L’assistenza al suicidio a Trieste: la caduta del requisito del “trattamento di sostegno vitale” è costituzionale?

L’assistenza al suicidio a Trieste: la caduta del requisito del “trattamento di sostegno vitale” è costituzionale?

È notizia riportata dai principali quotidiani la morte della sig.ra “Anna”, deceduta in Fiuli Venezia Giulia il 28 novembre 2023, mediante suicidio assistito fornito dal Servizio sanitario nazionale. La vicenda è certamente caratterizzata da molta sofferenza, presente nell’esperienza della malattia irreversibile, del limite della scienza medica e della morte della persona, che coinvolge anche chi resta; a ciò consegue necessariamente un atteggiamento di massimo rispetto per la persona e per la sua famiglia. Alcune riflessioni appaiono però necessarie, anche (e soprattutto) al di là del caso specifico, dal momento che a livello procedurale e di sistema sembrano rilevarsi alcune “zone grigie” che sollevano seri dubbi sul rispetto oggi in Italia non solo di quanto statuito dalla Corte costituzionale con la nota sentenza n. 242 del 2019 ma, soprattutto, del principio dell’indisponibilità della vita umana.

(altro…)
Transumanesimo e diritto – Parte II

Transumanesimo e diritto – Parte II

Leggi la prima parte.

Il tema dei rapporti tra diritto e transumanesimo è senza dubbio ampiamente esteso e molteplici potrebbero essere le problematiche da vagliare, ma in questa sede, per ragioni intrinseche alla pretesa non enciclopedistica delle presenti riflessioni, se ne possono valutare soltanto alcune, le quali appaiono come le più imminenti ed emergenti nell’attuale scenario e nel dibattito del futuro più prossimo.

(altro…)
Un borghese piccolo piccolo (1977) di Mario Monicelli

Un borghese piccolo piccolo (1977) di Mario Monicelli

Il film “Un borghese piccolo piccolo” è un dramma italiano del 1977 diretto da Mario Monicelli e basato sul romanzo omonimo di Vincenzo Cerami. Il libro, scritto nel 1976, è una satira sociale che esplora temi come l’avidità, la meschinità e la disumanità attraverso la storia di un uomo comune Giovanni Vivaldi (Alberto Sordi), un borghese di mezza età, impiegato e con una famiglia, che vive una vita apparentemente ordinaria. Tuttavia, la sua esistenza tranquilla viene sconvolta quando suo figlio muore in circostanze tragiche. Questo evento scatena una profonda crisi emotiva in Vivaldi, che decide di fare giustizia da solo e inizia un percorso di vendetta contro il responsabile della tragedia.

(altro…)
Il mito di Prometeo: a grande peccatore grande castigo?

Il mito di Prometeo: a grande peccatore grande castigo?

Nel mito, Prometeo viene punito da Zeus con una pena particolarmente crudele: essere incatenato a una roccia e subire l’eterno supplizio di un’aquila che si nutre del suo fegato, che si rigenera ogni giorno. Questa pena eterna è inflitta da Zeus come punizione per aver rubato il fuoco e averne fatto dono agli uomini. Il carattere eterno della pena mette in discussione il concetto di fine della pena e solleva interrogativi sulla giustizia di una punizione così sproporzionata.

(altro…)
Il diritto all’oblio delle persone guarite dal cancro è legge!

Il diritto all’oblio delle persone guarite dal cancro è legge!

Il 5 dicembre 2023 il Senato, all’unanimità, ha dato il definitivo via libera al progetto di legge sul diritto all’oblio dell’ex paziente oncologico, il quale è destinato, quindi, a divenire presto legge con la promulgazione del Presidente della Repubblica. Il progetto di legge era stato presentato grazie al decisivo impulso di Favo (la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), presieduta dal Prof. Francesco De Lorenzo, ed aveva ottenuto l’approvazione della Camera dei Deputati alla fine del luglio scorso. Attraverso un’ampia e trasversale convergenza delle diverse forze politiche, era stato elaborato un testo unificato che ha consentito di giungere in pochi mesi ad una legge, che colloca l’Italia – insieme a pochi altri paesi europei (Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo e Portogallo) – all’avanguardia nella tutela dei diritti dei malati oncologici.

