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Proroga dell’emergenza: dallo stato di necessità a una necessità dello Stato?

Proroga dell’emergenza: dallo stato di necessità a una necessità dello Stato?

1. Nei mesi trascorsi di forzata permanenza domiciliare, causata dallo scatenarsi della pandemia, con l’affievolimento di i taluni diritti fondamentali a causa della legislazione emergenziale, abbiamo constatato che lo stato di eccezione può perdere il suo connotato di eccezionalità e capovolgersi nel suo contrario: la regola può cioè da misura eccezionale convertirsi in misura “ordinaria”[1]. La protrazione della dichiarazione dello stato di emergenza va in tale direzione.

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Covid-19 e mercato della droga: che cosa è cambiato

Covid-19 e mercato della droga: che cosa è cambiato

L’EMCDDA-European Monitoring Centre for Drug Addiction e l’Europol, Agenzia dell’Unione europea per la lotta al crimine, hanno redatto uno studio sull’impatto della pandemia da Covid-19 sul mercato della droga in 22 paesi europei, esclusi Italia, Germania e Regno Unito: pur trattandosi di assenze non di poco conto, le conclusioni appaiono comunque interessanti (https://www.emcdda.europa.eu/publications/joint-publications/eu-drug-markets-impact-of-covid-19_en).

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La mappa giudiziaria come l’abito di Arlecchino

La mappa giudiziaria come l’abito di Arlecchino

1. La prolungata sospensione delle attività giudiziarie, dichiarata inizialmente con atto amministrativo (dpcm) e confermata dal decreto legge n. 18 del 17/03/2020, era stata protratta dalla legge di conversione n. 27 del 24/04/2020 fino al 31 luglio: con essa, nel confermare le modalità di trattazione dei (pochi) processi celebrabili durante tale periodo, nella forma scritta quelli civili e amministrativi, del collegamento da remoto quelli penali, si dava delega ai capi dei singoli uffici giudiziari per intervenire nell’articolazione pratica di tali modalità. Questo in ragione delle peculiarità dei singoli Tribunali, in coerenza col legittimo intento di adeguare l’esercizio della giurisdizione alla prevenzione del contagio pandemico.

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I professionisti: dimenticati dal D.L. rilancio

I professionisti: dimenticati dal D.L. rilancio

1. Col provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 10 giugno 2020, dallo scorso 15 giugno gli aventi diritto possono chiedere il contributo a fondo perduto previsto dall’art. 25 del decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 (c.d. “decreto rilancio”) a favore delle imprese e delle partite Iva colpite dalle conseguenze economiche del lockdown. Come è noto, il beneficio consiste nella possibilità di ricevere una somma di denaro, pari a una percentuale calcolata sulla differenza fra il fatturato ed i corrispettivi del mese di aprile 2020 e il valore corrispondente del mese di aprile 2019. Per beneficiare del contributo devono essere soddisfatti due requisiti: il primo consiste nell’aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro; il secondo è che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’analogo ammontare del mese di aprile 2019. Con due eccezioni: il primo relativo al soggetto interessato che abbia avviato la propria attività a partire dal 1° gennaio 2019 (il contributo spetta a prescindere dal calo del fatturato); il secondo relativo ai soggetti con domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), ancora in emergenza al 31 gennaio 2020 (dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus).

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Basta accuse reciproche, costruire una reale prevenzione

Basta accuse reciproche, costruire una reale prevenzione

1. La narrazione manzoniana della peste di Milano. – Alessandro Manzoni dedica due capitoli del suo capolavoro al flagello della peste che nel 1630 sconvolse la Città di Milano riducendo la popolazione da più di duecentomila abitanti a circa sessantacinquemila.

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Cerimonie religiose: un caso sconcertante di vessazione amministrativa

Cerimonie religiose: un caso sconcertante di vessazione amministrativa

1. Le misure limitative delle libertà fondamentali durante la pandemia. – Le misure assunte dal Governo a partire dal D.L. 25 marzo 2020 n. 19 (Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19) per contrastare e contenere la diffusione del virus hanno limitato la libertà religiosa, nonché gli altri diritti fondamentali costituzionalmente protetti in modo particolarmente invasivo tale da stridere con i princìpi dello Stato di diritto.

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Ammortizzatori sociali: uscire dal labirinto – 2

Ammortizzatori sociali: uscire dal labirinto – 2

1.Il filo conduttore che lega gran parte degli interventi pubblicati su questo sito è fare attenzione a che provvedimenti varati in situazione d’emergenza non sopravvivano – nel merito e nel metodo – alla sua conclusione; che cioè il provvisorio non diventi stabile, e l’eccezionale non si stabilizzi in ordinario. Ma in tema di ammortizzatori sociali è necessario che la consapevolezza riemersa in fase emergenziale non venga abbandonata, bensì stimoli interventi che proseguano nella direzione intrapresa, nella prospettiva di una profonda riforma di un sistema del quale ieri si sono sintetizzate la complessità e la disomogeneità.

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