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Il “5 maggio” della Corte cost. tedesca: “ei fu” per l’UE? – 1

Il “5 maggio” della Corte cost. tedesca: “ei fu” per l’UE? – 1

Torno sulla sentenza della Corte Costituzionale tedesca del 5 maggio, per la sua obiettiva importanza, al fine di dare conto dei passaggi giuridici che hanno condotto non solo e non tanto alla sostanziale pronuncia di non conformità del QE– quantitative easing della BCE–Banca Centrale Europea alla legge fondamentale della Repubblica di Germania, quanto alla rivendicata legittimazione del giudice delle leggi dello Stato nazionale ad andare in contrario avviso a quanto statuito dalla CJEU -Corte europea di Giustizia di Lussemburgo, e quindi a compromettere il primato del diritto dell’UE su quello interno.

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DL “rilancio” e smart working: conferma di una indebita ingerenza nell’organizzazione delle imprese

DL “rilancio” e smart working: conferma di una indebita ingerenza nell’organizzazione delle imprese

Finalmente è stata diffusa nei giorni scorsi la bozza dell’ex Decreto Aprile, poi diventato Decreto Maggio e, da ultimo, ribattezzato Decreto Rilancio nel tentativo di fornire aiuto e sostegno a famiglie, lavoratori ed imprese che, a seguito di mesi di lockdown dovuti all’imprescindibile tutela del diritto alla propria salute, si accingono a superare un’ulteriore crisi, questa volta sul piano economico.

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Turismo: imporre i voucher viola i diritti del consumatore?

Turismo: imporre i voucher viola i diritti del consumatore?

Poiché, come tutti abbiamo sperimentato, per fronteggiare l’emergenza Covid-19 è stata limitata la libertà di movimento dei soggetti e, conseguentemente, la loro possibilità di viaggiare e di fruire di offerte di turismo nel periodo coperto dalle misure di contenimento, prima di analizzare le disposizioni emanate in ragione della situazione di pandemia, è necessario sintetizzare la normativa della risoluzione per impossibilità sopravvenuta dei c.d. pacchetti turistici[1].

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Il parere del Comitato Nazionale di Bioetica su pandemia e risorse disponibili

Il parere del Comitato Nazionale di Bioetica su pandemia e risorse disponibili

Con il parere del 15 aprile 2020, “Covid 19: la decisione clinica in condizioni di carenza di risorse e il criterio del “triage in emergenza pandemica”, il Comitato Nazionale di Bioetica è intervenuto sul tema della possibile selezione per l’accesso alle cure di terapia intensiva e rianimazione in una fase di emergenza come quella in corso. Il documento merita particolare attenzione per più ragioni.

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APP, lost in D.L.

APP, lost in D.L.

Non ho alcuna conoscenza in tema di app. Mi interessa, e non poco, l’uso dell’app al fine di prevenire i contagi Covid-19. Seguo fino a un certo punto le polemiche quotidiane sull’individuazione del gestore, sulla sua affidabilità, sulla difficile interlocuzione fra il Governo, in particolare il ministro dell’Innovazione, e il Parlamento, in particolare il Copasir. Tuttavia, poiché il lavoro che svolgo è applicare norme di legge a vicende concrete controverse, ho provato a studiare la prima norma avente forza di legge che dalla dichiarazione dello stato di emergenza disciplina il “sistema di allerta Covid-19”: quella dell’art. 6 del decreto legge n. 28 del 30 aprile 2020. La riporto per intero alla fine di questa nota, sì che chiunque lo desideri, senza perdere tempo a cercarla, potrà verificare se gli interrogativi che seguono siano corretti, oppure no.

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Scuole paritarie: a rischio la tenuta del sistema di istruzione

Scuole paritarie: a rischio la tenuta del sistema di istruzione

1. A vent’anni di distanza dall’approvazione della legge n. 62/2000, che ha sancito l’appartenenza delle scuole paritarie al sistema nazionale di istruzione e ne ha riconosciuto il ruolo all’interno del servizio pubblico, si leva da più voci un grido di allarme per scongiurarne la crisi incombente. Il decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, il cosiddetto “Cura Italia”, convertito nella legge n. 27 del 24 aprile 2020, che rappresenta il primo tra i provvedimenti aventi forza di legge con i quali è stato dato inizio alla c.d. Fase 2 della emergenza COVID-19, nulla ha previsto a sostegno delle scuole paritarie, nonostante i tentativi di taluni gruppi parlamentari, all’infuori di poche risorse destinate alla pulizia dei locali e all’acquisto di dispositivi  di  protezione  e igiene personali.

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Appalti e contratti pubblici: come farli funzionare nonostante la pandemia

Appalti e contratti pubblici: come farli funzionare nonostante la pandemia

1. Nel Titolo V del decreto legge 17 marzo 2020 n.18 c.d. Cura Italia talune norme intervengono sulla disciplina dei contratti pubblici di lavori, forniture e servizi, contenuta nel decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 (il Codice dei contratti pubblici) e successive modifiche. Quest’ultimo, insieme col D.L. n. 18 permettono di gestire le procedure di affidamento e l’esecuzione dei contratti anche in questo periodo difficile, e essi mettono a disposizione degli enti coinvolti nell’emergenza gli strumenti per procedere celermente all’acquisto degli strumenti necessari a fronteggiarla: siano essi macchinari, attrezzature e dispositivi che le amministrazioni sanitarie devono acquisire per il trattamento dei malati (es. device per la terapia intensiva) o per proteggere gli operatori sanitari, ma anche prodotti e servizi che qualsiasi P.A. ha la necessità di acquisire per prevenire la diffusione del contagio tra dipendenti e utenti (es. servizi di sanificazione straordinaria degli ambienti, mascherine, igienizzanti) e supportare adeguatamente la cittadinanza (es. strumenti informativi, servizi ad hoc per le fasce più a rischio).