La nuova legge tutela l’interesse della persona guarita dal cancro a che non vengano svolte indagini sulla propria pregressa condizione patologica, decorso un certo periodo di tempo dall’avvenuta guarigione, senza episodi di recidiva (cioè, ordinariamente, dopo 10 anni, oppure dopo 5 anni, ove venga in rilievo una persona minore di 21 anni). È noto, infatti, che, in Europa, la percentuale dei malati di cancro, che guariscono completamente prima di 10 anni, è cresciuta al 51% nelle donne e al 39% negli uomini; la maggior parte delle persone guarite, inoltre, torna ad avere un’aspettativa di vita tendenzialmente analoga a quella di chi non si è ammalato.

Il diritto all’oblio trova il suo fondamento nella dignità della persona, dato che una non aggiornata rappresentazione della propria condizione di vita determina, ai danni di coloro che sono guariti dal cancro, una menomazione dell’identità e un’accentuata disparità di trattamento rispetto alla generalità delle persone, nella misura in cui li costringe a fornire informazioni o a subire indagini in merito alla propria pregressa patologia. Del resto, la condizione della persona muta inevitabilmente nel tempo, generando un sacrosanto diritto alla contestualizzazione. È sul terreno di questo conflitto, fra la verità della storia e l’identità attuale, che si afferma la prevalenza del diritto all’oblio del paziente guarito.

Sul piano della disciplina normativa, la nuova legge sancisce il diritto all’oblio nel contesto della stipulazione o rinnovazione dei contratti relativi a servizi finanziari, bancari, di investimento e assicurativi, così come in sede di accesso a procedure concorsuali, al lavoro e alla formazione professionale.

Con riguardo all’aspetto contrattuale, si consideri che l’attuale disciplina del Codice Civile stabilisce l’annullabilità dei contratti di assicurazione o il diritto dell’assicuratore a recedere ove l’assicurato abbia reso dichiarazioni inesatte o reticenti in ordine a circostanze in grado di incidere sul rischio contrattuale (artt. 1892-1893 c.c.). La nuova legge provoca un totale mutamento di prospettiva, trasformando il dovere di informazione in un diritto a tacere il proprio passato oncologico e nel dovere del contraente “forte” di astenersi da ricerche, indagini o anche soltanto da mere richieste di informazioni sul punto.

A un fondamentale diritto di non discriminazione risponde, poi, il divieto – parimenti sancito dalla nuova legge – di indagini concernenti la salute dei richiedenti l’adozione, affinché la generosa aspirazione ad assicurare una famiglia ai minori che versino in stato di abbandono non sia odiosamente frustrata dallo stigma della pregressa patologia oncologica.

I principi affermati dalla nuova legge trovano fondamento anche nel diritto comunitario, dato che il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (segnatamente, agli artt. 114.3 e 169) prevede l’obbligo di protezione dei consumatori in capo all’Unione Europea, attraverso misure idonee basate su fatti scientifici e sugli interessi economici dei diretti interessati. In questo ambito assume rilievo, altresì, l’art. 9 del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), che esplicitamente vieta il trattamento dei dati relativi alla salute, salvo che in alcuni casi tassativi. Inoltre, con una Risoluzione del 16 febbraio 2022 il Parlamento europeo aveva chiesto agli Stati membri di garantire il diritto all’oblio oncologico entro il 2025, auspicando “l’introduzione di norme comuni per il diritto all’oblio nel quadro delle pertinenti disposizioni sulla protezione dei consumatori del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, al fine di superare la frammentazione delle pratiche nazionali nel campo della valutazione del merito di credito e garantire la parità di accesso al credito per i sopravvissuti al cancro”.

In attesa di norme comuni a livello europeo, l’Italia non è rimasta a guardare e la legge sul diritto all’oblio costituisce un passo fondamentale nella tutela dei diritti della persona: una questione di civiltà, prima ancora che normativa.

Alessandro Candido
Ricercatore senior di Diritto Pubblico nell’Università di Milano Bicocca
Mauro Paladini

Ordinario di diritto privato Università di Milano Bicocc