Nota su di un possibile intervento del legislatore italiano in materia di fine vita, dopo le sentenze n. 242 del 2019 e n. 135 del 2024 della Corte Costituzionale

Nota su di un possibile intervento del legislatore italiano in materia di fine vita, dopo le sentenze n. 242 del 2019 e n. 135 del 2024 della Corte Costituzionale

  1. Il diritto alla vita nell’ordinamento italiano

    Il diritto alla vita costituisce il primo dei diritti fondamentali, in quanto presupposto per il godimento di tutti gli altri. Esso appartiene all’insieme dei diritti inviolabili della persona “che occupano nell’ordinamento una posizione, per dir così, privilegiata, in quanto appartengono – per usare l’espressione della sentenza n. 1146 del 1988 – «all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione italiana»”, che “non possono essere sovvertiti o modificati nel loro contenuto essenziale neppure da leggi di revisione costituzionale o da altre leggi costituzionali” (Corte cost., sent. n. 35 del 1997). Il diritto alla vita non è solo inviolabile, ma presenta anche i caratteri della indisponibilità e della irrinunciabilità.

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    Regioni e suicidio assistito: un connubio impossibile

    Regioni e suicidio assistito: un connubio impossibile

    Audizione del prof. Carmelo Leotta in II Commissione Salute e Sicurezza Sociale del Consiglio Regionale – Assemblea legislativa della Liguria sulla P.D.L. di iniziativa dei Consiglieri Pastorino, Tosi, Ugolini, Natale, Ioculano, Garibaldi Luca, Sanna, Arboscello, Sansa, Candia, Centi: “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019”

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    Caso Englaro: una condanna o un avvertimento?

    Caso Englaro: una condanna o un avvertimento?

    La condanna dell’ex direttore generale della Sanità della Lombardia, colpevole di aver causato un danno alle finanze regionali per non aver staccato la spina ad Eluana Englaro, più che una condanna sembra un avvertimento diretto a stabilire le priorità di chi gestisce la spesa sanitaria.

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    Il Centro Studi Livatino deposita l’Opinione, come Amicus Curiae, nel giudizio di costituzionalità sull’art. 580 c.p.

    Il Centro Studi Livatino deposita l’Opinione, come Amicus Curiae, nel giudizio di costituzionalità sull’art. 580 c.p.

    In G.U. 13 marzo 2024 è stata pubblicata l’ordinanza del 17 gennaio 2024 del Tribunale di Firenze (Sez. Gip), con cui è sollevata q.l.c.«dell’art. 580 c.p., come modificato dalla sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale, nella parte in cui richiede che la non punibilità di chi agevola l’altrui suicidio sia subordinata alla circostanza che l’aiuto sia prestato a una persona “tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale”, per contrasto con gli artt. 2, 3, 13, 32 e 117 Cost., quest’ultimo in riferimento agli artt. 8 e 14 della Convenzione EDU».

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    Regioni e suicidio assistito: un connubio impossibile

    Stop del Consiglio regionale del Piemonte alla legge sul suicidio assistito

    Con Comunicato diffuso il 21 marzo 2024, il Consiglio Regionale della Regione Piemonte ha reso noto che con 23 sì, 12 no, un astenuto e un non votante il Consiglio regionale piemontese ha approvato la pregiudiziale di costituzionalità posta dal presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia alla Proposta di legge di iniziativa popolare in tema n. 295 su procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza della Corte costituzionale 242/2019, che non è stata quindi discussa.

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