Set 3, 2022
La tradizione giuridica romana non è circoscritta ai soli ‘tecnici’ del diritto ma si estende perfino ai poeti, fra i più insigni dei quali vi è Catullo: in lui lo ius appare un mezzo di comunicazione strumentale alla modalità espressiva, e offre una indiretta testimonianza della disciplina del matrimonio nell’Urbe.
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Set 1, 2022
Nella serata di ieri, 31 agosto, la piccola Repubblica ha approvato la legge sull’aborto con 32 voti a favore, 7 contrari, 10 astenuti e 10 assenti. Essa in parte copia la 194, in parte la peggiora. Alla base di questa normativa non vi è alcuna esigenza, se non ideologica.
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Ago 29, 2022
La legge 194 è una legge iniqua, da superare affrontando con misure concrete e adeguate i problemi che spingono una donna ad abortire, in un quadro antropologico che vinca la subcultura dello scarto.
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Ago 29, 2022
In questi giorni è in discussione nella Repubblica di San Marino un complesso testo di legge che, facendo seguito alla legittimazione referendaria avvenuta nel settembre 2021 con oltre il 70% dei consensi favorevoli, si pone l’obiettivo di legalizzare l’aborto nel piccolo Stato.
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Ago 26, 2022
La complessità del rapporto tra individuo e legge è la problematica centrale nella riflessione di Porte aperte, film di Gianni Amelio, tratto dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia del 1987. La vicenda prende le mosse da un fatto di cronaca nera: un triplice omicidio nella Palermo del 1937, durante il fascismo. L’assassino è un ex impiegato di una corporazione, ampiamente colluso con il potere e poi improvvisamente licenziato: il suo perverso disegno di vendetta colpisce la moglie, il collega che lo ha sostituito e l’avvocato Bruno, fascista ben noto in città e responsabile dell’ufficio in cui l’omicida aveva lavorato. “Porte aperte” guarda prevalentemente al processo che seguì i fatti; protagonista del film e del romanzo diviene così il “piccolo giudice”, chiamato in corte d’assise a far parte della giuria come togato, che, contro le pressanti aspettative del regime, dei suoi superiori e dell’opinione pubblica, riesce a evitare in primo grado la condanna a morte dell’imputato, anche grazie alla sensibilità e al coraggio di un giudice popolare, agricoltore autodidatta e illuminato, estraneo al minaccioso clima di propaganda che esige una sentenza esemplare.
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