La registrazione di figli di coppie omogenitoriali: un caso ancora aperto

La registrazione di figli di coppie omogenitoriali: un caso ancora aperto

Il sindaco di Milano decise unilateralmente la scorsa estate di dare il via alla registrazione degli atti di nascita dei figli “di coppie omogenitoriali”. Il prefetto di Milano in questi giorni ha interpellato il Ministero degli Interni sulla questione. Si ricorda che non può essere trascritto nei registri dello stato civile italiano il provvedimento di un Giudice straniero con cui è stato accertato il rapporto di filiazione tra un minore nato all’estero mediante il ricorso alla maternità surrogata ed un soggetto che non abbia con lo stesso alcun rapporto biologico (c.d. genitore d’intenzione).

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Genitorietà “intenzionale” nelle coppie omosessuali: le ragioni del “no”

Genitorietà “intenzionale” nelle coppie omosessuali: le ragioni del “no”

1.  Con la recentissima sentenza n. 38162, depositata il 30 dicembre 2022, la Corte di cassazione, a sezioni unite, ha ribadito un principio già affermato con la precedente sentenza n. 12193 del 2019, pure pronunciata a sezioni unite. Il principio è quello secondo cui non è trascrivibile nei registri di stato civile italiani, in quanto contrario all’ordine pubblico per via del  divieto della pratica c.d. di “maternità surrogata”, penalmente sanzionato dall’art. 12, comma 6, della legge n. 40/2004, il provvedimento dell’autorità giudiziaria di un paese straniero che, nel caso di un bambino partorito da una donna nella quale era stato impiantato un ovulo fecondato con materiale genetico prodotto da uno dei due componenti di una coppia omosessuale, abbia riconosciuto l’esistenza di un rapporto di filiazione anche con l’altro componente, quale genitore c.d. “intenzionale”. In siffatta ipotesi, secondo la Corte, il pur apprezzabile interesse del bambino al riconoscimento di detto rapporto, non può prevalere su quello perseguito dalla norma penale, il cui intento è quello di scoraggiare nel modo più efficace possibile il ricorso ad una pratica che, come affermato anche dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 272/2017, “ offende in modo intollerabile la dignità della donna e mina nel profondo le relazioni umane”. L’interesse del bambino, peraltro, sarebbe ugualmente salvaguardato mediante il possibile ricorso, da parte del genitore “intenzionale”, all’istituto dell’adozione in casi particolari, quale previsto dall’art. 44, comma 1, lett. d), della legge n. 184/1983.

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Il Tribunale di Arezzo applica la legge e dice no all’indicazione di due mamme sull’atto di nascita

Il Tribunale di Arezzo applica la legge e dice no all’indicazione di due mamme sull’atto di nascita

Sull’atto di nascita può essere indicato soltanto il nome di una madre, ossia di colei che ha partorito il figlio: è quanto di recente ha affermato il Tribunale di Arezzo a conclusione di un giudizio avviato da due donne ed avente ad oggetto la richiesta di estendere ad entrambe lo status di madre dei due gemelli nati in Italia a seguito di fecondazione eterologa eseguita in Spagna.

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Carriera alias e tutela dei minori

Carriera alias e tutela dei minori

In alcune scuole italiane è stata attivata la carriera alias, una procedura non prevista dalla legge né autorizzata dalle autorità competenti, che consente ai minori di far sostituire il proprio nome con un nome di elezione sui documenti scolastici e sui registri, senza necessità di allegare alla domanda documentazione medica o psicologica. Promossa come strumento di tutela dei minori, presenta tuttavia, ad un’attenta analisi diverse criticità, sia con riferimento al rispetto della normativa in materia scolastica, sia con riferimento ai principi che debbono sempre orientare le scelte in materia di minori. Più precisamente il rischio è che la carriera alias possa rafforzare negli adolescenti più fragili l’intenzione di intraprendere percorsi di mutamento del genere e di esercitare quindi, seppur indirettamente, una forma di pressione psicologica.

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Il curatore speciale del minore dopo la riforma

Il curatore speciale del minore dopo la riforma

La riforma del processo civile ha dato risalto alla figura del curatore speciale del minore, in attuazione di quanto previsto dalle convenzioni internazionali in materia. Diversi sono tuttavia i quesiti che sono già stati sollevati e che riguardano i poteri, la responsabilità e, soprattutto, la formazione di questa nuova figura di professionista.

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Allarme per la dispersione scolastica in Italia

Allarme per la dispersione scolastica in Italia

La dispersione scolastica è un problema grave e dovrebbe interessare tutti: il precoce abbandono degli studi e l’insufficiente preparazione dei giovani all’esito del percorso di formazione hanno ripercussioni negative sull’intera collettività, sia in termini di maggiori costi sociali – si pensi alle risorse per il sostegno di coloro che non riescono a trovare lavoro e a quelle per fronteggiare la criminalità -, sia in termini di mancato benessere dovuto all’emarginazione sociale e al disagio connessi a una inadeguata formazione.

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Mancato riconoscimento del perdono giudiziale e obbligo di motivazione

Mancato riconoscimento del perdono giudiziale e obbligo di motivazione

Con la sentenza della Sez. 2 pen., 22 aprile 2022 n. 26025, depositata il 6 luglio, i giudici di legittimità hanno annullato con rinvio il provvedimento della Corte di Appello di Caltanissetta-sezione minorenni, che aveva confermato la decisione del Tribunale per i minori in relazione a reati di estorsione commessi dal minore. Il principio in diritto affermato, in coerenza col favor minoris che permea il processo minorile, qualora sussistano i presupposti del perdono giudiziale, è che il giudice deve dar conto delle ragioni della mancata concessione del beneficio.

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Registro della bigenitorialità: buone intenzioni, esiti dubbi

Registro della bigenitorialità: buone intenzioni, esiti dubbi

Negli ultimi anni in alcuni Comuni italiani è stato adottato il c.d. “Registro della bigenitorialità”, con lo scopo di dare attuazione pratica al principio di bigenitorialità sancito dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989. È positivo il fatto che si sia voluto dare una risposta alle domande di aiuto di genitori separati, che lamentano difficoltà nell’avere informazioni riguardo ai figli a causa della mancata collaborazione da parte dei genitori collocatari. Ma una verifica oggettiva, che vada oltre le intenzioni, fa dubitare che il registro sia uno strumento adeguato alla effettiva tutela dei minori.

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La Cassazione su maltrattamenti in famiglia e presenza del minore

La Cassazione su maltrattamenti in famiglia e presenza del minore

Con la sentenza n. 21024/2022 (Sez. 3 pen., 28 aprile 2022, rv. 18523), depositata il 30 maggio, la Corte di Cassazione respinge il ricorso di uomo che aveva maltrattato la compagna davanti al loro figlio minorenne. Quello che rileva è la eadem ratio degli episodi di maltrattamento realizzati “in presenza” o “in danno” del minore.

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