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Scuola: perché l’informatica non è “la” soluzione

Scuola: perché l’informatica non è “la” soluzione

1. Uno dei primi risvolti del distanziamento sociale imposto dal coronavirus è stata la sospensione della didattica tradizionale nelle scuole di ogni ordine e grado: un risvolto prioritario, non soltanto in termini temporali, oggetto di uno dei primi decreti del periodo dell’emergenza, ma anche sul piano dei valori.   

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Il fondamentale diritto dei fedeli ai sacramenti

Il fondamentale diritto dei fedeli ai sacramenti

  1. In questo periodo abbiamo assistito e stiamo tuttora assistendo ad una grave lesione della libertà di culto da parte dell’autorità statale. Le problematiche legate a tali compressioni non scaturiscono peraltro dalle disposizioni adottate con l’ultimo DPCM, ma erano presenti nella cosiddetta ‘fase 1’: il conflitto giuridico comunque sussistente non si è mai tradotto in un effettivo scontro istituzionale grazie all’adesione dei Vescovi italiani ai criteri decisi dal governo e volti al contenimento dell’epidemia, i quali – come ribadiva la CEI il 12 marzo – avevano portato alla conseguenza della sospensione delle celebrazioni pubbliche «non perché lo Stato ce lo imponga, ma per un senso di appartenenza alla famiglia umana, esposta a un virus di cui ancora non conosciamo la natura né la propagazione».
    La criticità nell’ammettere le limitazioni imposte a questo riguardo, riproposte e anzi ampliate nei decreti che si sono succeduti, trovano infatti una duplice ragion d’essere nelle tutele sancite tanto sul piano costituzionale – corroborate dagli analoghi riconoscimenti in ambito sovranazionale – proprio in virtù della qualifica dello Stato come laico, quanto dalla dimensione concordataria. Com’è noto, le prime si sostanziano principalmente nelle estrinsecazioni del diritto riconosciuto a ciascuno dall’art. 19 Cost. di esercitare liberamente il culto in qualsiasi forma (individuale o associata, privata o pubblica); principio cui fa eco il secondo paragrafo dell’art. 9 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, disponendo che la libertà di manifestare la propria religione non possa essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge (da rimarcare) e che costituiscono misure indispensabili alla protezione di beni di rango primario, come in questo caso la salute pubblica: le misure assunte in questo senso, come confermato dalla costante giurisprudenza della relativa Corte, non sono aprioristicamente giustificate tout court dal ricorrere di una situazione di necessità, ma devono necessariamente rispondere a un principio di proporzionalità tra le modalità con cui si concretizza quest’ultima e le effettive limitazioni imposte alla libertà religiosa.
    Le seconde discendono invece dal principio, espresso con identica formulazione all’art. 7 Cost. e all’art. 1 del Concordato del 1984, secondo cui «lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani». L’articolo successivo del medesimo Accordo soprattutto stabilisce, alla luce di tale premessa, che «la Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione», e assicura di conseguenza «alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica»: un riconoscimento che riporta al dettato dei canoni 834 e 838 del Codex Iuris Canonici del 1983, i quali ricordano come la Chiesa adempia la funzione di santificare in modo peculiare mediante la sacra liturgia, la cui regolazione dipende unicamente dall’autorità della Chiesa stessa, alla Sede Apostolica e, nei limiti della propria competenza con riferimento alla Chiesa particolare che gli è affidata, al Vescovo diocesano.

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Carceri: l’emergenza dell’emergenza. Altro che scontro Bonafede-Di Matteo

Carceri: l’emergenza dell’emergenza. Altro che scontro Bonafede-Di Matteo

Riprendiamo dall’Osservatorio internazionale Van Thuan sulla Dottrina sociale della Chiesa, pubblicato ieri 6 maggio

Sarebbe riduttivo leggere la diatriba fra il ministro della Giustizia e l’ex P.M. Di Matteo decontestualizzandola da quella che fin dall’inizio della pandemia si è manifestata come l’emergenza nell’emergenza: e cioè la tragica situazione del sistema penitenziario italiano. Per il quale, come per ogni altro settore della nostra vita istituzionale, Covid-19 non ha fatto emergere problemi nuovi, bensì ha radicalizzato ed enfatizzato questioni che si trascinano da anni. Il peggio che può accadere è che, dopo che il Guardasigilli ha riferito in Parlamento e l’attuale componente togato del CSM sarà rientrato in sé stesso, la vicenda carceri riprenda a essere marginale, nonostante quello che ha manifestato negli ultimi due mesi. Ripercorriamoli in ordine cronologico. (altro…)

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