativo dopo i fallimenti dei ricorsi amministrativo ed europeo.
Articolo di Filippo Vari, Costituzionalista, Università Europea di Roma e vice presidente del Centro Studi Rosario Livatino, pubblicato su Avvenire il 23 maggio 2021.
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La proposta del segretario PD di aumentare l’imposta di successione a beneficio dei diciottenni riapre un dibattito mai sopito circa lo stesso fondamento del tributo: strumento di giustizia sociale o espropriazione forzata da parte dello Stato? Come funziona in Italia? E la misura colpirebbe davvero i privilegiati, che già oggi godono di strumenti efficaci per occultare i loro patrimoni al fisco?
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Dal 1992 al 31 dicembre 2020, 29.452 italiani sono stati sottoposti a ingiusta detenzione: in media, negli ultimi 29 anni in Italia ogni anno 1015 innocenti finiscono in custodia cautelare. Il tutto per una spesa che supera i 794 milioni e 771 mila euro in indennizzi, per una media di poco superiore ai 27.405.915,00 di euro l’anno. Vogliamo discuterne?
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Con la sentenza dello scorso 18 maggio 2021 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, nel caso Valdìs e altri v. Islanda, ha sancito un importante principio di cui si dovrà tener conto nella convulsa e confusa vicenda della legittimità della trascrizione nei registri di stato civile degli atti di nascita stranieri per i nati da maternità surrogata che negli ultimi anni sta animando quasi tutte le corti nazionali.
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Prosegue il dibattito aperto dalle riflessioni del presidente Pietro Dubolino sulle riforme nel rapporto fra P.M. e polizia giudiziaria, seguito dall’intervento del prof. Gaetano Galluccio Mezio, della LUISS, e dal contributo del prof Mauro Ronco: oggi vi è la ragionata replica del pres. Dubolino. Nell’attesa della necessaria riforma dell’ordinamento giudiziario e del CSM, i tempi di realizzazione appaiono tutt’altro che definiti, che cosa si può fare se non eliminare, o quanto meno ridurre, con limitati interventi di tipo chirurgico, il danno prodotto dall’incontrollato potere discrezionale dei pubblici ministeri?
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