CENTRO STUDI ROSARIO LIVATINO
ULTIMI ARTICOLI
3° Festival dell'”Umano Tutto Intero”, organizzato dal network Ditelo sui Tetti, a Roma nelle giornate del 16 e 17 giugno
A Roma il 16-17 giugno la terza edizione del Festival dell’Umano Tutto Intero: quale idea di uomo vogliamo custodire? Dialogo, cultura e antropologia a confronto.3° Festival dell'”Umano Tutto Intero”, organizzato dal network Ditelo sui Tetti, a Roma nelle giornate del 16 e 17 giugno
“Scudo penale”? Sì, ma non così
Non convince la soluzione proposta ma un’altra sarebbe possibile.
Separare le carriere, separare le favole
Riforma della giustizia: tre favole da sfatare su CSM e separazione delle carriere. Scopri come cambia l’autogoverno dei magistrati e il ruolo del sorteggio.
Il vuoto della “dolce vita”: sacro, profano e nichilismo in Fellini
La Dolce Vita (1960) di Federico Fellini è un film che va oltre la narrazione cinematografica, proponendo una riflessione filosofica sulla modernità, la crisi della fede cristiana e il nichilismo. Ambientato nella Roma del boom economico postbellico, il film segue Marcello Rubini, giornalista mondano e osservatore del vuoto spirituale del suo tempo. Attraverso simboli, allegorie e incontri con figure femminili e intellettuali, Fellini mostra un mondo in cui il piacere, l’apparenza e la mondanità sostituiscono il senso e il sacro, rivelando la fragilità morale dell’uomo contemporaneo.
Censura sui manifesti contro l’aborto. Assai criticabile l’avallo da parte del TAR Calabria
Il TAR Calabria conferma la rimozione dei manifesti anti-aborto di Pro Vita a Reggio Calabria. Analisi della sentenza n. 78/2026 tra Codice della Strada, libertà di espressione e il concetto di “turbamento” delle donne.
Quando il dubbio diventa resa: Eutanasia e svuotamento etico in La grazia di Paolo Sorrentino
Nel suo ultimo film, La grazia, Paolo Sorrentino sceglie di collocare il tema dell’eutanasia al centro di una narrazione solenne, rarefatta, apparentemente prudente.
Il cuore che non salva: tragedia, errore e la giustizia dei media
La vicenda di Domenico, il bambino di due anni e mezzo che ha perso la vita dopo aver ricevuto un cuore danneggiato, si staglia come un moderno dramma greco: un intreccio di speranza, errore, responsabilità e destino che sfida la nostra comprensione e il nostro senso di giustizia.
22. Javier Hervada Xiberta, diritto e filosofia secondo natura
L’approdo di Hervada al realismo giuridico classico, cui giunse studiando l’opera di Michel Villey, segna l’inizio della sua speculazione gius-filosofica,...
5. Imparzialità del giudice e neutralità dell’apparenza
Il canone dell’imparzialità del giudice, posto dalla Costituzione, si definisce in concreto nei princìpi di carattere etico che orientano il comportamento del...
Il Riso e la Legge: Filosofia e Giustizia in Gargantua e Pantagruel
Nel mondo esorbitante di Gargantua e Pantagruel, dove il riso sembra travolgere ogni regola, Rabelais costruisce una sorprendente meditazione sulla giustizia...
La grande abbuffata: il nichilismo come colpa d’autore
La grande abbuffata di Marco Ferreri, presentato a Cannes nel 1973 tra scandali e applausi compiaciuti, è stato a lungo difeso come capolavoro provocatorio,...
Tommaso Moro e la sua “Utopia”
La vita dell’autore ed una sintesi della sua opera principale, un trattato singolare, che unisce ad aspetti tipici del romanzo-saggio, tratti propri del...
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Il Centro Studi Livatino anche quest’anno sarà presente al Meeting per l’amicizia fra i popoli, che si terrà alla Fiera di Rimini dal 21 al 26 agosto 2026. La 47ª edizione è intitolata “L’amor che move il sole e l’altre stelle” e ospiterà la visita di Papa Leone XIV, prevista per il pomeriggio di sabato 22 agosto.
L-jus, la nuova rivista on line del Centro Studi Livatino
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Ipse dixit
Il terzo testimone che vi affido è il beato Rosario Livatino, primo magistrato nella storia a essere riconosciuto come martire. Col suo impegno incrollabile per la giustizia, egli ha testimoniato che la legalità non è anzitutto un insieme di norme, ma uno stile di vita, e quindi un possibile cammino di santità. “Sub tutela Dei”, scriveva in cima ai suoi appunti: sotto la protezione divina ci poniamo fiduciosi anche noi, lavorando ogni giorno come servitori della verità e tessitori di unità. Lo Stato, infatti, si trasforma in meglio se ciascuno se ne sente responsabile, nutrendo con i più alti valori spirituali il proprio senso civico e il dovere istituzionale.”
Leone, XIV, 25.10.2025
Video integrale del convegno Droga, le ragioni del no. Scienza, prevenzione, contrasto, recupero:
Legge omofobia, perché non va




















