Il Centro Studi Rosario Livatino al prossimo Meeting di Rimini
Il Centro Studi Livatino parteciperà, per la prima volta, al Meeting di Rimini che si svolgerà dal 20 al 25 agosto.
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Il Centro Studi Livatino parteciperà, per la prima volta, al Meeting di Rimini che si svolgerà dal 20 al 25 agosto.
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Ieri, 10 gennaio 2023, ha fatto ritorno alla casa del Padre il card. George Pell. Il suo cuore non ha retto, dopo un intervento chirurgico all’anca. Ripubblichiamo di seguito un articolo del prof. avv. Mauro Ronco, emerito di Diritto penale dell’Università di Padova e presidente del Centro Studi Livatino, scritto all’indomani del proscioglimento del prelato dall’accusa per un reato gravissimo.
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Anticipiamo dal n. 2/2020 della rivista L-Jus, che sarà pubblicata entro dicembre, il saggio del prof. Mauro Ronco, presidente del Centro Studi Livatino: una riflessione di quadro sulla sicurezza e sull’ordine pubblico, importante in sé e di particolare attualità per le non poche efferate vicende poste all’attenzione dalla cronaca quotidiana.
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1. La scansione dei provvedimenti è nota:
I- Un salvataggio nel mare Mediterraneo. È il mese di luglio 2018. Il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo di Roma (MRCC) riceve una telefonata da un’utenza libica che annuncia la partenza di un barcone in legno dalla costa libica di Zwara con a bordo circa 60 persone. MRCC ne dà comunicazione alla Guardia Costiera libica (LNCG). Alle 15.18 del medesimo 8 luglio il rimorchiatore Vos Thalassa, battente bandiera italiana, impiegato in attività di supporto a una piattaforma petrolifera libica, comunica di aver effettuato un soccorso di circa 65 migranti presenti a bordo di un piccolo natante in legno in procinto di affondare. MRCC Roma, in assenza di riscontro da parte dell’autorità libica, invita il comandante del rimorchiatore a fare rotta verso Lampedusa. Alle ore 22 Vos Thalassa riferisce a MRCC di aver ricevuto ordine dalla Guardia Costiera libica (LNGC) – competente per la zona in cui era avvenuto il salvataggio – di dirigersi verso la costa africana al fine di effettuare il trasbordo dei migranti su una motovedetta libica. Il comandante di Vos Thalassa dirige la rotta a sud verso il punto d’incontro indicato dall’autorità libica. Alle ore 23.34 il comandante del Vos Thalassa richiede a MRCC l’immediato invio di un’unità militare italiana comunicando una grave situazione di pericolo per l’equipaggio, poiché era stato fatto oggetto di minacce e violenze da parte dei migranti soccorsi.
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Quando fu approvata la legge 194, il tenore letterale dei suoi articoli e gli intenti dei suoi promotori individuavano nell’intervento abortivo l’extrema ratio: si sarebbe proceduto a esso solo se la fase della prevenzione/dissuasione non fosse riuscita a far recedere la gestante dall’ivg grazie alla prospettazione da parte del medico o del consultorio di “concrete alternative all’aborto”.
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Con le nuove indicazioni ministeriali sull’aborto farmacologico si conclude un percorso iniziato nel 1978, quando fu approvata la legge che legalizzò l’aborto in Italia. Ora nel nostro paese è definitivamente diventato un esclusivo problema delle donne, che fa parte del novero delle scelte personali come lo è un qualsiasi atto medico, senza alcuna valutazione dell’evento in quanto tale, e che riguarda il Servizio Sanitario Nazionale solo se la situazione precipita dal punto di vista clinico e la donna deve recarsi urgentemente in ospedale per evitare il peggio.
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1. Nella seduta dell’8 ottobre 2019 la Camera dei Deputati ha approvato in seconda deliberazione, e quindi in via definitiva quanto all’iter parlamentare, la proposta di legge costituzionale A.C. 1585-B, che prevede la riduzione del numero degli ‘onorevoli’, modificando gli art. 56 e 57 della Costituzione, dagli attuali 630 deputati a 400 e dagli attuali 315 senatori a 200.
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Oggi la Commissione Giustizia della Camera dei Deputati avvia l’esame del testo unificato Zan in tema di contrasto alla omo-transfobia (sul quale https://www.centrostudilivatino.it/testo-unificato-zan-anti-omotransfobia-perche-e-liberticida-e-discriminatorio/): un articolato controverso, che provoca preoccupazioni e dissensi. L’art. 7 di esso prevede al co. 1 che “Il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità, di cui all’articolo 19, comma 3, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, è incrementato di 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020, al fine di finanziare politiche per la prevenzione e il contrasto della violenza per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere e per il sostegno delle vittime”. Fra esse, al co. 2, “un programma per la realizzazione in tutto il territorio nazionale di centri contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere”. L’art. 9 spiega che “Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 7, comma 1, pari a 4 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190”.
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L’on. Zan, relatore delle p.d.l. contro la omotransfobia ha depositato in Commissione Giustizia alla Camera, il testo unificato, che sarà oggetto di discussione e di esame nei prossimi giorni: pubblichiamo una scheda di lettura critica dell’articolato, che costituisce una sorta di appendice del volume OMOFOBI PER LEGGE? Colpevoli per non aver commesso il fatto (a cura di A. Mantovano- contributi di Farri, Airoma, Ronco, Leotta, Cavallo e Respinti), Cantagalli, Siena 2020. Il volume sarà presentato domani a Roma.
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