GameStop o “game over”? Quale futuro per la rivolta dei “piccoli”?

GameStop o “game over”? Quale futuro per la rivolta dei “piccoli”?

Il più grande rivenditore di videogiochi nuovi e usati nel mondo entra in crisi, ma tutto all’improvviso cambia, e in una trentina di giorni il suo titolo in borsa cresce del 333 per cento: merito di una campagna social, ma non solo. Giovanissimi e inesperti investitori sono entrati a gamba tesa nel cuore della Borsa e in qualche modo hanno sconfitto i vecchi “squali”: è una strada per il futuro?

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TikTok dopo il caso di Palermo: intervento del Garante e prospettive

TikTok dopo il caso di Palermo: intervento del Garante e prospettive

Internet è un’importante risorsa, ma sono sempre più numerosi i rischi per chi naviga in rete senza la dovuta consapevolezza. I minori sono particolarmente esposti ai pericoli dei social network, come è stato confermato dalla recente morte di una bambina di dieci anni a Palermo, che aveva partecipato ad una sfida on line su TikTok. Senza demonizzare la rete, va favorita la “cultura della protezione dei dati personali”, a partire dalla scuola e dalla famiglia.

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La maternità surrogata all’esame delle Sezioni Unite

La maternità surrogata all’esame delle Sezioni Unite

La posta in gioco e le conclusioni del Procuratore Generale

Il 12 gennaio le Sezioni Unite Civili della Cassazione hanno celebrato l’udienza riguardante il riconoscimento dell’adozione legittimante, pronunciata all’estero, in favore di una coppia dello stesso sesso: la vicenda è stata portata all’attenzione del massimo consesso giurisdizionale di legittimità dall’ordinanza della Prima sezione civile della Cassazione, n. 29071 depositata l’11 novembre 2019. Il Sostituto Procuratore Generale dr.ssa Luisa De Renzis ha depositato le proprie conclusioni scritte, inserite in una memoria approfondita e articolata, che pubblichiamo a seguire, finalizzate ad evitare il recepimento di adozioni straniere su base esclusivamente consensualistica. Il Procuratore chiede così tutela dei diritti del minore e della donna, al fine di impedire che adozioni straniere, prive del doveroso previo accertamento sulla adottabilità del minore, divengano lo strumento per far penetrare all’interno del nostro ordinamento la pratica della maternità surrogata, vietata e sanzionata penalmente.

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Social network: chi decide le regole del gioco?

Social network: chi decide le regole del gioco?

1. A seguito delle vicende del 6 gennaio, l’iPhone di Donald Trump è stato reso quasi inutile: potrà effettuare chiamate e scattare foto, ma è tutto. L’ex presidente è stato bandito non solo da Twitter e Facebook, dove aveva un totale di 150 milioni di follower, ma anche da YouTube, Shopify, Stripe, l’app di streaming di videogiochi Twitch e, forse più assurdamente, Spotify: se un Trump abbandonato vuole ballare da solo con “Macho Man”, dovrà comprarne una copia fisica. Trump ha vissuto gli ultimi giorni da presidente USA senza alcuna libertà di parola sui social.

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Vaccini e… vicini: gli inutili sforzi di un’azione giudiziaria

Vaccini e… vicini: gli inutili sforzi di un’azione giudiziaria

di Alfredo Mantovano

Da In Terris, 25 gennaio 2021

Il presidente del Consiglio e il commissario Arcuri prospettano azioni giudiziarie nei confronti di Pfizer e AstraZeneca per il mancato rispetto dei tempi di consegna dei vaccini, di cui sono produttrici, che sta comportando slittamenti nella somministrazione, e la rimodulazione degli accordi con le Regioni. Hanno annunciato di aver incaricato in tale direzione l’Avvocatura dello Stato.

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I social contro Trump e Parler: perché il web ha bisogno di regole

I social contro Trump e Parler: perché il web ha bisogno di regole

Pur abituati a vivere dentro un mondo digitale che ci rende facili una serie di operazioni un tempo impensabili, ogni tanto constatiamo che la rete nasconde dietro di sé insidie e richiede particolari regolamentazioni, e queste ultime subiscono fasi di accelerazione e di rallentamento davanti a eventi eccezionali. A oggi, uno di questi potrebbe essere considerato il caso che ha visto contrapposti l’ex presidente degli USA e un gran numero di piattaforme digitali.

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WhatsApp e privacy: quali rischi per la privacy?

WhatsApp e privacy: quali rischi per la privacy?

In questi giorni si discute molto della possibilità che WhatsApp, modificando unilateralmente le condizioni di utilizzo del servizio, trasferisca a Facebook per fini commerciali i dati dei propri utenti. In Europa, almeno per il momento, questo pericolo sembra scongiurato grazie al GDPR-il Regolamento europeo sui dati personali. Il tema dà comunque l’occasione per mettere in evidenza come i pericoli per la privacy degli utenti che utilizzano WhatsApp sono già esistenti, e sono spesso determinati da una scarsa consapevolezza dei rischi legati alla condivisione dei propri dati.

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Genitore 1 e 2, Lamorgese «si porta avanti col lavoro»

Genitore 1 e 2, Lamorgese «si porta avanti col lavoro»

Da tempi.it di Caterina Giojelli 18 gennaio 2021.

Perché tornare alla versione del 2015? Lo spiega Alfredo Mantovano (c’entra un caso in Cassazione, la stepchild adoption e la surrogata).

Tra le sconclusionate iniziative di questa legislatura e questo governo verrà ricordato anche il ritorno del “genitore 1” e “genitore 2” sulla carta di identità dei minori di 14 anni  o sui moduli di iscrizione a scuola, stabilito dal Viminale. In piena crisi di governo, emergenza sanitaria con l’economia al collasso e le classi vuote, il ministro Luciana Lamorgese ha cancellato un altro lascito dell’era Salvini (quando si tornò a chiamarli “madre” e “padre”) e reintroduce il burocratese caro al governo Renzi e alle famiglie arcobaleno. Questo, ha spiegato il ministro alla question time del 13 gennaio, “per garantire conformità al quadro normativo introdotto dal regolamento UE e per superare le problematiche applicative segnalate dal Garante della privacy” sul decreto del 2019. Cosa significhi Tempi lo ha chiesto ad Alfredo Mantovano, magistrato e vicepresidente del Centro studi Livatino.

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