Transumanesimo e diritto – Parte I

Transumanesimo e diritto – Parte I

«“Colui che trova” è il conformista, trasformato in un pezzo di macchinario, che funziona in accordo esemplare, che ha assunto natura di “es” e si è già lasciato alle spalle quella di “io”; o che, perlomeno, aveva sperato di essersela lasciata alle spalle; mentre “colui che è trovato” è il vecchio “io” che ricompare, l’arretratezza, l’essere antiquato, che forse può aver avuto la sua raison d’ètre in tempi arcaici, prima della nascita della macchina; che ora però, dato che la trasformazione in es-macchina è diventata obbligatoria, ha perduto il diritto di esistere»:[1] così Günther Anders, nella sua celebre opera “L’uomo è antiquato”, ha descritto il rapporto di oggettivazione dell’identità umana nella sua subordinazione alla tecnica e all’avvento dell’impero delle macchine che, come effetto ultimo, ne ridimensionano l’essere e lo stesso esserci, incidendo, dunque, sia sul piano ontologico che su quello esistenziale.

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Alla ricerca dell’anello mancante: l’eredità letteraria, umana e spirituale di J.R.R. Tolkien

Alla ricerca dell’anello mancante: l’eredità letteraria, umana e spirituale di J.R.R. Tolkien

Una grande mostra a Roma per J.R.R. Tolkien, la prima di queste dimensioni in Italia. E poi una serie di nuovi libri, tra cui l’edizione ampliata di un saggio critico e militante di Wu Ming 4 (Federico Guglielmi), nuove edizioni di volumi cult, oltre a seminari, convegni, incontri. Sono trascorsi cinquant’anni dalla scomparsa di J.R.R. Tolkien, e Il Signore degli Anelli rimane ancora il pilastro insuperabile del genere fantasy. Quest’opera è l’unica nel suo genere a cui la critica abbia universalmente conferito lo status di letteratura anziché semplice narrativa. Le influenze di Tolkien permeano ancora la cultura pop contemporanea, evidenti nei videogiochi, nei film. Gli elfi e gli orchi continuano a popolare le terre immaginarie della fantasia, riflettendo le aspirazioni consumistiche di una generazione cresciuta nel mondo nerd. La Terra di Mezzo, in particolare, si mantiene imponente nelle produzioni multimediali, dalla trilogia cinematografica di Peter Jackson al controverso adattamento televisivo Gli Anelli del Potere di Amazon Prime, oltre a una moltitudine di giochi da tavolo e videogiochi ambientati nell’universo tolkeniano. L’influenza di Tolkien nel genere che ha contribuito a definire è innegabile. Tuttavia, la ricorrenza attuale solleva la domanda se quest’eredità si stia mantenendo salda o stia gradualmente perdendo la sua forza. Il Centro Studi Livatino vuole approfondire con una serie di articoli l’eredità e il patrimonio culturale dello scrittore britannico.

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Progresso e diritto: elementi per una critica

Progresso e diritto: elementi per una critica

La legge arriva sempre dopo, poiché, come si sa, il legislatore è essenzialmente troppo lento! La sentenza, dal canto suo, viene emanata quando il cadavere è già freddo e sepolto da anni, poiché, del resto, anche il giudice è sempre in ritardo! L’intero sistema giuridico e giudiziario è costantemente sotto accusa per la sua incapacità di tenere il passo con il tempo.

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Diritto e secolarizzazione: spunti liberi di riflessione

Diritto e secolarizzazione: spunti liberi di riflessione

Il tema dei rapporti tra diritto e secolarizzazione è uno dei più complessi poiché sul piano teorico implica la molteplicità di piani che tra loro si intersecano, quello teologico, quello filosofico, quello giuridico, mentre sul piano pratico si riflette su numerose problematiche concrete come, per esempio, la presenza dei simboli religiosi nei luoghi pubblici, la relazione tra diritto e morale, il legame tra il cosiddetto “sentire sociale” e il diritto, la configurabilità dei cosiddetti “reati culturalmente motivati”, la pensabilità e l’organizzazione della tutela e della garanzia al culto nell’ambito di una prospettiva caratterizzata dal pluralismo confessionale come conseguenza sempre più diretta del dato di fatto della poliedricità culturale della popolazione, nonché le modalità di intendere e applicare il principio di laicità, e, infine, lo sterminato spazio delle problematiche bioetiche che quotidianamente si impongono all’attenzione dell’opinione pubblica in generale e dei giuristi in particolare e che, coinvolgendo anche il piano morale, risentono, spesso anche in modo diretto, del dibattito intorno ai rapporti tra diritto e secolarizzazione.

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Di patriarcato e rieducazioni

Di patriarcato e rieducazioni

L’odio di sé di quest’Occidente morente si contrasta con un senso di orgoglio e una consapevolezza di sé, possibilmente per i giusti motivi. Quanto sarebbero di aiuto ai ragazzi l’educazione alla bellezza, grandezza, ampiezza e profondità di orizzonti, al posto delle solite ore di pistolotti moralistici? Ci pensi, ministro Valditara!

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