Alessandro Passerin D’Entrèves e il diritto naturale nella tradizione liberale

Alessandro Passerin D’Entrèves e il diritto naturale nella tradizione liberale

All’interno della tradizione liberale italiana la questione del diritto naturale occupa una posizione significativa, sebbene non abbia la centralità che ha conosciuto nel liberalismo anglosassone. A tale riguardo, va riconosciuta come rappresentativa la posizione di Alessandro Passerin. Per il filosofo del diritto, il liberalismo, nel suo definirsi quale teoria che si pone a difesa della società, dei singoli e delle loro articolazioni interpersonali, è stato spesso spinto a riconoscere l’esistenza di diritti prepolitici: antecedenti ad ogni istituzionalizzazione formale (ad ogni validità) e anche ad ogni pratica sociale (ad ogni effettività). La lotta del liberalismo classico per l’autonomia dal potere si è quindi tradotta a più riprese nella rivendicazione di prerogative autoevidenti, attribuite agli uomini da Dio o dalla natura. In questa prospettiva, il diritto naturale è essenzialmente il quadro entro cui si collocano i diritti naturali dei singoli.

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7. Responsabilità del magistrato e clausole di salvaguardia

7. Responsabilità del magistrato e clausole di salvaguardia

Il tema della responsabilità dei magistrati rappresenta da sempre un argomento assai scivoloso, rispetto alla quale le istanze di quei corpi sociali che ciclicamente invocano riforme volte a introdurre meccanismi sanzionatori informati a una maggiore severità si devono necessariamente confrontare con le norme contenute nel titolo IV, parte II, della Costituzione, ove la Carta si occupa per l’appunto di magistratura. L’articolo tratta il tema della responsabilità dei magistrati per l’attività giurisdizionale, lo speciale regime loro riservato sia in ambito civile che disciplinare e le c.d. clausole di salvaguardia.

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